L'esperto risponde / Società

Adriano Pischetola

Laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Napoli, sua città natìa, risiede a Perugia, ove svolge l’attività di notaio. È componente della Commissione Studi (Tributari) del Consiglio nazionale del notariato (Roma),  è stato ed è tuttora relatore in molti convegni professionali e ha al suo attivo numerose pubblicazioni professionali. Altre informazioni al riguardo sul suo sito www.adrianopischetola.it

 

 

 

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Trattamenti sanitari

Cosa sono le Dat, le disposizioni anticipate di trattamento?

Salve, ho sentito parlare delle Dat, le disposizioni anticipate di trattamento. Può spiegarmi di cosa si tratta e cosa cambierà dal primo febbraio?
Francesco da Sassari

Dal 1° febbraio prossimo sarà possibile inviare ad una Banca dati nazionale il documento che contiene le cosiddette ‘DAT’ (disposizioni anticipate di trattamento), e cioè disposizioni attraverso le quali ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di un’eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, può esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonchè il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari.

Si tratta di disposizioni delle quali il medico è tenuto al rispetto, anche se possono essere disattese, in tutto o in parte, dal medico stesso, in accordo con il “fiduciario” (e cioè il soggetto eventualmente nominato dall’interessato e di fiducia di quest’ultimo, che ne faccia le veci e lo rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie), qualora le disposizioni stesse appaiano palesemente incongrue o non corrispondenti alla condizione clinica attuale del paziente ovvero sussistano terapie non prevedibili all’atto della sottoscrizione, capaci di offrire concrete possibilità di miglioramento delle condizioni di vita.

La legge prevede che dette disposizioni vengano redatte per atto pubblico o per scrittura privata autenticata (quindi con l’intervento di un notaio), ovvero per scrittura privata consegnata personalmente dal disponente presso l’ufficio dello stato civile del comune di residenza del disponente medesimo, che provvede all’annotazione in apposito registro, ove istituito, oppure presso le strutture sanitarie, qualora, in tale ultimo caso, risulti che le Regioni abbiano adottato modalità telematiche di gestione della cartella clinica o il fascicolo sanitario elettronico o altre modalità informatiche di gestione dei dati del singolo iscritto al Servizio sanitario nazionale.

Nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, le DAT possono essere espresse attraverso videoregistrazione o dispositivi che consentano alla persona con disabilità di comunicare. Con le medesime forme esse sono rinnovabili, modificabili e revocabili in ogni momento. Nei casi in cui ragioni di emergenza e urgenza impedissero di procedere alla revoca delle DAT con le forme previste dai periodi precedenti, queste possono essere revocate con dichiarazione verbale raccolta o videoregistrata da un medico, con l’assistenza di due testimoni.

Con il decreto 10 dicembre 2019, n. 168, e con effetto dal 1° febbraio 2020, come si diceva, viene ora istituita la banca dati nazionale ove dovranno affluire tutte le comunicazioni che riguardano i cittadini interessati a dare pubblicità alle disposizioni da essi formulate, allo scopo anche di garantirne il tempestivo aggiornamento in caso di rinnovo, modifica o revoca e di assicurare la piena accessibilità delle stesse sia da parte del medico che ha in cura il paziente, allorché per questi sussista una situazione di incapacità di autodeterminarsi, sia da parte del disponente stesso sia da parte del fiduciario dal medesimo nominato.

8Risposte
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Diritto

IMU per anziani e disabili

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Ho sentito che c’è l’esenzione IMU per gli anziani. È vero?


Dalle risposte date dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell'Economia Entrate nell'appuntamento annuale sulle novità portate dalla legge di Bilancio n.160/2019 (appuntamento nominato Telefisco), si evince una buona novità per disabili ed anziani. L'ultima legge di Bilancio (2020) ha previsto una serie di ipotesi di esenzione dall'IMU (Imposta municipale propria) con riferimento a determinati immobili ricorrendo particolari condizioni. In particolare al comma 741, lettera c punto 6, si legge che è possibile per i comuni di regolamentare l’assimilazione all’abitazione principale (con conseguente esenzione dall'imposta) dell’unità immobiliare «posseduta da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata. In caso di più unità immobiliari, la predetta agevolazione può essere applicata ad una sola unità immobiliare». Tale regime non può essere aggravato e modificato, specie in peggio, dai comuni. Nelle risposte fornite dal Dipartimento è stato infatti precisato che il Comune non può con il proprio regolamento decidere un’applicazione più restrittiva prevedendo che l’assimilazione operi magari solo con riferimento all’immobile che era precedentemente utilizzato come abitazione principale dall’anziano o disabile e prevedere. Inoltre l’abitazione in questione oltre a non essere locata non deve essere concessa in comodato, oppure può essere concessa in comodato solo a parenti, individuando il grado di parentela. Il Dipartimento precisa al riguardo che la legge rimette all’autonomia dell’ente esclusivamente la scelta circa l’applicazione o meno di tale disposizione nell’ambito del proprio regolamento, alle condizioni però prescritte nella stessa. Insomma il comune non potrebbe applicare tale disposizione restringendone al contempo l’ambito applicativo attraverso la previsione di requisiti ulteriori. Del resto altra normativa (l’articolo 52 del Dlgs 446/1997) sottrae espressamente agli enti locali la facoltà della individuazione e definizione delle ipotesi soggette a tassazione. Invece, sempre dalle risposte fornite ad altro quesito posto al Dipartimento, si deduce che, a differenza di quanto già prevedeva la vecchia IMU (ora appunto modificata dalla legge di Bilancio 2020) che equiparava ai fini della esenzione all’abitazione principale la casa dei soggetti Aire, pensionati all’estero, non locata né concessa in comodato, ora tale previsione non è più contemplata dalla nuova normativa. Di conseguenza torna ad essere soggetta a tassazione la casa di tali soggetti, pensionati all'estero, anche se non risulti locata o concessa in comodato. Il Dipartimento ha avuto modo di precisare, nelle sue risposte, che l’assimilazione all’abitazione principale e quindi il regime di esenzione dall’IMU stabilita dalla legge per la casa familiare assegnata , in caso di separazione tra coniugi, al coniuge affidatario della prole, riguarda, appunto, solo tale ipotesi, in cui con il coniuge convivano dei figli e non anche il caso di coniuge privo di prole, e quindi solo nel primo caso si intende costituito, ai soli fini dell’applicazione dell’imposta, un diritto di abitazione in capo al genitore affidatario stesso. Diversamente infatti troveranno applicazione le regole ordinarie che disciplinano il tributo. Resta inteso, nelle affermazioni del Dipartimento, che il concetto di 'casa familiare', va desunto anche da quanto sul punto ha affermato la Suprema Corte di cassazione (Sezioni unite n. 13603/2004) per la quale essa si identifica con «il luogo degli affetti, degli interessi, e delle abitudini in cui si esprime la vita familiare e si svolge la continuità delle relazioni domestiche, centro di aggregazione e di unificazione dei componenti del nucleo, complesso di beni funzionalmente organizzati per assicurare l’esistenza della comunità familiare».  
Tasse

Detrazioni fiscali e proprietà

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Sto acquistando un nuovo appartamento da un'impresa edile, che gode della detrazione prevista dalla legge in materia di ristrutturazioni edilizie, avendo provveduto alla riqualificazione di un'area urbana. La SCIA (segnalazione certificata inizio attività) è del luglio 2016 e il rogito è previsto entro settembre 2018; al momento ho già versato due rate del prezzo dovuto. La detrazione che andrò ad effettuare con la dichiarazione dei redditi 2018, da presentare nel 2019, potrà operare per intero con riferimento ai redditi da me prodotti, anche se la proprietà dell'immobile da acquistare (così come il conto corrente bancario utilizzato per il pagamento) risulteranno cointestati a me e mia moglie? Potrò godere del bonus mobili? In caso affermativo, in quale anno dovrò effettuare l’acquisto, nel 2017 o nel 2018? Anche questo bonus potrà essere utilizzato per intero solo da me (risultando mia moglie titolare di un reddito ai fini IRPEF esiguo)?    


Possono usufruire della detrazione sulle spese di ristrutturazione tutti i contribuenti assoggettati all'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato. Per godere della detrazione bisogna risultare proprietari o nudi proprietari, o titolari di un diritto reale di godimento, inquilini o comodatari, ecc. Inoltre si può usufruire di una detrazione Irpef del 50% per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. L'agevolazione è stata prorogata dall’ultima legge di bilancio anche per gli acquisti che si effettuano nel corrente anno 2017, ma può essere richiesta solo da chi realizza un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato a partire dal 1 gennaio 2016. Con molta probabilità anche nella legge di bilancio per il 2018, la medesima misura fiscale sarà prorogata per l’anno prossimo. La detrazione però è utilizzabile da chi effettivamente sostiene la spesa e nella misura in cui la spesa è sostenuta, e solo con riferimento ai redditi dal soggetto stesso prodotti; pertanto se l'acquisto è effettuato da entrambi i coniugi (ad esempio in quote paritarie), la detrazione sarà effettuabile nelle stesse quote in cui è seguito l'acquisto, senza che il contribuente possa imputarla discrezionalmente a quello tra i coniugi che risulti aver prodotto un reddito più rilevante ai fini IRPEF.
Edilizia

Come posso sanare le irregolarità edilizie?

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Salve, avrei un quesito da sottoporle: io, insieme ai miei 3 fratelli, abbiamo ereditato una palazzina di 5 appartamenti dai nostri genitori dopo la morte di nostro padre. La casa è stata costruita nel 1963, poi ha subito alcuni ampliamenti nel 1972, nel 1992 e nel 2003, tutti con regolare concessione edilizia, ma in corso d'opera ogni volta venivano fatte delle variazioni rispetto al disegno originale che a fine lavori non venivano regolarizzate. Nella richiesta successiva di ampliamento il disegno presentato al comune rappresentava il reale stato delle cose. Ora, su nostra richiesta di avere l'abitabilità di 4 appartamenti, l'ufficio tecnico è andato a verificare tutti i disegni delle varie concessioni (cosa mai fatta in precedenza) e ha evidenziato tutte le problematiche del caso: 1) nel 1963 la casa è stata costruita un po' più grande. 2) un appartamento costruito al piano terra è alto m 2,60 invece di m 2,70. 3) è stato realizzato un appartamento invece di un negozio. 4) la scala interna per il sottotetto invece di una botola. 5) una porzione di fabbricato ha una distanza dai confini inferiore ai 3 metri (dovuto a una erronea misurazione iniziale del lotto). Ora tra oneri vari e richieste di adeguamenti del comune (vogliono che nell'appartamento alto m 2.60 venga tolto il pavimento e scavato per portarlo a m 2,70) abbiamo preventivato circa € 60.000,00 di spesa, cifra che per alcuni di noi è molto difficile da reperire. Da notare che al catasto è tutto regolare e che gli appartamenti hanno sempre pagato l'imu regolarmente, alcuni sono stati affittati per lunghi periodi sempre con contratti regolari. Abbiamo qualche chance? Possiamo dire al comune che non ha mai fatto controlli prima d'ora? Grazie per l'attenzione. Giorgio Masini (Via di Mezzo 130 - Villa Verucchio-R)   condominio


Gentile sig.Masini, in riscontro alla Sua domanda corre obbligo di precisare che purtroppo le irregolarità edilizie rilevate nella palazzina da Lei descritte non sono 'superabili' se non attraverso regolari procedure di sanatoria. La circostanza che nei documenti grafici catastali (cosiddette 'planimetrie') l'immobile risulti correttamente raffigurato, non esclude la irregolarità rilevata dai tecnici del Comune; ragione per cui appare legittima la loro richiesta di regolarizzazione, anche al fine di ottenere la certificazione (o rendere la auto-dichiarazione sostitutiva da parte dei soggetti a ciò legittimati) di agibilità. Anche l'assolvimento dell'imposta IMU non attenua la irregolarità edilizia e non ha valenza sostitutiva o surrogatoria delle procedure di sanatoria prevista dalla legge. Adriano Pischetola
Fisco

Vorrei affittare. Come faccio?

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Vorrei affittare un mio appartamento. Quali sono i passi da fare (e i moduli da usare) per affittarlo per un mese o per un anno? E se invece voglio affittare solo una camera a degli studenti, quali adempimenti devo fare? (Cristina)   casa


Innanzitutto va precisato che tutti i contratti di locazione e affitto di beni immobili devono essere obbligatoriamente registrati dall’affittuario (conduttore) o dal proprietario (locatore) qualunque sia l’ammontare del canone pattuito (e ciò entro 30 giorni dalla data di stipula o dalla decorrenza della locazione se anteriore). L’unico caso in cui non c’è l’obbligo di registrazione (se non 'in caso d'uso', cioé procedimenti di tutela minori, separazione, divorzio ecc.) è relativo ai contratti che non superano i 30 giorni complessivi nell’anno. Per provvedere alla registrazione (e provvedere al conseguente versamento dell'imposta) si può ricorrere ad una delle seguenti modalità:
  • utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate ( modalità obbligatoria per gli agenti immobiliari e i possessori di almeno 10 immobili, facoltativa per tutti gli altri contribuenti, purché abilitati ai servizi telematici.) compilando il modello "RLI". Il modello può essere presentato in via telematica da colui che sottoscrive la richiesta, direttamente (in tal caso deve essere in possesso del codice Pin per l’accesso ai servizi telematici) oppure tramite un intermediario abilitato (professionisti, associazioni di categoria, Caf, ecc.); il modello è reso disponibile gratuitamente dall'Agenzia in formato elettronico sul sito internet agenziaentrate.gov.it;
  • richiedere la registrazione in un ufficio dell’Agenzia delle Entrate (in questo caso è necessario recarsi presso un ufficio dell’Agenzia per presentare il modello "RLI").
Da ricordare: i nuovi contratti di locazione devono contenere una clausola con la quale il conduttore dichiara di aver ricevuto le informazioni e la documentazione, comprensiva dell’attestato, su l’attestazione della prestazione energetica dell'edificio (APE). La copia dell'APE deve essere, inoltre, allegata al contratto, fatta eccezione per i casi di locazione di singole unità immobiliari. Le locazioni di immobili ad uso abitativo possono essere di vario tipo, e cioè
  • a canone libero, durata 4 anni + 4;
  • a canone concordato, durata 3 anni + 2
  • di natura transitoria, durata massima 18 mesi
  • di natura transitoria per studenti universitari;
  • di durata non superiore a 30 giorni, soggetti a registrazione in caso d’uso.
È possibile avvalersi altresì anche della facoltà di tassazione agevolata facendo opzione per la cosiddetta 'cedolare secca'. Il legislatore ha consentito di applicare la cedolare secca anche ai contratti di locazione per i quali non sussiste l’obbligo di registrazione (art. 3, comma 2 D.Lgs. n. 23/2011, locazioni turistiche, ad esempio) ed al riguardo il locatore deve comunicare la sua intenzione di applicare la cedolare secca all’Agenzia delle Entrate direttamente in sede di dichiarazione dei redditi (salvo il caso in cui il locatore, pur non essendo obbligato, provveda alla registrazione del contratto). E analogamente dicasi anche per le locazioni 'brevi', di durata non superiore ai 30 giorni (come ha disposto la recente 'Manovrina' emanata dal Governo con d,l, n.50/2017, con effetto a partire dal 1° giugno 2017). Inoltre quanto detto prima vale anche per le locazioni di porzioni immobiliari a favore di studenti universitari, di durata da sei mesi a tre anni; in tal caso è possibile precisare nell'ambito del contratto quale sia la porzione locata, e altresì che il conduttore avrà l’uso condiviso di servizi e spazi comuni, che il locatore si riserva la residua porzione con facoltà di locarla e che il canone è stato imputato in proporzione alla superficie locata. I moduli per l’affitto di una stanza sono gli stessi degli altri tipi di affitto, si deve solo precisare che oggeto di locazione è una porzione dell’immobile (meglio allegare al contratto una piantina della porzione affittata).  
I nostri soldi

Sono anziano e ho bisogno di un prestito…

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Ho 68 anni, e sono in pensione da un paio di anni. Insieme con mia moglie, 64enne, che è stata sempre casalinga e percepisce la relativa pensione, avremmo pensato di eseguire dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria della nostra modesta abitazione, che con il tempo si sono resi veramente urgenti. Ma avremmo bisogno di un finanziamento bancario e, allo stato, con le nostre pensioni non saremmo in grado di rimborsarlo. Abbiamo saputo, però, che esiste una formula che ci permette di ottenerlo senza rimborsarlo da subito: il rimborso cioè sarebbe effettuato dai nostri figli (che, interpellati, si sono dichiarati disposti a farlo per aiutarci) dopo la nostra morte. È vero? Alberto C. - Padova   anziani


La risposta è affermativa, gentile Alberto. La possibilità esiste ed è stata introdotta di recente (con legge n.44/2015). Le banche possono concedere infatti a persone fisiche, almeno sessantenni, finanziamenti a medio e lungo termine (e cioè che abbiano una durata di almeno 18 mesi e un giorno), garantiti da ipoteca su immobili residenziali, il cui rimborso integrale in unica soluzione può essere richiesto al momento della morte del soggetto finanziato. Ovviamente se il finanziamento è cointestato ad entrambi i coniugi, l'obbligo di rimborso (che graverà a carico degli eredi) scatta al momento della morte del soggetto finanziato che è sopravvissuto all'altro. Attenzione, perché la Banca finanziatrice potrebbe richiedere l'immediato rimborso (senza attendere l'evento morte dei soggetti finanziati) qualora gli immobili offerti in ipoteca (e quindi in garanzia) siano trasferiti, anche solo in parte, a terzi acquirenti o magari tali immobili vengano gravati da diritti costituti a favore di altri soggetti o risulti che si sia verificata una significativa riduzione del loro valore. Inoltre se non si provvede al rimborso integrale della somma finanziata entro 12 mesi dal verificarsi degli eventi sopra detti (decesso dei soggetti finanziati, trasferimento a terzi degli immobili garantiti, loro significativa riduzione di valore ecc.), la Banca potrebbe vendere gli immobili dati in garanzia (ad un valore stabilito da un perito) e utilizzare le somme ricavate dalla vendita per estinguere il credito vantato in dipendenza del finanziamento stesso. In alternativa, in caso di mancata vendita nei successivi dodici mesi, la vendita può essere effettuata dall'erede stesso. Resta inteso che le eventuali somme rimanenti, ricavate dalla vendita e non portate a estinzione del predetto credito, sono riversate al soggetto finanziato o ai suoi eredi. In ogni caso quanto ricavato dalla vendita estingue tutto il debito residuo anche se, per ipotesi, questo risulti di importo superiore al prezzo ricavato dalla vendita. Da notare però che qualche Banca, nel pubblicizzare questa forma di finanziamento, ha precisato che lo concederà solo se vengano versate da subito dai soggetti finanziati almeno delle rate di interessi e spese (consentendo che solo il capitale finanziato venga rimborsato al verificarsi degli eventi sopra detti), e ha stabilito un'età minima e massima tra 65 e 85 anni. Il che (si intuisce bene) finisce con il rendere effettivamente l'operazione meno appetibile per i possibili soggetti finanziati.    
Fisco

Con 1200 euro al mese ho diritto al bonus asilo?

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Ho sentito alla radio che c'è un bonus per le famiglie che hanno bimbi al di sotto di due anni e poi per spese detraibili sostenute per la frequenza di scuole dell'infanzia e del primo ciclo della scuola primaria. Quindi ad esempio per scuole materne private si riceve questo bonus o dipende dal reddito delle famiglie ed occorre avere un reddito annuo molto basso? Anna   bimbo


Con riferimento ai nati a decorrere dal primo gennaio 2016, la legge di Bilancio per il 2017 (n. 232 /2016) prevede un aiuto per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati, nonché per l'introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini al di sotto dei tre anni affetti da gravi patologie croniche. Questo aiuto consiste, a partire dal corrente anno 2017, in un buono di 1.000 euro su base annua (parametrato a undici mensilità). Il buono è corrisposto dall’Inps al genitore richiedente, previa presentazione di idonea documentazione attestante l’iscrizione e il pagamento della retta a strutture pubbliche o private. È prevista al riguardo l’emanazione di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge (avvenuta il primo gennaio 2017) per stabilire le disposizioni necessarie per l'attuazione di questo beneficio, ma già dalla lettura del testo di legge si capisce che non esiste un limite di reddito (né del richiedente né della famiglia di cui fa parte) al di sopra del quale il beneficio non spetti. Da notare che detto beneficio non è cumulabile con altri. Quindi devo scegliere: o prendo il bonus bebé, oppure chiedo nel 730 la detrazione (nella misura del 19%) delle spese sostenute per la frequenza di scuole (dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado), oppure uso il beneficio della corresponsione di voucher per l'acquisto di servizi di baby-sitting, ovvero per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati, da richiedere al datore di lavoro (ai sensi della legge n.92/2012 art. 24).
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