Un’altra terra: il reinserimento dei detenuti attraverso la coltivazione

Nove persone, tra ex detenuti e soggetti in esecuzione di pena, impareranno a coltivare e lavorare la terra, con l’obiettivo di facilitare il reinserimento nel mondo del lavoro. I prodotti raccolti saranno poi donati alle mense Caritas
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“Coltivare la terra per coltivare il futuro”, è questo l’obiettivo nel progetto “Un’altra terra”, promosso dal Comune di Bisceglie, per dare una seconda possibilità ad ex detenuti o soggetti in esecuzione di pena, che nella lavorazione e coltivazione della terra possono trovare nuovi stimoli e un’opportunità per imparare un mestiere e facilitare il reinserimento nel mondo del lavoro.

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Il progetto, organizzato in partnership con la Caritas diocesana di Trani-Barletta-Bisceglie, prevede la formazione di 9 persone, che impareranno a coltivare e piantare ortaggi e spezie, in un campo poco distante dal centro di Bisceglie. I prodotti, una volta raccolti, saranno donati alle mense della Caritas diocesana per finalità solidali e per sostenere famiglie in difficoltà.

Il reinserimento nella società e nel mondo del lavoro, per chi ha scontato una pena, è molto difficile. La mancanza di opportunità e di accompagnamento alla vita fuori dal carcere, aumentano il rischio di recidiva. La Puglia è al quarto posto, tra le regioni, per indice di criminalità, un problema causato principalmente dalla mancanza di lavoro e opportunità. Anche per questo, durante il percorso lavorativo, sono previste azioni di formazione per garantire, al termine del progetto, l’accompagnamento al lavoro autonomo e all’autoimprenditorialità, azioni che saranno curate da I.for Pmi Prometeo organismo formativo accreditato. La sinergia tra enti territoriali è dunque fondamentale per trovare soluzioni concrete ai problemi sociali del territorio a tutela di tutta la comunità.

Il progetto parte dal valore simbolico della terra che, se coltivata e curata, restituisce frutti. Così “Un’altra terra”, si dedica alle persone più fragili e molto spesso dimenticate. Curare il loro animo e restituire a chi ha commesso degli errori, la dignità e la possibilità di fare scelte diverse, vuol dire ridare speranza per un futuro migliore.

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