Uno Schumacher di nuovo davanti a tutti: Mick campione del Mondo di F2

Il figlio del leggendario Michael, classe 1999, ha vinto il titolo mondiale al termine di una gara complicata e conclusa al 18° posto: per lui, adesso, si aprono le porte della Formula 1
Mick Schumacher (AP Photo/Kamran Jebreili file)

La tensione era palpabile, ingigantita anche dalle grandi aspettative che gravavano su di lui. Dopo aver tagliato il traguardo finale ed essere entrato in pit lane, infatti, la commozione ha avuto la meglio sulla gioia: Mick Schumacher è sceso dalla sua Prema Racing, accucciandosi accanto all’abitacolo e versando qualche lacrima, prima di sciogliersi e correre festoso ad abbracciare i suoi meccanici. La giornata di ieri nel mondo del Motorsport ha una valenza assai particolare: a nove anni dall’ultima gara di papà Michael in Formula 1, infatti, l’ancora giovanissimo Mick si è laureato Campione del Mondo, alla vigilia del suo ingresso nella classe regina delle monoposto. Il prossimo anno il tedesco guiderà infatti una Haas con motore Ferrari, dopo aver completato una gavetta già piena di successi.

Il meritato titolo di Formula 2 giunge dopo una stagione che ha evidenziato una delle più importanti qualità del giovane Schumacher: la regolarità. Le vittorie sono state due, rinforzate però da ben dieci podi: risultati che lo hanno reso di gran lunga il pilota più costante dell’intero campionato, consentendogli di arrivare all’appuntamento in Bahrein con un buon vantaggio da gestire nei confronti di Callum Illot. Le qualifiche si rivelano però un disastro e Mick parte addirittura dalla posizione numero 18: nel primo round arriva un brillante settimo posto finale, grazie a una infinita serie di sorpassi e a una gestione della gara che ha svelato tutta la sua maturità.

La gara-2 è ancor più complicata. Il vincitore Daruvala, Shwartzman e il rivale diretto nella corsa al campionato Illot distanziano Mick, costringendolo a spingere senza fare calcoli: una frenata al limite, poi, lo porta a rovinare le gomme e alla conseguente sosta ai box. Il rientro in pista vede la sua Prema Racing ben lontana dalla zona punti: anche Illot però, complice una strategia molto aggressiva, va in difficoltà nella gestione degli pneumatici e taglia il traguardo finale soltanto in decima posizione. Il diciottesimo posto conclusivo, quindi, permette all’erede della dinastia Schumacher di poter festeggiare l’alloro tanto ambito e inseguito.


Mick Schumacher guida la Ferrari F2004 di suo padre Michael Schumacher (Jennifer Lorenzini, Pool via AP)

«Non posso negare che avrei voluto vincere questo campionato in maniera diversa: adesso però non importa, sono soltanto felice. Penserò a tutti i “se” e i “perché” – ha dichiarato alla fine della gara il neo campione del Mondo – soltanto in una fase successiva: tutto ciò che conta, adesso, è che siamo comunque riusciti a raggiungere questo titolo». Parole di gioia dalle quali, però, emerge in maniera prepotente anche la voglia di avvicinare per quanto possibile la perfezione nelle prestazioni e nella condotta di gara. Un tratto che lo accomuna al padre e che ha avuto modo di sviluppare in una carriera già lunghissima. I primi risultati di rilievo nei kart arrivano infatti sin dal 2011: due anni dopo l’esordio il quattordicenne Mick arriva terzo nel campionato tedesco Junior Kart, mentre nel 2014 giunge la seconda piazza nei campionati europeo e mondiale KF-Junior.

È il 2015 quando Schumacher approda nel mondo delle monoposto, cominciando la sua avventura in Formula 4 nella quale acciuffa il secondo posto nei campionati italiano e tedesco, grazie a 10 vittorie complessive. Il 2017 è l’anno dell’approdo in Formula 3: una categoria dominata a livello europeo nella stagione successiva all’esordio, grazie a 8 successi complessivi. Quindi ecco l’ulteriore salto: quello in Formula 2. Anche in questo caso la prima stagione serve a prendere le misure di una macchina che, a livello di potenza e prestazioni, è molto più difficile da gestire: il 2020, quindi, è la stagione del trionfo e anche quella che schiude al giovane Mick il mondo della classe regina, la Formula 1.

Il tempo corre veloce e la possibilità di gustarsi i trionfi, quando hai appena 21 anni e porti un cognome così pesante, è limitata. La prossima sfida di Mick, infatti, comincerà già la prossima settimana, in occasione dell’ultimo Gran Premio di un Mondiale 2020 dominato da Lewis Hamilton: il giovane Schumacher parteciperà alla prima sessione di prove libere ad Abu Dhabi al volante della Haas VF-20, prendendo poi parte a dei test che si terranno la settimana successiva. Saranno sfide dure, rese però più semplici dal supporto di una famiglia che è sempre stata vicinissima al suo campioncino: «Voglio riconoscere l’amore verso i miei genitori – ha detto dopo l’ufficializzazione della sua avventura alla Haas – so che devo loro tutto. Ho sempre creduto che avrei realizzato il mio sogno di correre in Formula 1».

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