Paternità

L’attesa del padre

Papa Francesco ha indetto per il 2021 l’anno di san Giuseppe, patrono della Chiesa universale, e quindi anche l’anno dei padri. Intervistiamo Ivo Lizzola, docente di Pedagogia sociale e della marginalità presso l'Università degli Studi di Bergamo, e autore del libro “La paternità oggi. Tra fragilità e testimonianza”.

Generosità, dedizione, libertà, tenerezza. Sono alcune delle parole che il docente Ivo Lizzola utilizza per definire la paternità, che può trovare il suo massimo esempio nello sposo di Maria, san Giuseppe. Facendo riferimento alla lettera apostolica “Patris Corde” di Papa Francesco, riprende l’espressione di “coraggio creativo”: «Qui il coraggio ha il segno della generosità, non dell’affermazione di sé. “Coraggio” vuol dire gesto generoso e responsabile. È la capacità di aprire un cammino nuovo, una migrazione verso l’incerto, con la fiducia che nell’incerto si troverà la via. Il coraggio è nella dedizione, nell’offerta.»

Nell’intervista, Lizzola riflette sulla paternità del nostro tempo, così bisognoso di papà: «Si attende dal padre la possibilità di continuare a credere in una promessa, si attende la possibilità di credere ad andare con fiducia verso il futuro, si attende una veglia, non si chiede sicurezza. Si aspetta una presenza attenta e discreta ma fedele, continua, perché questo ti permette di continuare a camminare in autonomia».

I padri sono anche essi fragili, con i loro limiti e la loro vulnerabilità, e non hanno bisogno di mostrarsi onnipotenti o garanti assoluti, spiega il docente. «L’autorità del padre non è quella di un padre perfetto, è l’autorevolezza di un uomo che sa essere uomo, incontrare le sue contradizioni, affidarsi, chiedere perdono, costruire con gli altri. L’autorevolezza del padre ormai la si sta giocando nella forza con cui si sta nella vita». Per saperne di più puoi leggere l’articolo “La promessa” pubblicato sul numero di febbraio della rivista Città Nuova.

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