Approvata la legge che salva il mare dalla plastica

La legge Salvamare è il frutto di un processo importantissimo di lotta all'inquinamento da rifiuti.  Il Mare Mediterraneo è tra le aree con la più alta concentrazione di microplastiche al mondo. Il progetto di avanguardia avviato nel comune di Civitanova Marche
Salvamare. Foto archivio Ufficio Stampa Greenpeace/LaPresse

Una buona notizia: l’11 maggio è stata approvata la legge Salvamare. L’Italia ha ora uno strumento fondamentale nel contrasto alla piaga del marine litter.

I pescatori diventano protagonisti attivi per liberare il mare dai rifiuti. È finalmente possibile portare a terra i rifiuti accidentalmente recuperati in mare.

Le autorità portuali dovranno riceverla in apposite isole ecologiche e avviarla al riciclo.

I pescatori non si vedranno costretti a ributtare in mare il materiale plastico pescato. Prima di questa legge potevano essere responsabili penalmente per trasporto illegale di rifiuti.

Si concretizzano così i progetti sperimentali di Legambiente e cooperative di pescatori. È l’avvio di un processo importantissimo di lotta all’inquinamento da rifiuti, e in particolare, da plastica, visto che il Mare Mediterraneo è tra le aree con la più alta concentrazione di microplastiche al mondo.

Ad esso si accompagna una campagna di prevenzione attraverso l’educazione ambientale, le attività di sensibilizzazione nelle scuole e tra i cittadini.

L’ educazione ambientale entra preponetemene in tutti gli istituti, dove gli studenti devono collaborare alla raccolta differenziata. Importante poi organizzare la filiera di raccolta a terra.

Insomma è una svolta nella salvaguardia dell’ambiente e nella promozione dell’economia circolare. Questa norma vale anche per i laghi e per i fiumi.

L’ex ministro dell’Ambiente Sergio Costa che ha presentato il disegno di legge, ha dichiarato: «Sono felicissimo, emozionato e commosso. La perseveranza, la testardaggine, la voglia, la passione, con un pizzico di pazzia parlamentare, hanno trasformato un’idea in una legge che fa bene al mare e all’Italia».
L’ operazione è gratuita per i pescatori che la effettuano. I costi di gestione sono coperti con una specifica componente che si aggiunge alla tassa o tariffa sui rifiuti. Gli oneri della raccolta si trasferiscono così, di fatto, sulla intera collettività nazionale.

Sono previsti premi per i comandanti dei pescherecci che portano i rifiuti a terra, attraverso un apposito Decreto ministeriale da approvare entro 4 mesi.

Notevole è la soddisfazione delle associazioni ambientaliste come Legambiente e Wwf, ma anche Federparchi per la tutela delle riserve marine.

Fedagripesca ha calcolato che in dieci anni sarebbe possibile portare a terra 30 mila tonnellate di rifiuti.

Interessante è il progetto Assoittico avviato nel Comune di Civitanova Marche. Dal mese di novembre 2021 sono partiti tre tavoli di coprogrammazione con tutti gli enti locali e del Terzo settore interessati: Comune, Capitaneria di Porto, Cosmari, scuole, associazioni e cooperative di pescatori e ambientaliste, associazioni  di consumatori, parrocchie, i candidati sindaco per elezioni  del 12 giugno, ETS come Agorà  che coordina la partecipazione.

Il progetto, che andrà  definito per singoli obiettivi in appositi tavoli di coprogettazione, ad evidenza pubblica,  ha le seguenti  finalità: applicare la legge Salvamare favorendo la raccolta della plastica, da parte dei pescatori, in appositi contenitori a riva, con premialità; diffondere il consumo del pesce dell’Adriatico, a Km0, nelle mense scolastiche cittadine, in collaborazione con Mercato ittico, associazioni  ed imprese di pescatori, società che gestisce le mense; campagna di educazione  alimentare nelle scuole e parrocchie; realizzazione in rete con i comuni di San Benedetto del Tronto, Porto Sant’Elpidio, l’associazione Aipec, la Regione Marche, la Unicam e l’ Università  Politecnica delle Marche di un progetto di Salvaguardia  del mare Adriatico  e di un Museo della civiltà  marinara.

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