L'esperto risponde / Economia e lavoro

Massimiliano Casto

Tributarista, consulente del lavoro ed economista d’impresa. Collabora come esperto con i principali giornali nazionali. Cura e conduce il programma “Fisco e Famiglia” su Radio Maria. Cura e conduce su Padre Pio Tv il programma settimanale “Fisco Economia e Famiglia”. Ricopre numerosi incarichi in società e istituti di credito.

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Fisco

Ticket sanitario: la prescrizione

Gentile redazione di Città Nuova,

vorrei rivolgere una domanda al vostro esperto di fisco, Massimiliano Casto. Nell’agosto del 2010 mi trovavo in villeggiatura in Calabria, presso un villaggio turistico, quando caddi da un muretto, sbattendo con la spalla e la testa a terra. Avevo un dolorosissimo dolore alla spalla e alla testa e mi portarono al pronto soccorso del locale ospedale. La diagnosi fu: lesione del muscolo sovraspinoso; distorsione del polso, contusione del braccio e della mano; commozione cerebrale. Quando mi dimisero, non mi fu detto che avrei dovuto pagare un ticket. Dopo più di 10 anni da quel pronto soccorso, il primo dicembre 2020, mi è stato notificato un avviso di pagamento con scadenza 15/12/2020 per ” recupero ticket art.2 D. LGS 124/98″. Le chiedo dunque: 1) non essendomi stato comunicato che avrei dovuto pagare un ticket, è lecito che mi arrivi questo avviso di pagamento? Davvero devo pagare, visto che sono passati più di 10 anni da quel pronto soccorso? Infine, cosa posso fare per far presente che è andato in prescrizione e non pagare?

Grazie di tutto, Lettera firmata

(da Pixabay)

Gentile Signora,
per prima cosa voglio confermarle che il ticket per qualsiasi tipo di prestazione in ambito sanitario si prescrive in dieci anni, con decorrenza dal giorno in cui il pagamento era effettivamente dovuto. C’è però da stare molto attenti e cercare di ricordare se in questi dieci anni sia arrivata qualche altra lettera di sollecito o una cartella esattoriale o un avviso/intimazione di pagamento con la relativa notifica. Infatti una tale lettera avrebbe interrotto i termini di prescrizione dei 10 anni, e quindi i termini sarebbero ricominciati a decorrere dalla data di ricezione di tale raccomandata.

Se lei è certa che in questi dice anni non ha mai ricevuto nessuna notifica allora è possibile anzi è necessario impugnare l’avviso di pagamento che ha ricevuto il 1 dicembre e chiedere l’annullamento totale con una istanza in autotutela. Se non chiede l’annullamento in autotutela (che va fatta con una semplice domanda inviata tramite raccomandata AR) l’altro sistema (ma più oneroso) per chiedere l’annullamento dell’avviso è rivolgersi alla competente la Commissione Tributaria.

Infatti secondo la legislazione vigente le richieste di pagamento di ticket si estinguono per prescrizione ai sensi degli artt. 2934 e ss. c.c., secondo le disposizioni ivi contenute nonché di quelle previste da varie leggi speciali. L’art. 8, c. 3, della l. 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente) pone il divieto di stabilire (o prorogare) termini di prescrizione oltre il limite ordinario previsto dal codice civile: “Le disposizioni tributarie non possono stabilire né prorogare termini di prescrizione oltre il limite ordinario stabilito dal codice civile”. Come le anticipavo la prescrizione decorre dal giorno in cui si può far valere il diritto (art. 2935 c.c.). Quindi in definitiva il termine ordinario di prescrizione è di dieci anni.

Le indico di seguito il testo che può inviare con raccomandata AR all’ufficio intestatario dell’avviso (Agenzia Entrate o Servizio Sanitario della Regione). Buona giornata.

All’Ufficio………..

 

RICHIESTA DI ESERCIZIO DELL’AUTOTUTELA

La sottoscritta___________________________ nata a____________________________________ il ___________________ residente a ______________________________________________________ via/piazza___________________________________________ tel._____________________________ email _____________________________ codice fiscale _______________________________________  con la presente

Chiede

di riesaminare e di procedere all’annullamento totale dell’avviso di pagamento con n.________________ / prot. __________________________________ del ____________________________________ notificato il ___________________________________________________________________________ relativo al ticket di euro________________dell’anno ____________________ che risulta illegittimo perché ampiamento prescritto così come previsto dalla legislazione in vigore e che stabiliscono che tutte le richieste di pagamento di ticket si estinguono per prescrizione in 10 anni ai sensi degli artt. 2934 e ss. c.c., secondo le disposizioni ivi contenute nonché di quelle previste da varie leggi speciali. L’art. 8, c. 3, della l. 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente) 

Sono consapevole che questa richiesta non sospende i termini per la proposizione del ricorso alla Commissione tributaria

Allegati: Copia avviso di pagamento e copia documento di riconoscimento.

Luogo e data ___________________    Firma (leggibile) _____________________

 

 

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La parola all'esperto

Visite fiscali. Cambiano le regole

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Ho sentito parlare di modifiche nell’esecuzione delle visite fiscali. Di cosa si tratta? Giovanni [caption id="attachment_76442" align="alignnone" width="500"]La scritta INPS La scritta INPS[/caption]


È certamente risaputo che la pubblica amministrazione necessiti di un miglioramento, anzi ciò sta costituendo una priorità per il Governo che con il decreto Madia ha iniziato ad attuare una riforma a partire da maggiori - ma soprattutto migliori - controlli sui “furbetti” della PA e sulle assenze per malattia dei lavoratori . Tra le principali novità in arrivo con il decreto, che attuando la riforma della PA intensificherà appunto tali controlli, c’è l’attribuzione all’Inps del compito di sorvegliare sulle assenze per malattia nel pubblico impiego. In pratica alle Asl, che fino ad oggi hanno avuto il compito di controllo, saranno tolte queste competenze, con la nascita di un polo unico della medicina fiscale, lo stesso sia per i dipendenti del privato che del pubblico. Vediamo le principali novità che si prospettano:  Le visite fiscali Si andrà verso fasce orarie di reperibilità (attualmente le ore giornaliere sono 4 per il privato e 7 per il pubblico) entro cui farsi trovare a casa, con controlli che anche per gli statali potranno basarsi sul cervellone informatico dell’Istituto di previdenza sociale. Si tratterà di vere e proprie visite fiscali mirate e, se l’Istituto lo riterrà opportuno, sarà possibile ripeterle. Questa grande novità, inserita tra le deleghe della legge Madia per questa grande operazione di rinnovo e di miglioramento del pubblico impiego, andrà a rivoluzionare anche il settore dei lavoratori privati. I medici fiscali dell’Inps E’ previsto il rafforzamento del personale medico dell’Inps con l’inserimento dei 1.300 medici  già presenti nelle liste speciali, con un rafforzamento del regime di convenzione per i medici incaricati alle verifiche, in modo da garantire sempre una maggiore competenza specifica. In pratica si tratta di personale medico sottoposto a un regime di incompatibilità, per evitare conflitti d’interesse tra controllore e controllato. Dovrebbe essere assicurata loro continuità professionale, così da permettere una maggiore specializzazione e l’attività in via esclusiva. Il Polo Unico di Medicina Fiscale Questo polo unico, previsto nel decreto Madia, modificherà sostanzialmente il meccanismo delle visite fiscali attualmente in vigore che prevede per i dipendenti pubblici il controllo da parte delle Asl. Per questo obiettivo, sono state previste maggiori risorse umane e competenze che saranno trasferite all’Inps e sicuramente sarà necessario anche un potenziamento delle disponibilità economiche. Con l’introduzione di questo polo, ci saranno nuovi criteri attraverso cui svolgere gli accertamenti sulle assenze per malattie e tra le novità prospettate c’è, appunto, la possibilità di tornare a controllare, con verifiche ripetute a discrezione del medico fiscale. Le fasce orarie di reperibilità, in cui farsi trovare a casa, dovranno essere armonizzate anche se ancora non si conosce il nuovo criterio di rimodulazione. L’obiettivo, con questa riforma del pubblico impiego è quello di intensificare la lotta ai “furbetti” e di garantire controlli mirati ed efficaci, tentando di massimizzare il tasso di rendimento delle visite mediche fiscali. Le altre novità prospettate In questa ottica di modifica delle regole del pubblico impiego, si cercherà anche di rendere tutta la materia più ordinata così da avere un controllo più facile. Tra le altre novità ancora in discussione che riguardano i rinnovi contrattuali, c’è la seria possibilità di intervenire su alcune modalità di fruizione dei permessi, come quelli della legge 104 del 1992 che riguardano disabili e i loro familiari, con una revisione delle regole sui preavvisi.      
Per avere i rimborsi la domanda va presentata entro il 31 dicembre

Come posso chiedere il ricalcolo della pensione?

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Salve, ho letto l'articolo su Città Nuova un articolo di Massimiliano Casto relativo al ricorso sul decreto Salva Italia per ottenere il ricalcolo della pensione e il rimborso di quanto non percepito. Però non ho capito concretamente cosa e come fare. Mio suocero, deceduto nel 2013, era tra le persone danneggiate da quel decreto. Cosa devono fare mio marito e sua sorella? Esiste un modulo? E se non esiste,  cosa si deve scrivere nella raccomandata?  A chi si intesta? All’Inps zonale o alla Direzione Generale? Grazie. inps


In questi giorni sta facendo molto discutere, creando tanta confusione, la questione delle modalità operative per far valere i propri diritti: quali le modalità per ottenere il rimborso della mancata perequazione della pensione illegittimamente bloccata dal Governo Monti per gli anni 2012 e 2012? Come ben noto, la corte Costituzionale con la sentenza n.70 del 2015 ha dichiarato illegittimo il provvedimento del Governo che bloccò gli aumenti per alcune pensioni (vedi l'articolo "Pensioni: ultimi giorni per il ricorso"). Successivamente, il Governo Renzi ha cercato di porre rimedio ma, malgrado la sentenza, ha riconosciuto solamente in maniera ridotta i rimborsi e, in alcuni casi, li ha esclusi completamente. Tuttavia tutti i pensionati che sono stati danneggiati perché non hanno ricevuto tali aumenti di legge e non hanno nemmeno ricevuto i rimborsi parziali, possono ancora far sentire la propria voce anche se i termini sono strettissimi. Infatti entro e non oltre il 31 dicembre di quest’anno, gli interessati devono inviare una raccomandata con avviso di ricevimento (vale la data del timbro postale) sia alla sede Inps territorialmente di competenza del pensionato sia alla Direzione Generale dell’Inps (via Ciro il Grande 21 Roma). Non esiste un modulo/scheda definito, anche se è necessario indicare delle cose indispensabili. In tale lettera di diffida, alla stregua della sentenza della corte Costituzionale n.70/2015, dovrà essere indicato il numero della pensione del titolare, dovrà essere evidenziato che il trattamento pensionistico che si percepisce era soggetto agli aumenti di legge che sono stati illegittimamente bloccati ed è necessario intimare il ripristino nella pensione mensile della perequazione illegittimamente bloccata per gli anni 2012 e 2013 con gli effetti a valere anche per gli anni successivi. Ovviamente sarà necessario intimare la restituzione degli arretrati delle singole scadenze maggiorate degli interessi legali e comunicare che, in difetto di pagamento, si provvederà nei modi di legge. Infine la cosa fondamentale è quella di precisare che la raccomandata che state inviando vale come atto di diffida e messa in mora a tutti gli effetti di legge ed in particolare ai fini interruttivi della prescrizione. Infatti, la scadenza del 31 dicembre 2016 è perentoria per comunicare all’Inps l’interruzione della prescrizione. Successivamente, con più calma ma entro il 2017, nel caso in cui l’Istituto previdenziale non liquidi gli arretrati e se non rimetta in regola il pagamento della pensione, si potranno adire le normali vie giudiziarie in virtù della sentenza della Corte Costituzionale. Però anche in questo caso bisogna fare particolare attenzione, perché la procedura da seguire sarà diversa a seconda che si tratti di ex dipendenti del pubblico impiego oppure del privato. Infatti nel primo caso, la controversia legale andrà promossa presso la Corte dei Conti, nel secondo caso ci si dovrà rivolgere al giudice del lavoro della provincia di residenza.
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