Uno scatto per la ricerca

70 fotografi, bergamaschi di nascita o di adozione, hanno donato i loro scatti per finanziare la ricerca dell’Istituto Mario Negri, impegnato nell’emergenza sanitaria per trovare una terapia contro il Covid-19
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Da un’idea della fotografa Laura Pietra supportata dal fotografo Mario Rota e da Claudia Sartirani di Peo Comunicazione, nasce “UNOSCATTOXLARICERCA”, un progetto che ha raccolto 70 fotografi, bergamaschi di nascita o d’adozione, che hanno deciso di donare i loro scatti migliori per finanziare la ricerca dell’Istituto Mario Negri, impegnato nell’emergenza sanitaria per trovare una terapia contro il Covid-19. L’obiettivo della fotocamera ha catturato un paesaggio o un momento di vita quotidiana, per valorizzare la terra bergamasca e allo stesso modo raccontare con un punto di vista artistico e differente, un momento storico difficile che ha messo a dura prova la comunità. Ad affiancare i fotografi anche il Museo delle storie di Bergamo, che ha deciso di donare 16 immagini dell’Archivio fotografico Sestini, scatti che raccontano la storia di Bergamo e ne comunicano i suoi valori.

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«Un atto di unione», come lo descrive Francesco Roncoli, ottico di professione, fotografo e reporter, che, dopo essere stato contattato da Mario Rota ha deciso di partecipare con uno dei suoi scatti. «Il progetto – continua Francesco – è quasi un urlo, gli scatti mostrano il territorio bergamasco e ad essere coinvolti, a differenza di altri progetti, sono proprio i fotografi locali». Una dedica alla città di Bergamo e al suo popolo. Ogni scatto ha una prospettiva diversa, ogni fotografo ha raccontato qualcosa: una città piena e poi vuota, i meravigliosi paesaggi che la circondano, la solitudine e il lavoro, frammenti di vita quotidiana per raccontare la bellezza di una città che non si è arresa, dove la solidarietà ha un ruolo fondamentale nella ripresa. L’importante, in questo progetto, è raccontare Bergamo in tutte le sue sfaccettature, valorizzandone il patrimonio artistico, umano e naturalistico.

La bellezza che può aiutare la ricerca, uno strumento per salvare vite. Lo scatto di Francesco risale a qualche anno fa, sulla cima di un piccolo monte fuori Bergamo: «Un’immagine che mi ha colpito subito, sulla vetta c’è il simbolo della bandiera italiana e delle capre, tutte guardano nella stessa direzione tranne due, con la testa rivolta altrove. Ci ho rivisto il popolo italiano e a distanza di 3 anni anche molti atteggiamenti che ho notato in questo periodo di difficoltà. La massa che guarda spesso nella stessa direzione, e poi c’è chi preferisce non vedere». Uno scatto critico più che una foto paesaggistica, la città di Bergamo infatti non si vede ma un bergamasco che si trova davanti alla foto riconosce subito dove è stata scattata, ed è questo il valore aggiunto, uno sguardo può bastare per far crescere il senso di appartenenza a un territorio di cui si fa parte e che si vuole aiutare.

Le foto sono già disponibili sul sito unoscattoperlaricerca.org, chiunque potrà visionarle e decidere di richiedere una stampa della foto scelta al costo di 100 euro. Per le fotografie provenienti dall’Archivio fotografico Sestini di Bergamo il prezzo è invece di 300 euro. Il termine dell’iniziativa è stato fissato il giorno 30 giugno 2020.

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