Untitled – viaggio senza fine

L’ultimo lavoro di Michael Glawogger un regista acclamato in tutto il mondo per i suoi documentari. Nasce a Graz, Austria, il 3 dicembre 1959 e muore improvvisamente il 23 aprile del 2014 durante le riprese del suo ultimo lavoro, ora nelle sale cinematografiche

«Voglio dare una visione del mondo che possa emergere solo non prefissandosi un tema particolare, astenendosi dal giudicare, procedendo senza scopo, andando alla deriva senza una direzione, seguendo solo la propria curiosità e intuizione». È il testamento e la poetica di Michael Glawogger, regista di Untitled – viaggio senza fine da giovedì 19 aprile nelle sale cinematografiche. Il documentario co-diretto da Monika Willi con la voce narrante di Nada è l’ultima opera di Michael Glawogger perché il regista è morto improvvisamente nell’aprile 2014 in Liberia per una delle forme più aggressive di malaria. Il 3 dicembre 2013, era partito per girare Untitled – viaggio senza fine, un film che segue il più radicale concetto di documentario portato avanti dal regista. Il progetto era di intraprendere un viaggio intorno al mondo per un intero anno senza interruzioni. Il film che ne sarebbe risultato avrebbe mostrato il mondo così come si presentava alla troupe in questa situazione sperimentale, infinitamente aperta. Naturalmente, era stato preparato un itinerario di massima e alcune località erano state decise in anticipo, ma a parte questo non c’era nessun tema, nessuna trama, nessun filo conduttore. Glawogger voleva catturare il mondo com’era, senza aspettative o filtri.

«Questo, ho pensato, ‒ raccontava il regista nel 2013 ‒ è come può essere un film. Un movimento che viene interrotto solo in rare occasioni, e se succede è solo per un evento sorprendente. Non aspettare, ma continuare sempre a guidare, perché è solo attraverso il maggior movimento possibile che le storie arrivano da te. Solo quando la vita da sé arriva a un punto morto, dobbiamo arrestarci anche noi e stare fermi finché non abbiamo sperimentato cosa c’è da provare e filmato ciò che deve essere filmato». La pellicola si snoda tra volti, colori, spiagge, deserti e animali.

È stato concluso dalla montatrice Monika Willi (storica collaboratrice di Michael Haneke) seguendo il principio della serendipity come unica chiave creativa per raccontare la realtà.

Acclamato per la potenza visiva e poetica delle sue immagini, Glawogger ha raggiunto il successo mondiale con il pluripremiato Workingman’s Death (presentato al festival di Venezia e uscito in Italia sia in sala  che in homevideo nel 2006),  Whore’s Glory (Premio Speciale della Giuria Orizzonti alla Mostra internazionale del cinema di Venezia nel 2011). Dopo Cattedrali della Cultura (2014), documentario in 3D presentato alla Berlinale che vede, oltre a Glawogger, la regia di Wim Wenders, Robert Redford e Michael Madsen, il regista ha deciso di partire per un intero anno e filmare viaggiando attraverso i continenti. Untitled verrà presentato postumo alla 67simo Festival di Berlino conquistando critica e pubblico.

Una parte importante del film è dedicata alla colonna sonora. A realizzarla è stato Wolfang Mitterer, outsider della musica elettronica e uno dei più importanti compositori austriaci che per questo lavoro ha ottenuto l’Austrian Film Prize come migliori musiche originali.

 

 

 

 

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