Politiche fondiarie in Africa, se ne discute a Addis Abeba

Presso la sede dell'Unione Africana, dal 21 al 24 novembre, 900 esperti provenienti da diversi Paesi africani riflettono sulla governance della terra e sul suo contributo alla stabilità africana: è la quinta edizione della Clpa (Conference on Land Policy in Africa), che si riunisce ogni due anni.

Organizzata congiuntamente dalla Commissione dell’Unione Africana (Cua), dalla Banca Africana di Sviluppo (AfDB) e dalla Commissione Economica per l’Africa delle Nazioni Unite (Eca), la Conferenza sulle politiche fondiarie in Africa riunisce per quattro giorni leader, esperti, autorità tradizionali e altri attori non statali, sul tema “Promuovere una governance fondiaria sostenibile in Africa per accelerare l’attuazione dell’Area di libero scambio continentale africana (AfCFTA )”. L’evento utilizzerà un formato ibrido, combinando la partecipazione fisica e le sessioni virtuali.

Nell’illustrare i legami tra la questione della terra e AfCFTA, gli organizzatori osservano che la terra è una delle risorse chiave e dei fattori abilitanti per l’attuazione dell’AfCFTA: è la terra che produce i prodotti agricoli che si prevede di scambiare, ma è anche una fonte della ricchezza mineraria dell’Africa e di altre materie prime. Inoltre, «i processi produttivi avvengono sulla terra».

Secondo gli organizzatori, l’obiettivo della Clpa 2023 è quello di rafforzare l’impegno e migliorare le capacità di sviluppo, attuazione e monitoraggio delle politiche fondiarie in Africa, con un’attenzione specifica alle questioni emergenti e agli impegni assunti dall’Ua nel settore fondiario. Questi gli obiettivi da perseguire attraverso un migliore accesso alle conoscenze e alle informazioni a sostegno di una politica basata sui dati reali: la presentazione di pratiche promettenti nel campo della politica e della governance fondiaria e la facilitazione della creazione di reti tra gli attori del settore presenti nel continente africano.

L’Africa ha una storia di espropriazione e contestazione della terra che ha portato a vari tipi di disuguaglianze e a una distribuzione distorta delle risorse fondiarie. Ciò ha influenzato notevolmente le posizioni socio-economiche e politiche di diversi gruppi di persone.

Le dispute e i conflitti sulla terra si verificano a tutti i livelli: conflitti tra vicini per i confini dei campi; tra uomini, donne e generazioni per i rispettivi diritti sulla terra; tra pastori e agricoltori; tra Stati e popolazioni indigene; tra aziende e popolazioni locali per i diritti di sfruttamento. E questi conflitti si stanno intensificando e diffondendo.

I conflitti fondiari sono generalmente influenzati da una serie di fattori complessi e interconnessi. In particolare, sono rilevanti gli aspetti legati alla povertà e alla disuguaglianza, nonché i processi di riforma fondiaria, dato che le contestazioni sulle risorse della terra sono più evidenti tra i poveri.

Il programma della conferenza di Addis Abeba prevede circa sessanta sessioni, masterclass e presentazioni che coprono vari temi, come la governance fondiaria inclusiva per migliorare il commercio intra-africano e la sicurezza alimentare, l’uso dei dati geospaziali e delle tecnologie di digitalizzazione per l’amministrazione e il commercio delle proprietà terriere.

Josefa Leonel Correia Sacko, angolana, commissario per l’Agricoltura, lo Sviluppo rurale, l’Economia blu e l’Ambiente sostenibile presso la Commissione dell’Ua, ha sottolineato «l’importanza di un dialogo costruttivo tra tutte le parti interessate, della condivisione delle migliori pratiche e della definizione collettiva di un percorso sostenibile per la governance fondiaria. Le decisioni e gli impegni presi in questa conferenza, ha sottolineato, si estenderanno oltre l’evento e avranno un impatto significativo sui mezzi di sussistenza di milioni di africani».

Le questioni fondiarie, considerate delicate in diversi Stati africani, suscitano dibattiti e discussioni in tutto il continente. Sebbene una migliore governance fondiaria abbia la potenzialità per sbloccare diversi settori economici (agricoltura, risorse naturali, infrastrutture, sviluppo urbano, ecc.) e agevolare lo sviluppo del continente, i Paesi africani faticano ancora ad affrontare le sfide associate a questo tema. Nonostante le iniziative regionali e le riforme in alcune nazioni, gli sforzi non hanno ancora prodotto risultati sostanziali.

Le sfide includono pratiche o costumi culturali, l’eredità coloniale di regimi di proprietà pluralisti, la corruzione, la mancanza di trasparenza nella gestione delle questioni fondiarie e sistemi informativi carenti. Le conseguenze sono disuguaglianze nella distribuzione della terra, aumento dell’insicurezza, della violenza, della povertà e della vulnerabilità in molti Paesi africani.

La governance fondiaria è considerata un prerequisito per la riduzione della fame e della povertà e per lo sviluppo sostenibile, e richiede un’attenzione urgente da parte dei governi per migliorare le condizioni di vita delle popolazioni che dipendono dalla terra.

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