Arti in dialogo

Foreste trafitte dalla luce. Fiori comunicanti in splendore. Così due pittori, Alberto Cova e Francesco Boldrin, interpretano la natura. Un crocifisso tra scheletro e gloria (Michele Carrafa), l’arte come tensione in Alfredo Alimento. Le incisioni doloranti di Marika Tassi, le cosmogonie di Rigon (infaticabile animatore della rassegna, ndr), la scagliola preziosa di Carnazza, le foto di armonie nascoste di Centoni, i simboli di Maria Grazia Marchi… Sono tanti gli elementi che a Carpi, nella Sala dei Cervi di Palazzo Pio, dialogano tra loro. Lavori diversificati, in realtà con un piano dialogico sotterraneo che a tratti balza evidente, come per illuminazione improvvisa. Perché ciò che tutto accomuna è il senso della visione, il desiderio di penetrare l’essenza delle cose naturalmente parlanti fra loro. È la sostanza della Biennale, del suo sforzo di mettere in dialogo le differenti espressioni dello spirito, perché – come è noto – le arti tra loro sono sorelle. Logico perciò che esse di per sé siano strumenti possibili d’incontro, anzi, di fraternità. Così le arti visive e figurative danno la mano ai momenti poetici coreografici drammaturgici, alla musica che sembra coagulare le tante voci di un incontro che non è banale definire appunto spi-rituale in senso proprio, dato che stabilisce un’accezione unitaria fra ciò che si crea, si vede, si sente, si coglie. Ascolto Giovanni Congoli in un ritmo sincopato frenetico, alchimia elettronica; o Luca Morelli, 26 anni, che inventa per un prossimo film melodie turgide; esploro con il Trio Sensibilia il raffinato fine Ottocento francese; mi entusiasmo con il Tonelli saxophone ensemble carpigiano, ragazzi tutto ritmo e colore, sino alla conclusione dell’evento, il 10 luglio, con l’atto unico di Campioli-Mariotti Albertina, una vita che continua, omaggio ad un’insegnante carpigiana, Albertina Violi Zirondoli, di alto spessore pedagogico-spirituale. Sono una cinquantina gli artisti tra le mura del Castello dei Pio per un ennesimo viaggio alla ricerca di una possibile ed effettiva condivisione fra le arti. Utopia? Sogno impossibile? Non si direbbe, visto l’entusiasmo di organizzatori, partecipanti, e pubblico. Master in Economia civile e laur e laurea specialistica in non-pr ea specialistica in non-profit ofit alla Facoltà di Economia alla Facoltà di Economia di Milano-Bicocca di Milano-Bicocca La Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, dopo due anni di esperienza positiva del corso di perfezionamento post laurea in Economia civile e del non-profit, dal prossimo anno accademico lancerà un Master di primo livello in Economia civile. La Facoltà di Economia allarga in questo modo il proprio orizzonte di competenze. L’iniziativa di un Master in Economia civile nasce dalla maturazione della collaborazione del Dipartimento di Economia Politica col Consorzio di cooperative Gino Mattarelli (CGM) di Brescia. Il corso riconosce quali naturali candidati gli studenti, in possesso di laurea triennale, che vogliono avviarsi a responsabilità nell’ambito dell’economia civile; il corso si rivolge anche ai laureati che lavorano già nel mondo non-profit e che intendono aggiornarsi e fare un investimento in capitale umano. Il corso guarda al mondo del non-profit, ma anche a quella parte del mondo for profit sensibile ai temi di responsabilità sociale. Coordinati dai professori Pier Luigi Porta e Luigino Bruni, gli insegnamenti sono affidati ai migliori studiosi italiani dell’Economia civile. Attraverso gli strumenti della analisi economica, della teoria dei giochi, della giurisprudenza, della ricerca storica, dell’esperienza concreta e critica dei dirigenti di CGM, i docenti del corso si propongono di presentare un orizzonte di riferimento sia teorico che pratico, entrambi essenziali, a chi, come ogni amministratore responsabile, vuole sapere e anche saperci, interessato al know-how ma anche al know-why. Il Master accetta un massimo di 25 studenti in possesso almeno di una laurea triennale. Oltre alle lezioni è consigliato uno stage da svolgere presso diverse realtà dell’Economia civile a partire dalle Cooperative Sociali di CGM. Sempre presso la Facoltà di Economia sono in essere numerose iniziative di formazione e di ricerca nel campo della Economia civile. In particolare la Facoltà attiva: – un indirizzo in Discipline economiche e sociali all’interno del Corso di laurea triennale di primo livello in Economia e commercio; – un curriculum di Discipline economiche e sociali, all’interno del corso di laurea specialistica di secondo livello in Scienze dell’Economia. Quest’ultima proposta è rivolta allo studente che voglia avviarsi alla ricerca accademica, con uno sguardo particolare all’economia civile e alle motivazioni non-autointeressate. Altre informazioni al sito hltp://dipeco.economia.unimib.it e all’indirizzo master.ec@unimib.it – Pier Luigi Porta – Direttore Dipartimento Economia politica Università degli Studi di Milano Bicocca.

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