Vendemmia anticipata

Il clima è cambiato, le alte temperature degli ultimi mesi hanno spinto i produttori ad iniziare dal 1° agosto la vendemmia con il taglio dei primi grappoli in zona Franciacorta
Vendemmia. Foto di Gerhard da Pixabay

Al via con sette giorni di anticipo rispetto lo scorso anno la vendemmia 2022. Il 1° agosto nel bresciano, e più precisamente nel territorio della Franciacorta alcune aziende hanno incominciato a raccogliere i grappoli di uva che serviranno a realizzare i Pinot Nero e Chardonnay, famosi in tutto il mondo ed apprezzati per la qualità. Nei prossimi giorni si parte anche nella parte occidentale della Sicilia, nei territori che rientrano nelle province di Palermo e Trapani. In questi territori la vendemmia durerà oltre 100 giorni, per concludersi a novembre nelle altitudini dell’Etna.

Le temperature elevate di luglio e le previsioni di agosto hanno messo a dura prova i viticoltori. Colpa anche l’inverno mite con poche piogge. Le piante da vite più longeve resistono di più mentre quelle più giovani sono in sofferenza pertanto si è giunti alla conclusione di iniziare la vendemmia in anticipo.

Le stime di Coldiretti per quest’anno sono di circa 45 milioni e mezzo di ettolitri ma è tutto molto approssimativo. Il clima torrido influirà sulla maturazione delle uve pertanto è ancora prematuro dare conferme. Non solo. Viticoltori e agricoltori sanno bene che ormai i fenomeni temporaleschi sono spesso devastanti per il raccolto e potrebbero danneggiare le uve ancora appese alle viti in giro per l’Italia.

«Ci sono territori che soffrono di più e altri di meno, per il calore e per la mancanza di pioggia – afferma Riccardo Cotarella, presidente nazionale Assoenologi, Associazione Enologi Enotecnici Italiani -. In generale è una situazione che ci preoccupa molto. In certe zone d’Italia è da tanti mesi che non piove. In altre invece ci sono state piogge che hanno creato danni non di poco conto. Nei miei 54 anni di attività non ho mai avuto un’esperienza del genere. Forse nel 2003 ma non così prolungata. Speriamo nelle piogge, che arrivino nel breve tempo».

Comunque vada, sarà sicuramente un’ottima annata. L’Italia – è bene ricordarlo – è sempre il primo produttore mondiale di vino, con un aumento, secondo Coldiretti del 12% di vendite all’estero.

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