Amore e avventura

In sala esce il film sudcoreano Past Lives, candidato agli Oscar, mentre continua la serie sui Moschettieri.
Il cast e lòa regista del film Past Lives alla Mostra del Cinema di Berlino. Foto Ansa/EPA/CLEMENS BILAN

L’amore come un sentimento che nè il passare degli anni, né la distanza riescono ad annullare. Anzi. La regista Celine Song racconta l’amore nato sui banchi di scuola tra un ragazzino e una ragazzina. Lei emigra in Canada con la famiglia e poi vive a New York, diventa una scrittrice famosa. Lui resta in Corea, studia cinese, fa l’ingegnere. Entrambi hanno storie amorose, però dopo anni si cercano e si ritrovano via internet. In lui l’amore non è spento, lei vive un’altra vita, dove di lui rimane un dolce ricordo infantile e nulla di più, sembra. Eppure le loro vite sono connesse e lo struggimento per il passato che ritorna è bello,forte e commovente. Si separano ancora e si ritrovano anni dopo, è lui che la va a trovare a New York dove lei vive un felice matrimonio. Nessun legame “a tre” ne nasce, diversamente da alcune storie occidentali. Solo alcuni giorni di reciproche confidenze, di abbracci rispettosi e di un pudore gentile da parte di lui in contrasto con una certa durezza di lei.

C’è il gioco della nostalgia della terra dove si è nati, dei rapporti costruiti, della emigrazione come necessità di assumere anche una nuova identità: lei infatti si chiamerà Nora, abbandonando il nome coreano. Lei è americanizzata ormai, lui invece è rimasto un puro coreano. Ma il flusso tra i due, l’emotività è rimasta ed il film racconta queste connessioni spirituali che non passano col tempo e rimangono anche se non vogliamo, con uno stile calmo, sintetico, fatto di silenzi e di sguardi, certamente autobiografico. È commovente la forza dell’amore, capace di attraversare il tempo e il luogo perché sostanza dell’anima. Resistente, ben oltre i percorsi differenti della vita, accettati con dolce nostalgia.

 

Tornano i Moschettieri

Ebbene sì. I quattro mitici spadaccini creati da Dumas sono tornati per il secondo capitolo della saga firmata da Martin Borboulon. Non sono bastate le tante produzioni, la miniserie della BBC del 2014, la versione del 2011 con Luke Evans, quella celebre del 1993 con Chris O’Donnell. I moschettieri sono sempre di attualità. Così ora nel nuovo capitolo intitolato Milady, è proprio lei, una perfida Eva Green, a diventare la protagonista. L’amata di D’Artagnan, la dolce Costanza, è stata rapita per ordini superiori e lui deve allearsi con la diabolica lady per ritrovarla. Cosa non si fa per amore! Così scorrazza, con gli amici, dalla Francia all’Inghilterra, ovviamente in guerra tra loro, in mezzo alle trame del cardinale Richelieu e al povero Luigi XIII, vittima di inganni reali.

Duelli, assalti, cannonate, cavalcate furiose, luoghi malfamati e dimore sfarzose scorrono senza pause nel ritmo avventuroso del film, che si prende le sue libertà rispetto a Dumas, ma è piacevole e ben recitato da star francesi come Louis Garrel, Vincent Cassel, Romain Duris e il D’Artagnan pimpante di Francois Civil. Alla gente piace lo spettacolo svelto, condito da dialoghi sapidi, ovviamente nell’attesa della terza puntata dove le sorprese non mancheranno, come in questa scorribanda tra fantasia e storia.

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