AAA: minorenne fumatore cerca… Aiuto

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Come torna a casa tuo figlio? Magari tutto sbracciato in pieno inverno, con la giacca sulle spalle ciancicando un chewinggum super-profumato alla menta? Oppure i suoi insegnanti ti consigliano di sottoporlo ad una visita urologica perché va troppo spesso al bagno durante le lezioni? Beh allora c’è qualcosa che tuo figlio ti deve dire… Perché tutte le età sono giuste per cominciare a fumare. C’è chi comincia presto, addirittura prima di nascere. – All’anno zero già il piccolo esserino nel pancione della madre non lo sa che condivide con lei proprio tutto. Certo proprio tutto! Anche il 10 per cento della nicotina. – A nove mesi poi, più danneggiato di un adulto-fumatore-accanito, il bambino nasce sotto-peso. – Anche da 1 a 12 anni si può cominciare! Beh, basta respirare a pieni polmoni il buon vecchio fumo passivo. Meglio di niente! – Dopo i 12 e poi su verso l’adolescenza è campo aperto. In terza media il 50 per cento dei ragazzi ha già conquistato la prima sigaretta. Ma è alle superiori che i pacchetti appesantiscono le tasche e alleggeriscono il portafoglio: anche, in gran segreto, quello dei genitori. Al primo anno, sempre delle superiori, l’abitudine è già privilegio del 20 per cento dei quattordicenni e al quinto anno, per i promossi, la percentuale sale al 40 per cento. Ma come si comincia? I giovani sono il bersaglio dimodelli proposti da genitori, compagni e società, o più semplicemente degli spot che tappezzano una macchina di Formula 1. Che sia passivo o che diventi attivo, la prima “conoscenza” con la sigaretta non è mai pienamente volontaria. “Sì, io sono!”: ecco l’affermazione che un ragazzo, come ciascuno di noi adulti ha fatto, si impone ogni mattina. Deve dimostrare quotidianamente a sé stesso e agli altri che egli “è”. Un modo è emulare gli adulti: “stringere la sigaretta proprio come fanno in tv” o “come fa mio padre quando è con i colleghi!”. Perché oggi la sigaretta si indossa; con la sigaretta ci si atteggia; con le folate di fumo sul viso di quelli accanto si attira l’attenzione. Certo poi che le amicizie si cambiano, si cresce, ma in genere l’abitudine resta. Soprattutto resta la dipendenza dalla nicotina. E le statistiche dicono che il 60 per cento dei ragazzi che fumano desidera smettere. Allora qualcosa si può fare? Si può aiutare a smettere e si può aiutare a non cominciare? Ma quali sono gli strumenti ed i ruoli? Si può terrorizzare dicendo che la media in Italia dei decessi per fumo è di 230 persone al giorno. (“È come se ogni giorno precipitasse un aereo “) oppure raccontare che è la prima causa prevedibile di morte. Ma forse più che spaventare si può agire con intelligenza. Uno studio Istat rileva che l’85 per cento dei fumatori dai 14 ai 24 anni ha uno o entrambi i genitori che fumano e che è la presenza della madre fumatrice a condizionare maggiormente la futura scelta dei figli, soprattutto delle ragazze. Un grande alleato a questo problema può diventare il medico di famiglia che spesso raccoglie le confidenza di molti adolescenti. Accanto a questa figura si affianca ottimamente il ruolo che possono e devono avere gli insegnanti, dando la loro efficace testimonianza agli studenti, aiutandoli a fare la migliore scelta per la loro salute. Ma il ruolo più importante lo rive- stono i genitori che non possono e non devono delegare ad altri le loro responsabilità. Cosa possono fare? Vediamo alcuni consigli: – Prendere spunto da notizie, film e altro per aprire brevi dibattiti, pilloline e non paternali, come spesso l’amore ci spingerebbe a fare. – Se si fuma chiedere l’aiuto dei propri figli per smettere. Confidando loro magari le difficoltà che si incontrano. – Ascoltare con interesse cosa hanno da dire sull’argomento, prendendo e amplificando ciò che di buono propongono. Lasciando sempre spazio all’onestà e all’apertura, perché tornando a casa anche con la giacca al braccio e il chewing-gum in bocca per nascondere l’odore del fumo un figlio sappia di trovare qualcuno con cui confidarsi e dal quale ricevere un aiuto. Giovani fumatori di 14 e piu anni che fumano o hanno semesso di fumare Anni 1993-99 (per 100 persone di 14 anni e più dello stesso sesso) Anni Persone che fumano N. medio di sigarette Persone che hanno fumate al giorno (a) smesso di fumare Maschi Femmine Totale Maschi Femmine Totale Maschi Femmine Totale 1993 35,1 16,4 25,4 16,7 11,9 15,1 26,5 12,4 19,2 1994 34,1 16,7 25,1 16,8 11,9 15,1 26,6 13,0 19,6 1995 33,9 17,2 25,3 16,6 11,6 14,8 27,4 13,1 20,0 1996 34,9 17,9 26,1 16,2 11,9 14,7 26,9 12,2 19,3 1997 33,1 17,3 24,9 16,0 11,8 14,5 27,5 13,6 20,3 1998 32,2 17,3 24,5 16,3 11,9 14,6 29,0 14,1 21,4 1999 32,4 17,1 24,5 16,3 12,1 14,7 27,2 12,5 19,6 (a) Media calcolata sui fumatori di sigarette I dati dell’indagine Multiscopo del 1999 rilevano una percentuale di fumatori pari al 24,5 per cento (32,4 per cento degli uomini contro 17,1 per cento delle donne), solo in leggero calo rispetto al 1993. Fanno riflettere inoltre i dati sulla diffusione del fumo tra i giovani. In Italia oltre un quinto (21,6 per cento) dei giovanissimi tra i 14 e 24 anni ha già l’abitudine al fumo, percentuale che sale al 24,9 per cento per chi vive in zone urbane. Inoltre la percentuale delle fumatrici sin dalla giovane età è molto vicina alla media delle donne in generale; e nelle aree metropolitane le giovani fumatrici sono più numerose che altrove. Giovani fumatori da 14 a 24 anni per abitudine al fumo dei genitori Anno 1999 (per 100 giovani i cui genitori hanno le stesse caratteristiche) Maschi femmine totale fumatori 14-24 anni 14-24 anni 14-24 anni I genitori non fumano 20,9 9,8 15,5 Fuma solo il padre 30,4 13,8 22,7 Fuma solo la madre 33,2 23,5 28,5 Fumano entrambi 38,6 32,1 35,4 Totale 27,5 15,4 21,6 (a) Media calcolata sui fumatori di sigarette Fonte: Indagine Multiscopo Aspetti della vita quotidiana, 1999

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