Unione europea e Giappone più vicini

Entrano in vigore l’accordo di partenariato strategico e l’accordo di partenariato economico che offriranno nuove opportunità di scambi commerciali

Il 1° febbraio 2019 entrano in vigore l’accordo di partenariato economico e l’accordo di partenariato strategico tra l’Unione europea (Ue) e il Giappone, dopo l’approvazione da parte del Parlamento europeo lo scorso 13 dicembre. A partire da tale data le imprese, gli agricoltori, i lavoratori e i consumatori dell’Ue inizieranno ad approfittare dei vantaggi di un commercio più semplice e rapido tra l’Ue e il Giappone.

L’accordo di partenariato strategico, la cui negoziazione ebbe inizio nel 2013, è il primo accordo quadro bilaterale concluso tra l’Ue e il Giappone. L’accordo commerciale negoziato dalla Commissione europea è anche il primo in assoluto a includere un riferimento esplicito all’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Esso creerà una zona di libero scambio tra Ue e Giappone che interesserà 635 milioni di persone e circa un terzo del prodotto interno lordo (Pil) mondiale.

L’accordo tra UE e Giappone eliminerà la maggior parte dei dazi pagati annualmente dalle imprese dell’Ue che esportano in Giappone (per un valore di 1 miliardo di euro) e una serie di ostacoli normativi, come quelli sulle esportazioni di automobili. Inoltre, il mercato giapponese, che conta 127 milioni di consumatori, sarà aperto ai principali prodotti agricoli dell’Ue, aumentando le opportunità di esportazione dell’Ue anche in altri settori.

Secondo Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, «a quasi cinque secoli da quei primi legami commerciali instaurati dagli europei con il Giappone, l’entrata in vigore dell’accordo di partenariato economico Ue-Giappone conferirà una dimensione totalmente nuova alle nostre relazioni commerciali, politiche e strategiche». Del resto, «insieme ai nostri partner cui siamo legati da una stretta amicizia, come il Giappone, continueremo a difendere un commercio aperto, vantaggioso per tutti e fondato su regole. Più delle parole o delle intenzioni, questo accordo apporterà benefici significativi e tangibili alle imprese e ai cittadini in Europa e in Giappone».

Il partenariato Ue-Giappone, dal punto di vista geopolitico, rappresenta infatti un rilancio dell’approccio commerciale dell’Ue basato sul commercio libero e aperto, laddove gli Stati Uniti stanno puntando su un restringimento dei liberi scambi commerciali con la loro politica dei dazi. Del resto, il Giappone è un partner strategico dell’Ue e un importante alleato sulla scena internazionale; infatti l’Ue e il Giappone condividono un forte impegno a favore della democrazia, della tutela dei diritti umani e del multilateralismo basato su regole certe.

Cecilia Malmström, Commissaria responsabile per il Commercio, ritiene che «il nostro partenariato economico con il Giappone, vale a dire la creazione della più grande zona commerciale mai negoziata, sta per diventare realtà e comporterà vantaggi evidenti per imprese, agricoltori, prestatori di servizi e altri soggetti europei. Tali vantaggi vanno anche di pari passo con l’impegno assunto da entrambe le parti di mantenere gli standard più elevati per i nostri lavoratori, i nostri consumatori e l’ambiente».

L’accordo commerciale garantirà la protezione di oltre 200 indicazioni geografiche (Ig) in Giappone, di specialità culinarie tradizionali europee di alta qualità e la protezione nell’Ue di una serie di Ig giapponesi. Verranno eliminati i dazi su molti formaggi (attualmente tassati quasi al 30%) nonché sulle esportazioni di vini (attualmente tassati in media al 15%), settori nei quali l’Italia potrebbe essere favorita. Alcune critiche giungono proprio nel settore caseario, poiché il fenomeno del cosiddetto Italian sounding non sarebbe adeguatamente contrastato, poiché se il Parmigiano reggiano, Grana padano e Pecorino romano saranno protetti, sarà comunque possibile produrre e commerciare prodotti denominati semplicemente parmesan, grana o pecorino. Per il resto, l’esportazione di prodotti alimentari dal Giappone verso l’Ue è alquanto scarsa, mentre il riso non rientra nell’accordo (e quindi non ci sarà un’invasione di riso giapponese che potrebbe spaventare i molti produttori italiani).

L’Ue potrà anche aumentare considerevolmente le sue esportazioni di carni bovine e di carni suine. Inoltre è prevista l’eliminazione dei dazi sui prodotti industriali nei settori in cui l’Ue è molto competitiva, come i cosmetici, le sostanze chimiche, gli articoli tessili e l’abbigliamento. Ancora, grazie all’accordo commerciale il Giappone aderirà alle norme internazionali sugli autoveicoli, con il risultato che per l’Ue sarà più semplice esportare le automobili che essa produce (secondo i propri standard).

I mercati dei servizi, in particolare dei servizi finanziari, il commercio elettronico, le telecomunicazioni e i trasporti, beneficeranno dell’accordo tra Ue e Giappone, che permetterà alle imprese europee l’accesso agli appalti di 54 grandi città giapponesi, come quelli nell’importante settore ferroviario.

Inoltre, per quanto riguarda la protezione dei dati, lo scorso 17 luglio l’Ue e il Giappone hanno concluso i negoziati che integreranno l’accordo di partenariato economico, con l’obiettivo di riconoscere i reciproci sistemi di protezione dei dati, permettendo un flusso sicuro di dati tra l’Ue e il Giappone, creando il più vasto spazio di flusso sicuro di dati a livello mondiale. Il 23 gennaio 2019, la Commissione europea ha adottato la decisione che permette la libera circolazione dei dati personali sulla base di solide garanzie di protezione, grazie ad un insieme di norme che colmeranno i divari tra i due sistemi di protezione dei dati, con delle garanzie relative all’accesso da parte delle autorità pubbliche giapponesi a fini di contrasto penale e sicurezza nazionale e un meccanismo di gestione dei reclami da parte dei cittadini.

 

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