Una terra distrutta come dopo un bombardamento

Cronaca in diretta di uno dei nostri inviati nei luoghi del terremoto. Vicino al dissestato corso principale del paese di Amatrice,l'incontro con una famiglia romana in vacanza. Salva come per miracolo. La casa è andata giù alle tre e mezza di notte  
Amatrice

La polvere si alza improvvisamente e oscura la vista celando l’orrore e il dolore. Corso Umberto I, il salotto buono di Amatrice, non esiste più. Raso al suolo come dopo un bombardamento. Ci impediscono di entrare oltre.

 

L’accesso è consentito solo a chi scava. Ettore, Luisa, Domenico, Stefania e Pietro Ettore, di soli tre anni siedono su un muretto. La loro casa su via Roma, una traversa di corso Umberto, è completamente crollata con la prima scossa delle 3 e mezza di notte.

 

È crollato il pavimento della camera da letto e il signor Ettore, il più anziano del gruppo, è precipitato nel garage sottostante. Fortunatamente  solo escoriazioni e ferite. Interviene la moglie Luisa, ancora in camicia da notte: “Se lo so’ incollato due giovanotti e si è salvato”, ci dice. Poi la fuga. Appena in tempo.

 

Il cellulare si è rotto sotto le macerie. Gli presto il mio. Allo zio dicono di scrivere su Facebook che sono vivi e stanno tutti bene.

 

Erano qui in vacanza e, a Roma, abitano in via Igino Giordani. Il cofondatore dei Focolari. Gli spiego che scrivo per il giornale che lui ha diretto. “Sono stata a Loppiano nel 1968 quando facevo le magistrali”, dice Luisa, “Che Dio ci aiuti. L’importante è che siamo vivi”.

 

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