Amare col cervello

È vero che quando le persone si amano, presentano un uguale funzionamento cerebrale?. Flavio – Milano Sembrerebbe proprio di sì. Esempi di sincronicità di tipo prettamente psichico e neurofisiologico al contempo sono stati rilevati sperimentalmente misurando il tracciato cerebrale (Eeg) di persone che in qualche modo manifestano simpatia, sintonia o interconnessione tra loro. Si è rilevato che i loro tracciati elettroencefalografici tendono a diventare assolutamente identici. Ovvero le onde cerebrali prodotte dai loro emisferi si sincronizzano a vicenda. Questo è il meccanismo della cosiddetta sincronicità neuropsichica, che sembra dimostrare sperimentalmente che il legame intimo che lega certe persone al di là del tempo e dello spazio che le separa, pur essendo di origine psichica, ha un suo diretto corrispettivo nella fisiologia del cervello. Misurare la sincronizzazione degli emisferi cerebrali significa dimostrare l’esistenza di un profondo iceberg fotografandone la parte emersa. Il legame di simpatia non significa che due o più persone si uniscono (effetto) perché si sono piaciute (causa), ma significa che queste persone (o meglio queste isole psichiche) hanno improvvisamente ricordato di essere sempre state la stessa cosa. Vorrei riportare uno degli esempi più commoventi di esperienze d’amore che ho mai vissuto nella mia pratica professionale: Il piccolo Giorgio, di cinque anni era andato all’ospedale con i suoi genitori per far visita alla sorellina Gianna di otto anni, che era molto malata. I medici spiegarono ai suoi genitori che per rimanere in vita, Gianna aveva bisogno di una trasfusione. Dopo aver fatto tutte le analisi, risultò che soltanto Giorgio aveva lo stesso gruppo sanguigno di Gianna e che, quindi, era lui, l’unico possibile donatore. I medici chiesero a Giorgio se avrebbe donato il sangue a sua sorella. Lui esitò per un attimo, poi accettò. Durante l’operazione, mentre trasfondevano il sangue, la faccia di Gianna riprese man mano colore. Giorgio guardò il medico e con voce tremante chiese: Fra quanto comincerò a morire?. Aveva male interpretato le parole del medico. Pensava che sua sorella avesse bisogno di tutto il suo sangue. Pasquale.ionata@tiscali.it

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