Come si posizionano le università italiane nel mondo?

Le università italiane sono da sempre punto di ritrovo per docenti e studenti internazionali, eccellenze della realtà accademica. Scopriamo come oggi si posizionano in Italia e nel mondo.
Università. (Foto da pexels/Yan Krukau)
Università. (Foto da pexels/Yan Krukau)

Per comprendere che tipo di impatto e prestigio abbiano ad oggi le università italiane nel mondo, si può curiosare in diverse classifiche ufficiali che vengono rese pubbliche a seguito di analisi approfondite. In questo articolo ne prendiamo d’esempio due. La prima è la Classifica Censis delle Università italiane, la seconda è il QS ranking 2024.

Censis, classifica nazionale e altri dati

La Classifica Censis delle Università italiane, giunta alla sua ventitreesima edizione, è uno strumento creato per indirizzare nelle scelte tutti gli studenti pronti a intraprendere la carriera universitaria. Si tratta di una dettagliata analisi del sistema universitario italiano (atenei statali e non statali, divisi in categorie omogenee per dimensioni) basata sulla valutazione delle strutture disponibili, dei servizi erogati, del livello di internazionalizzazione, della capacità di comunicazione 2.0 e della occupabilità. È composta complessivamente di 70 graduatorie, a partire da una batteria di 948 variabili considerate. ll Censis (Centro Studi Investimenti Sociali) è un istituto di ricerca socio-economica italiano fondato nel 1964, con sede a Roma, che svolge attività di studio in tutti quegli ambiti più importanti della vita sociale, in Italia, come la formazione, il lavoro, la sanità, l’economia. Proprio nell’ambito della formazione stila ogni anno la Classifica delle Università italiane.

Nell’ultima pubblicata, i dati provvisori rilevati a giugno 2022, confrontati con quelli omogenei di giugno 2021, evidenziano una crescita generale delle immatricolazioni del 2,2%, equivalente in valore assoluto a 7.152 neoiscritti in più. Dell’aumento delle iscrizioni non hanno però beneficiato tutti gli atenei in pari misura: la distribuzione a livello geografico non è stata uniforme. Sono gli atenei del Centro Italia ad avere riportato la più intensa variazione positiva, con un +9,3% di immatricolazioni, seguiti da quelli con sede nelle regioni del Nord-Ovest (+1,6%). Diversamente, quelli del Nord-Est (-2,0%), in particolare, e quelli con sede nel Sud e nelle isole (-0,2%) hanno registrato una contrazione degli immatricolati.

Considerando le aree disciplinari di appartenenza dei corsi di laurea (triennali e magistrali a ciclo unico), ad accezione dei corsi dell’area artistica, letteraria e educazione, dove i nuovi iscritti segnano un -0,1%, tutti gli altri sono contrassegnati dal segno positivo: soprattutto quelli dell’area economica, giuridica, sociale, con un +4,5% di immatricolati, seguiti dai corsi dell’area sanitaria e agro-veterinaria (+2,2%) e da quelli afferenti alle discipline Stem (+1,1%).

Di seguito si riportano alcune delle infografiche visibili sul sito ufficiale del Censis che riguardano dei dati aggiornati al 2023/2024. Un dato che sarebbe interessante conoscere, ma che purtroppo non è riportato, è il paragone tra università statali e non statali, presente invece nelle classifiche per materia del QS Ranking 2024.

QS ranking 2024

Il QS (Quacquarelli Symonds) è il maggiore fornitore mondiale di servizi e analisi di dati per il settore dell’istruzione superiore, il cui compito principale è di consentire a persone motivate di realizzare il proprio potenziale grazie alla mobilità internazionale, in vista di uno sviluppo professionale. Dal 2004 il QS pubblica annualmente il QS World University Ranking, una classifica dei migliori atenei di tutto il modo, che oggi si può senz’altro considerare la fonte più popolare di dati comparativi sulle prestazioni universitarie. Un’unità di ricerca apposita, la QS Intelligence Unit, svolge una capillare analisi comparativa delle prestazioni degli organi d’istruzione, secondo precisi parametri quali: insegnamento, impatto della ricerca, posizione reputazionale, occupabilità degli studenti e internazionalizzazione. Quest’anno, nel QS Ranking 2024, il primato è detenuto principalmente da università statunitensi e del Regno Unito.

Nel dettaglio, in vetta troviamo:

  1. Massachusetts Institute of Technology (MIT)
  2. University of Cambridge
  3. University of Oxford
  4. Harvard University
  5. Stanford University

Dove si posizionano le università italiane nella classifica internazionale? Tenendo conto che gli atenei non statali non rientrano nella classifica generale ma solo in quella per materie, primo ad apparire nella lista, al 123esimo posto, il Politecnico di Milano, seguito dalla Sapienza di Roma al 134esimo posto e dall’Alma Master studiorum di Bologna al 154esimo posto.

Per quanto riguarda la classifica QS per materie, La Sapienza di Roma è prima al mondo nella materia Classics and Ancient History (storia classica e antica), con il punteggio di 98.7, e prima in Italia in: Arts & humanities (discipline artistiche e umanistiche) e Natural Science (scienze naturali), rispettivamente al 41° e 44° posto mondiale. L’ Ateneo vanta inoltre 14 primati nazionali in diverse materie, dall’archeologia alla statistica, fino alla teologia. Presente in classifica anche l’Università di Bologna, l’Università di Padova, il Politecnico di Milano (per ingegneria meccanica) e quello di Torino (per ingegneria e architettura), oltre che la Bocconi (terza in Europa per business management e marketing, settima al mondo) e la Normale di Pisa (per studi classici e arte antica). Piazzata anche la Luiss Guido Carli, quattordicesima al mondo per gli studi politici e internazionali, appena sotto il King’s college di Londra e la Columbia University di New York. Supera, invece, la Georgetown University di Washington.

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