Attualità

CN+ Che settimana! – 18 giugno

Tutta la settimana in cinque minuti. Si propone uno strumento utile per mantenersi informati. Ovunque siate potete mettervi le cuffiette e ascoltare questo podcast che sintetizza per voi l'attualità degli ultimi cinque giorni.

1. Bruxelles. Nella seconda tappa del primo viaggio europeo da presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha incontrato la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ed è stato trovato un accordo per sospendere la contesa sui dazi nata nel 2004 per una disputa tra l’europea Airbus e l’americana Boeing. Lunedì nella città belga si è tenuto il vertice Nato in cui Biden ha puntato il dito contro la Russia definendola come una minaccia per la sicurezza euro atlantica. I leader si sono detti concordi sul fatto che la Cina rappresenti una minaccia per «l’ordine internazionale», in particolare per gli investimenti in tecnologie militari. In questa sede Biden ha incontrato anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha assicurato di voler aumentare la collaborazione con gli Stati Uniti nel segno del «dialogo», a patto che «smettano di sostenere i curdi siriani di Ypg».

Per approfondire questa notizia vi invitiamo a leggere su cittanuova.it l’articolo: “Draghi, la Cina e la nuova fedeltà atlantica

2. Ginevra. Il viaggio europeo di Biden è proseguito in Svizzera, dove mercoledì ha incontrato il presidente russo Vladimir Putin. Si sono confrontati per quattro ore nel loro primo vertice bilaterale. Entrambi i leader hanno definito l’incontro costruttivo, ma i risultati concreti sembrano scarsi. I due hanno concordato di rinviare i rispettivi ambasciatori, richiamati per consultazioni a marzo, e di riaprire il dialogo sul controllo degli armamenti. Putin ha però respinto al mittente le pressioni sul trattamento dei dissidenti, in particolare di Alexei Navalny, la cui morte secondo Biden provocherebbe conseguenze devastanti. Altro tema divisivo è quello dei cyberattacchi, con gli Usa pronti anche a rispondere nel caso continuassero le offensive contro aziende e istituzioni americane.

3. Unione europea. La presidente della Commissione Ursula Von der Leyen ha firmato mercoledì l’approvazione dei primi due Recovery Plan, quelli di Spagna e Portogallo. Il giorno successivo, giovedì, quelli Grecia e della Danimarca. Von del Leyen sarà martedì prossimo a Roma per approvare il Piano nazionale di ripresa a resilienza. Intanto, l’Unione europea ha annunciato la riapertura delle proprie frontiere ai viaggiatori provenienti dagli Stati Uniti anche per turismo. Per il momento dal lato americano non è prevista un’analoga iniziativa. Sul fronte vaccini l’Ema ha rinviato a data da destinarsi l’approvazione del vaccino russo Sputnik: i dati non sarebbero stati inviati entro la scadenza fissata del 10 giugno.

4. Italia. La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e quello della Lega Matteo Salvini si sono detti contrari all’ipotesi della proroga dello stato di emergenza dopo il 31 luglio. Ma il premier Mario Draghi sembra convinto della scelta , mentre l’obbligo per l’utilizzo delle mascherine potrebbe decadere a partire dal 5 luglio. Intanto, Draghi ha firmato il decreto che definisce le modalità di rilascio dei certificati Covid-19 europei, che permetteranno di viaggiare in tutti i Paesi dell’Unione dal primo luglio. Dopo il via libera dell’Aifa, è arrivata la circolare del Ministero della Salute per somministrare come seconda dose un vaccino a mRna agli under 60 che hanno ricevuto come prima dose AstraZeneca. Il commissario Francesco Paolo Figliuolo rassicura sul raggiungimento dell’obiettivo di vaccinare l’80% della popolazione italiana entro settembre.

5. Marò. La Corte suprema dell’India ha ordinato la chiusura di tutti i procedimenti giudiziari nei confronti di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due fucilieri della marina militare accusati nel 2012 di aver ucciso due pescatori indiani. La Corte ha accettato come risarcimento il versamento di circa 1,1 milioni di euro da parte dello Stato italiano alle famiglie delle vittime. Si è concluso così, dopo nove anni, uno degli incidenti diplomatici più noti della storia del nostro Paese, ma i due fucilieri di marina attendono il processo in Italia. La moglie di Latorre, Paola Moschetti, ha raccontato come al marito sia stato impedito dalle autorità militari di parlare in pubblico pena pesanti sanzioni, nonostante lui avrebbe qualcosa da dire. «Siamo stati carne da macello», ha concluso.

Per approfondire questa notizia vi invitiamo a leggere su cittanuova.it l’articolo: “Marò, dopo dieci anni chiuso il caso di Girnone e Latorre

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