Un’alleanza verde tra Europa e Giappone

L’alleanza verde intende favorire la cooperazione tra l’Unione Europea e il Giappone affinché la conferenza sul clima COP26, prevista a novembre 2021 a Glasgow, abbia un esito positivo
Alleanza verde UE Giappone (Kenzo Tribouillard, Pool via AP)

L’Unione europea (UE) e il Giappone hanno annunciato la loro intenzione di formare un’alleanza verde per accelerare la transizione delle rispettive economie verso la neutralità climatica, l’economia circolare e l’uso efficiente delle risorse nei prossimi decenni. L’accordo è stato concluso durante il vertice tra UE e Giappone tenutosi a maggio, in cui l’UE e il Giappone hanno deciso di rafforzare la cooperazione sulla protezione dell’ambiente, la conservazione della biodiversità e la lotta al cambiamento climatico.

Sia l’UE che il Giappone condividono l’obiettivo di diventare neutrali dal punto di vista climatico entro il 2050. L’alleanza verde intende favorire la cooperazione tra l’UE e il Giappone affinché la conferenza sul clima COP26, prevista a novembre a Glasgow, abbia un esito positivo e il consenso su un quadro realistico della biodiversità post-2020 alla COP15.

Cinque sono le aree prioritarie dell’alleanza verde tra UE e Giappone. Innanzitutto perseguire una transizione energetica economica, sicura e sostenibile adottando tecnologie a basse emissioni di carbonio, comprese le energie rinnovabili, l’idrogeno rinnovabile, lo stoccaggio di energia e la cattura, l’utilizzo e lo stoccaggio del carbonio.

Poi, rafforzare la protezione ambientale, promuovendo pratiche più sostenibili e circolari nella produzione e nel consumo, contribuendo all’obiettivo globale di proteggere almeno il 30% della terra e del mare al fine di preservare la biodiversità.

Ancora, una maggiore cooperazione a livello normativo e di scambi commerciali per guidare l’adozione globale di tecnologie a basse emissioni di carbonio e soluzioni ambientali che accelerino la transizione globale verso economie climaticamente neutre. Ma è fondamentale anche consolidare la collaborazione in materia di ricerca e sviluppo nei settori dei progetti di decarbonizzazione, delle energie rinnovabili e della bioeconomia.

Infine, mantenere la leadership di UE e Giappone sulla finanza sostenibile internazionale per aiutare a convergere su una definizione di investimenti sostenibili e garantire coerenza e trasparenza sulle questioni relative alla sostenibilità.

Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo della Commissione europea per il Green Deal europeo, sottolinea che «questa è la prima alleanza verde dell’UE» e, per questo, rappresenta «una vera pietra miliare nei nostri sforzi per creare una coalizione globale per la neutralità climatica entro la metà del secolo». Infatti, «il Giappone e l’UE aumenteranno la loro cooperazione in modo che i nostri sforzi combinati ci avvicinino al nostro l’obiettivo di mantenere l’impegno assunto nell’ambito dell’accordo di Parigi». Inoltre, «insieme, il Giappone e l’UE possono aumentare ulteriormente lo slancio globale che sta accelerando. Se ci uniamo, si può raggiungere la neutralità climatica».

L’UE e il Giappone intendono anche cooperare strettamente a livello internazionale per promuovere la cooperazione sull’azione per il clima nei paesi in via di sviluppo. L’UE e il Giappone lavoreranno per facilitare la transizione verso società climaticamente neutre e resilienti, anche attraverso l’eliminazione graduale del sostegno statale a forme di energia da combustibili fossili ad alta intensità di carbonio, la promozione dell’accesso internazionale alle energie rinnovabili, lo scambio di informazioni sugli sforzi di mitigazione e adattamento e il sostegno alla diffusione di tecnologie a basse emissioni di carbonio sicure e sostenibili.

Un’alleanza verde tra Ue e Giappone è sicuramente un’iniziativa lodevole che avvicina due grandi economie mondiali anche sulle tematiche ambientali, con obiettivi ambiziosi a raggiungibili, se gli impegni sono rispettati. D’altronde, dal 1° febbraio 2019 tra UE e Giappone sono in vigore anche un accordo di partenariato economico e un accordo di partenariato strategico, che hanno permesso la creazione di una zona di libero scambio comprendente oltre 600 milioni di persone e circa un terzo del prodotto interno lordo (PIL) mondiale.

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