Verso gli obiettivi del millennio

Rapporto "Le condizioni dell'infanzia nel mondo" presentato da Unicef in occasione della Giornata mondiale dell'infanzia
rapporto unicef

n occasione dei vent’anni dall’approvazione della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia, l’Unicef ha presentato il 20 novembre il proprio “Rapporto 2009 sulle condizioni dell’infanzia nel mondo”.

La data non è stata scelta a caso: da vent’anni il 20 novembre si celebra lagiornata mondiale dei diritti dell’infanzia, data in cui la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia venne approvata dall’AssembleaGenerale delle Nazioni Unite. Il trattato in questi anni è stato ratificato da 193 Paesi: mancano solo all’appello la Somalia e gli Stati Uniti. Si pone come un vero e proprio vincolo giuridico per gli Stati contraenti, che devono uniformare le norme di diritto interno a quelle della Convenzione per far sì che i diritti e le libertà in essa proclamati siano resi effettivi.
 

Un bambino che nasce in un Paese in via di sviluppo ha quasi 14 volte più probabilità di morire entro il primo mese di vita rispetto a un bambino nato in un paese industrializzato. Nel mondo in via di sviluppo, il rischio di mortalità materna nel corso della vita è mille volte superiore a quello che corrono le donne nei Paesi industrializzati: il 99 per cento di tali decessi è concentrato nei Paesi poveri, principalmente dell’Africa Subsahariana e dell’Asia meridionale.

Il Rapporto Unicef 2009 rivela fortunatamente significativi passi avanti: pur essendo il mondo in grave ritardo sul percorso verso il raggiungimento dell’”Obiettivo di sviluppo del millennio n. 5", che prevede entro il 2015 la riduzione di tre quarti della mortalità materna rispetto al 1990, numerosi Paesi in via di sviluppo hanno compiuto in questi anni progressi notevoli nell’aumentare il tasso di sopravvivenza dell’infanzia, in direzione dell’”Obiettivo di sviluppo del millennio n.4".

In particolare il tasso di mortalità infantile è calato dal 1990 da 90 a 65 morti ogni mille bambini con meno di cinque anni. Il dato globale è di 8,8 milioni di morti infantili nel 2008 contro 12,5 milioni nel 1990. 25 mila bambini morti in ogni giorno dell’anno sono comunque una cifra ancora troppo alta, così come i 144 bambini ogni mille abitanti che muoiono nell’Africa subsahariana o i 76 ogni 1.000 abitanti nell’Asia meridionale.

Anche il numero di bambini che hanno abbandonato la scuola primaria è significativamente in calo da 115 milioni del 2002 a 101 milioni del 2007; la scuola primaria è frequentata dall’84 per cento di bambini che ne hanno l’età.

Ancora alta la piaga del lavoro minorile, che interessa 150 milioni di bambini tra i 5 e i 14 anni.

Il Rapporto Unicef è stato dedicato quest’anno alla salute materna e neonatale ed è ricco di informazioni interessanti su questo argomento: ad esempio vi è un calo delle infezioni da Hiv e in sette Paesi tale calo è stato del 25 per cento, obiettivo stabilito per il 2010 dall’Assemblea generale dell’Onu.

 

 

 

 
 

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