“Tutto il Vangelo in quel grido”di Stefan Tobler

Il volume “Tutto il vangelo in quel grido”, traduzione italiana del lavoro di abilitazione svolto dal pastore riformato svizzero Stefan Tobler presso la Facoltà Teologica Evangelica di Tübingen, costituisce un indispensabile strumento scientifico per un approfondimento della spiritualità di Chiara Lubich nella chiave di lettura offerta dalla teologia sistematica. Lo studio si concentra sul grido di abbandono emesso da Gesù in croce, secondo quanto attestato dai Vangeli di Marco (15, 34) e Matteo (27, 46). Se “l’inadeguatezza del linguaggio è il combustibile di ogni ermeneutica” (p. 13), la centralità data dalla Lubich al grido di abbandono viene dall’Autore accostata nella prospettiva di interpretazione tipica della tradizione evangelica, particolarmente attenta alla dimensione soteriologica del Mistero Pasquale. Gesù Abbandonato è “la chiave a partire dalla quale tutta la realtà veniva colta e interpretata in modo nuovo” (p. 103) dalla Lubich e dalle sue prime compagne, di modo che sia il linguaggio comune sia il vocabolario caro alla tradizione cristiana subiscono una rilettura: dolore, male, peccato, volontà di Dio, amore di Dio e del prossimo, unità, rivelazione, divinizzazione, diventano categorie che, a partire dall’Abbandonato, indicano l’incontro con Dio proprio in mezzo all’abbandono da parte di Dio. Riconoscere e amare il suo Volto in ogni circostanza è l’irruzione della salvezza nel momento presente dell’esperienza umana, e al tempo stesso il trasferimento della realtà del mondo nella realtà di Dio: la possibilità di realizzazione della preghiera di Gesù al Padre, che troviamo nel Vangelo di Giovanni, “che tutti siano uno” (Gv 17, 21).

 

 

 The book ‘Tutto il vangelo in quel grido’ (The Whole of the Gospel in that Cry), the Italian translation of the habilitation thesis written by Stefan Tobler, a Swiss Reformed pastor, at the Evangelical Faculty of Theology in Tübingen, is an essential academic tool for exploring the spirituality of Chiara Lubich from the point of view of systematic theology. The study focuses upon Jesus’ cry of dereliction found in the gospels of Mark (15,34) and Matthew (27,46). While ‘the inadequacy of language is the fuel of every hermeneutic’ (p. 13), the centrality given by Chiara Lubich to the cry of Jesus is approached by Tobler from a typically evangelical perspective, one that is particularly attentive to the soteriological dimension of the paschal mystery. Jesus Forsaken was ‘the key to understanding the whole of reality and giving it a new interpretation’ (p.103) for Lubich and her first companions. Its effect was that both the normal manner of speaking and traditional Christian vocabulary were understood in a new way: suffering, evil, sin, God’s will, love for God and neighbour, unity, revelation, divinization, all became categories that, on the basis of Jesus Forsaken, indicate a meeting with God in the very midst of being abandoned by God. In our recognizing and loving his face in every circumstance, salvation breaks into the present moment of human experience and, at the same time, the reality of the world is lifted into the reality of God. It is this that makes possible the fulfilment of Jesus’ prayer to the Father, found in John’s gospel, ‘may they all be one’ (Jn 17,21).

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