A Trento con Chiara

Alla scoperta dei territori che hanno visto la nascita e la crescita umana e spirituale della fondatrice dei Focolari

Il centenario della nascita di Chiara Lubich è occasione per visitare Trento e il Primiero alla scoperta dei luoghi che hanno fatto la storia della fondatrice dei Focolari e del Movimento stesso: dal primo focolare in piazza Cappuccini, a Baita Paradiso a Tonadico, sono stati predisposti due itinerari a questo scopo, scaricabili su www.centenariolubichtrento.it. Anche i luoghi in cui si svolgeranno gli eventi organizzati per il Centenario, però, hanno la loro storia e il loro significato: in questo reportage andiamo brevemente alla scoperta di alcuni di essi.

La mostra "Chiara Lubich città mondo"
La mostra “Chiara Lubich città mondo”

Gallerie di Piedicastello

Ad aprire il centenario il 7 dicembre 2019 è stata l’inaugurazione della mostra “Chiara Lubich città mondo”, ospitata appunto in queste gallerie. Due ex tunnel stradali, riconvertiti nel 2008 in originale spazio espositivo, sono oggi curati e gestiti dalla Fondazione Museo Storico del Trentino come luogo dedicato al racconto e alla rappresentazione della storia e della memoria del territorio (e non solo). Non vogliono essere un museo tradizionale, ma uno spazio culturale dove i diversi linguaggi dialogano per promuovere la conoscenza della storia, suscitare curiosità, interrogativi, partecipazione. Una collocazione dunque ideale per questa mostra, pensata come percorso multimediale volto a coinvolgere il visitatore.

Centro Mariapoli Chiara Lubich

Molti momenti salienti del centenario – tra cui la visita del presidente Mattarella il 25 gennaio – si terranno in questo centro di Cadine, poco fuori città. La sua realizzazione è stata possibile grazie a oltre 800 volontari che si sono dedicati alla costruzione, manutenzione e gestione sin dal 1979; e a molti altri da cui sono arrivati contributi economici, allo scopo di costruire un punto di ritrovo per quanti desideravano formarsi alla spiritualità dell’unità. Il 24 maggio 1986 è stato inaugurato il Centro Mariapoli “Parola di Vita” alla presenza di esponenti di diverse Chiese cristiane, a testimonianza della sua vocazione ecumenica; e il 24 gennaio 2009 è stato intitolato a Chiara Lubich. È uno dei centri propulsori della vita del Movimento: vi si tengono convegni, momenti di incontro e di formazione per persone di ogni età e vocazione, e molte altre attività.

Chiesa di santa Maria Maggiore a TrentoChiesa di Santa Maria Maggiore

Edificata per volere del principe vescovo Bernardo Clesio tra il 1520 e il 1524, è uno dei principali luoghi di culto a Trento. Ospita pale d’altare, statue seicentesche, la cantoria con i bassorilievi di Vincenzo e Gian Girolamo Grandi, e la volta dipinta che illustra momenti del Concilio di Trento. Il 12 dicembre 1545 questa chiesa fu infatti meta della prima processione solenne, e dal 1562 vi si tennero le congregazioni generali della fase conclusiva del Concilio. Dopo i restauri, la chiesa è stata riaperta al pubblico nel 2012. Qui fu battezzata Chiara; e per la sua valenza storica, qui si aprirà il convegno di oltre cento vescovi e cardinali amici del Movimento che si terrà dall’8 al 9 febbraio.

Duomo

È la principale chiesa cittadina e cattedrale, edificata sull’area in cui era presente un’antica basilica dedicata al patrono San Vigilio, da cui prende il nome. La costruzione iniziò con il principe vescovo Uldarico II (1022-1055); e Federico Vanga (1206-1218) decise di ricostruirlo dalle fondamenta, affidando i lavori al maestro Adamo D’Arogno. Oggi si presenta come una basilica romanica, dal pregiato portale e rosone; mentre all’interno si possono ammirare numerosi affreschi e bassorilievi. Fu sede delle sessioni solenni del Concilio; e anch’esso ospiterà i vescovi e cardinali amici del Movimento, in particolare per la concelebrazione del 9 febbraio trasmessa in diretta su Rete4 e TV2000.

Tonadico: palazzo ScopoliPalazzo Scopoli

Sorto come granaio-magazzino attorno all’anno Mille, Palazzo Scopoli a Tonadico divenne residenza del capitano di giustizia e del vicario del vescovo di Feltre. Rimase per secoli centro amministrativo locale, prima sotto la Repubblica di Venezia e poi sotto l’Austria; fino al 1500, quando venne ceduto alla famiglia Scopoli, che lo abbellì ed ampliò. Estinti tutti i componenti di questa famiglia, l’edificio tra l’800 e il ‘900 andò incontro al degrado. Grazie a un restauro iniziato nel 1999 e conclusosi nel 2003 – e che ha messo in risalto affreschi, portali, rivestimenti in legno e altro ancora –, Palazzo Scopoli è tornato ad essere sede amministrativa e contesto per mostre e manifestazioni culturali: qui si trova infatti una sezione staccata della mostra “Chiara Lubich città mondo”, in tributo alla zona del Trentino – il Primiero – in cui ha preso forma compiuta la spiritualità di Chiara nel 1949.

Un territorio che ricorda Chiara

Il Trentino, naturalmente, non ricorda Chiara Lubich solo attraverso i luoghi; ma anche attraverso le persone, in particolare i rappresentanti delle istituzioni. «Chiara Lubich è una di quelle personalità che fanno onore al Trentino – ha affermato nel suo saluto Maurizio Fugatti, presidente della Provincia Autonoma di Trento –. Il centenario della sua nascita offrirà sicuramente molti stimoli di riflessione e di crescita per la nostra comunità; e, portando in Trentino migliaia di visitatori da tutto il mondo, sarà un anno di dialogo, di incontri e di condivisione».

«Il centenario di Chiara Lubich è l’occasione per dire grazie – ha ricordato monsignor Lauro Tisi, arcivescovo di Trento –. Grazie a Dio per aver scelto una figlia della terra e della Chiesa trentina come ambasciatrice nel mondo della bellezza del Vangelo vissuto. Grazie a Chiara per essersi lasciata plasmare dalla Parola. Grazie agli amici focolarini per aver sempre sottolineato le radici trentine di Chiara. Grazie a voi, amici di ogni angolo del mondo, che visitate la terra di Chiara. In quest’ora della storia così piena di pieghe oscure, la vostra presenza da molti Paesi è un fascio di luce. Siete la dimostrazione della possibilità di amare la patria altrui come la propria».

«In quest’epoca in cui tutto passa velocemente – ha osservato il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta – il carisma di Chiara Lubich resiste e continua ad ispirare molte persone. Il motivo del permanere del suo messaggio credo sia da attribuire alla sua attualità. Pensiamo all’ideale dell’unità. Oggi sono tornati di moda il particolarismo e la stigmatizzazione delle differenze. Si costruiscono muri tra le nazioni e all’interno delle città. La parola di Chiara dunque è di nuovo controcorrente, come lo era all’indomani della Seconda guerra mondiale, tra le macerie di un’Europa divisa. Credo che sia questo lo spirito con cui dobbiamo raccogliere il messaggio e la testimonianza di Chiara. Tradiremmo la sua eredità se oggi fossimo qui per fare di Chiara Lubich un monumento, se la consegnassimo alla storia per non sentirla più parlare nella nostra cronaca di tutti i giorni».

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