Brevi solidarietà

POZZI INQUINATI Un Nobel della solidarietà Da Barzio in Valsassina, nel lecchese, a Koulne, nel sud del Bangladesh, dove sorgenti, fiumi e stagni sono inquinate dall’arsenico, per cause naturali. Passando per Londra, sede della Bbc. La prestigiosa emittente radiofonica britannica promuove infatti un concorso, The World Challenge, in collaborazione col settimanale statunitense Newsweek, il cui scopo è premiare quei progetti che creano veramente una differenza tra le comunità locali. All’appello hanno risposto oltre 600 tra associazioni ed enti vari, con altrettanti progetti. Ne sono stati scelti 12, che compaiono in bella evidenza sul sito www.theworldchallenge. co.uk, il mezzo con cui gli internauti hanno scelto con un semplice clic il loro vincitore. Nella superfinale della solidarietà è entrata anche una ong italiana, la Coe (Centro di orientamento educativo, che ha sede operativa a Barzio), con il progetto Well Water dell’ong Dalit, corrispondente in Bangladesh del Coe. Al Coe sono molto soddisfatti del risultato raggiunto, perché, spiegano, tutto è nato dall’impegno di due giovani bengalesi entrati nel Coe quando studiavano in Italia. Diventati medico e tecnico di laboratorio, tramite loro è stato possibile avviare l’impegno del Coe nel loro Paese. Entrambi sono cristiani, ma dalit, cioè fuori casta, realtà ancora così presente nella società induista. Sono state avviate ben presto ben 47 piccole scuole nei villaggi per i piccoli fuori casta, che non venivano ammessi all’istruzione pubblica. Ma è stata l’iniziativa dalit sul fronte della sanità a guadagnare l’ambito riconoscimento mondiale. Nella zona, infatti, tutte le falde acquifere sono inquinate dall’arsenico. Per questo dalit, con il sostegno del Coe, ha avviato una serie di interventi per raccogliere l’acqua piovana. Sono state costruite cisterne ed appositi filtri perché la popolazione possa finalmente bere senza ammalarsi. E i diecimila dollari di premio sono arrivati agli amici dalit come giusto riconoscimento e sostegno di quest’associazione locale che, come dice il nome, è fatta da fuori casta. COSTA D’AVORIO L’esercito delle bambine soldato Savané. Bambine-soldato in Costa d’Avorio. (Infinito Edizioni). Un argomento di cui non si vorrebbe sentir parlare. È il primo libro in Italia che affronta il delicato e complesso tema delle bambine soldato. Durante una missione umanitaria di Soleterre Onlus, Damiano Rizzi e Mauro Corinti hanno raccolto un inedita documentazione sull’argomento, e grazie al lavoro giornalistico e storico di Massimo Zaurrini esce alle stampe uno sconvolgente dossier. Nel conflitto che coinvolge da 10 anni la Costa d’Avorio, oltre 20 mila bambine sono state costrette a imparare ad usare le armi. I loro occhi non conoscono lo stupore dell’infanzia. Hanno dato e subìto violenza, sono state costrette a vendere il loro corpo e si sono ritrovate presto mamme bambine, morte di stenti e finite in una fossa comune di una guerra dimenticata. I proventi del libro sono devoluti interamente al progetto: Ho smesso di fare il soldato (www.soleterre.it)

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