Energia, la Germania investe miliardi nell’idrogeno africano

La guerra in Ucraina e la chiusura delle forniture di gas russo costringono la Germania a rivedere le proprie fonti energetiche. La conferenza “Patto con l’Africa” lavora per rafforzare i legami tra i paesi dell’Europa e quelli africani. La Germania intende investire in Africa 4 miliardi di euro in progetti di energia verde.
Olaf Scholz (AP Photo/Michael Sohn)

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha accolto lunedì 20 novembre a Berlino una decina di leader africani e numerose delegazioni economiche. Al vertice erano presenti anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro olandese Mark Rutte.

La Germania, ha dichiarato il cancelliere Scholz, intende investire in Africa, fino al 2030, 4 miliardi di euro in progetti di energia verde.

L’Africa è un partner in questo settore grazie alle risorse di gas del continente e al suo potenziale per le energie rinnovabili e l’idrogeno, che la Germania intende importare in modo massiccio in futuro. “Molti Paesi africani hanno un eccellente potenziale per le energie rinnovabili e di conseguenza per la produzione di idrogeno competitivo”, ha affermato Scholtz incoraggiando le aziende tedesche a investire maggiormente in Africa.

Anche il presidente della Commissione dell’Unione africana, Moussa Faki Mahamat, ha sottolineato le opportunità del suo continente in questo settore: “Credo che ci sia un potenziale straordinario da sfruttare. Ci sono possibilità per farlo, è sufficiente che i partner, in particolare del settore privato, abbiano le condizioni necessarie di sostegno da parte dei vari governi”.

Il presidente dell’Unione africana, Azil Assoumani, e Moussa Faki Mahamat hanno assicurato che, oltre la presenza già forte della Cina, l’Africa è aperta anche ad altri partenariati.

L’uso dell’idrogeno verde consente la produzione a emissioni zero di prodotti industriali come acciaio, cemento, fertilizzanti e altri prodotti. Trasformando l’idrogeno in prodotti power-to-X, come il cherosene sintetico o l’ammoniaca, è possibile produrre carburanti a emissioni zero per il trasporto aereo e marittimo. Questi combustibili rappresentano una parte importante della decarbonizzazione globale, ad esempio nel settore dei trasporti.

Da un lato, questa importante decisione consentirà all’Africa di fornire una produzione di idrogeno su larga scala a un prezzo competitivo di circa 2-3 dollari al chilogrammo, rispetto ai 5-9 dollari dell’Europa, il che accelererà nel tempo il suo sviluppo economico. Su scala globale, permetterà all’Africa di diventare un futuro leader mondiale dell’idrogeno verde alle porte dell’Europa.

Questa importante iniziativa, denominata “H2 Global”, mira a produrre idrogeno “rinnovabile” in paesi partner con fattori di produzione competitivi (principalmente di elettricità a basso costo). I produttori tedeschi forniranno la tecnologia, l’idrogeno verrà poi importato in Europa e trasformato in combustibile a base di idrogeno.

Per il governo tedesco questo trasferimento accelera lo sviluppo economico del continente nel quadro del suo impegno per abbandonare il carbone e il nucleare, ed è anche un mezzo per rafforzare la sua posizione e soprattutto per individuare un modello economico competitivo. Berlino importerà infatti dal 40 al 60% dell’idrogeno di cui avrà bisogno per i suoi piani di trasformazione energetica.

Da notare che i 4 miliardi di euro sarebbero destinati all’iniziativa congiunta Ue-Africa per le energie verdi. L’Unione Europea (Ue) aveva già annunciato che avrebbe stanziato 3,4 miliardi di euro sotto forma di sussidi.

L’obiettivo dell’Ue è quello di raggiungere una produzione annua di 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile entro il 2030 e di importare la stessa quantità.

Il “Patto con l’Africa” è il risultato di un’iniziativa tedesca lanciata nel 2017, durante la presidenza tedesca del gruppo di paesi del G20. Ora fanno parte del gruppo di stati aderenti al Patto 13 paesi del continente africano: Egitto, Etiopia, Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Ghana, Guinea, Repubblica Democratica del Congo, Marocco, Ruanda, Senegal, Togo e Tunisia.

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