Voto in Portogallo. Cosa cambia

Il centro destra vince le elezioni ma perde la maggioranza assoluta. Possibile accordo sulle riforme con il centro sinistra moderato. La sinistra ha pagato l’esito della lezione greca. Il Paese non è ancora fuori dalla crisi e anche i partiti di destra dichiarano la necessitò di superare le diseguaglianze 
elezioni portoghesi

La coalizione di partiti di centro-destra che ha governato il Portogallo negli ultimi quattro anni ha vinto le elezioni che si sono tenute il 4 ottobre, con una maggioranza relativa (circa il 38 per cento dei voti), perdendo tuttavia la maggioranza assoluta che aveva nel precedente Parlamento.   

                 Sono stati quattro anni di misure di austerità molto dure, con riduzioni degli stipendi ed aumento della disoccupazione, imposte da un programma di aiuto finanziario esterno motivato dalla necessità di combattere i deficit pubblico. Questa durezza si rifletteva nei sondaggi, che, in questi quattro anni, attestavano l´impopolarità del governo.    

                Il risultato delle elezioni corrisponde all’inversione di questa tendenza che può avere due spiegazioni. Da una parte, si comincia già a vedere qualche miglioramento (anche se non ancora molto significativo) della situazione economica, con la diminuzione della disoccupazione. Dall´altra, l´esperienza della Grecia ha rivelato l´inefficacia di politiche alternative.   

                La perdita della maggioranza assoluta ha, però, anche il suo significato. Alcuni interpretano questo fatto come segno che i portoghesi accettano che il governo continui, ma non vogliano che lo faccia allo stesso modo di prima, quando agiva senza dialogo con l´opposizione.

                Infatti, la mancanza di maggioranza assoluta costringerà i partiti di centro-destra a negoziare con il Partito Socialista, di sinistra moderata (che ha ottenuto il 32 per cento dei voti, mentre i partiti di sinistra radicale hanno ottenuto circa il 18 per cento). La sfida è adesso quella di cercare punti di consenso, con cedimenti reciproci. Non è che questo sia obiettivamente difficile perché esistono concordanze tra  i partiti di centro-destra e la sinistra moderata. Tutti riconoscono le esigenze della disciplina dei conti pubblici che viene dalla moneta unica e dicono di non voler tornare alla situazione che ha portato all’intervento estero. E nella campagna elettorale persino i partiti di centro-destra hanno sottolineato la necessità di avere come priorità il combattere le diseguaglianze che permangano in Portogallo.      

                Ma questi sforzi di dialogo non corrispondono molto alle abitudini della politica portoghese. Tante volte, le proposte sono state bocciate, non tanto per ragioni di principio ma perché provenivano dalla parte avversa. Cambiare queste abitudini è la sfida attuale. Riforme strutturali, come quella della previdenza sociale, richiedono consensi allargati e non possono cambiare ad ogni elezione. E l´instabilità governativa non potrà mai essere benefica in un Paese che non si è ancora ripreso dalla crisi che ha attraversato in questi ultimi anni.

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