Voltiamo pagina insieme

Settembre, mese in cui tutto riparte. Ancora dentro la pandemia, abbiamo bisogno di trovare nuovi stimoli, di farci coraggio per non rimanere bloccati di fronte ai problemi personali, alle difficoltà di vario genere, ai drammi dell'umanità vicina e lontana. Anticipiamo il Punto del numero di settembre di Città Nuova, ricordando ai nostri abbonati che possono scaricare la rivista dal sito e scusandoci per il ritardo dell'invio del numero per problemi tecnici.  

Ripartire. È il verbo che meglio si addice al mese di settembre, ogni anno e ancor più in questo 2021 nel quale tutti speriamo di farci trovare meno impreparati dal protrarsi della pandemia. Si sente, molto forte, il bisogno di lasciarsi alle spalle mesi difficili, di ritrovare nuova forza, di far sì che nessuno si senta solo, di puntare sempre di più alla dimensione dell’insieme, talora di riprendere in mano le nostre vite personali e quelle delle comunità di cui facciamo parte, come ci hanno detto tanti nostri lettori.

L’estate che abbiamo vissuto ci ha fatto tirare un sospiro di sollievo, da un lato: oltre 33 milioni di italiani sono riusciti ad andare in vacanza; nel secondo trimestre si è registrato un incremento del Pil del 2,7% rispetto al trimestre precedente e un balzo del 17,3% nei confronti del primo trimestre del 2020; siamo diventati campioni d’Europa nel calcio, nella pallavolo femminile, abbiamo fatto incetta di medaglie alle Olimpiadi e Paralimpiadi.

Dall’altro lato, però, ci si ritrova, ad esempio, con una scuola sulla quale nessuno si è spinto oltre la preoccupazione della dad o non dad, Green pass e mascherine, senza affrontare gli irrisolti problemi decennali; con ben 120 crisi aziendali ancora sul tavolo del ministero dello Sviluppo economico e circa un milione di posti di lavoro persi soprattutto tra le fasce deboli del precariato femminile e giovanile. Ci ritroviamo a ridosso delle amministrative in 1349 Comuni d’Italia senza aver avuto la capacità, ancora una volta, di dar vita a processi di partecipazione degni di una politica con la p maiuscola.

E siamo nel pieno del dramma afghano che ha messo a nudo ipocrisie, egoismi nazionali, miopie politiche e molto altro (ne parliamo ampiamente nell’inchiesta e alle pagine 24-29).

Come ripartire, allora? La nostra campagna di comunicazione, quest’anno, invita a voltare pagina insieme. Vuol dire mettersi il passato completamente alle spalle rinnegandolo? Non proprio. Piuttosto esprime il desiderio di guardare avanti. Magari facendo tesoro degli errori, dei fallimenti, di ciò che ha fatto male a noi e agli altri, e valorizzando il positivo, cogliendo quel filo d’oro che lega gli avvenimenti. Facendo, insomma, un’analisi onesta della realtà con le sue luci e le sue ombre, col coraggio di conoscere la realtà per potervi incidere, di cambiare quanto può migliorare le sorti dei singoli e dei popoli.

Voltare pagina è una scelta: possiamo farla e quindi andare avanti insieme, oppure rimanere fermi, quindi, di fatto, tornare indietro.

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