Una seconda ondata d’austerità ma arriva l’ok alla ristrutturazione del debito

Tra scioperi e lacrime dei deputati di sinistra che dichiarano di mettere il lutto per essere costretti a votare le misure, la “multi-legge” è stata votata con la solita debole maggioranza di 153 voti
Tsipras

La “multi-legge” di 7.500 pagine, appena votata in Grecia, ha provocato molte tensioni sia nel Parlamento che nell’opinione pubblica che si è resa conto della portata reale dell’accordo dell’estate scorsa. In effetti, si tratta di misure che concretizzano il contesto già approvato e derivato dall’accordo europeo per il salvataggio del Paese e infatti è arrivato il via libera da parte dell'Eurogruppo non solo agli aiuti per 10,3 miliardi di euro ma anche allla ristrutturazione del debito come richiesto dal premier greco Alexis Tsipras grazie anche all'intervento esplicito del Fondo monetario internazionale (Fmi). 

 

Resta il fatto che né la gente, né l’opposizione s’aspettavano un tale mix di misure. Lo scopo è quello di raccogliere 1,8 miliardi di euro, per sbloccare la tranche di prestiti europei di 9-11 miliardi e concludere la prima revisione del terzo salvataggio. Il premier Tsipras ha tentato di convincere i suoi deputati promettendo di ottenere il tanto voluto e sperato alleggerimento del debito pubblico all’Eurogruppo deciso poi nella seduta del  24 Maggio.

 

Resta lo scetticismo e la contrarietà alle misure adottate dal governo da parte dei deputati e cittadini , ma si sono rivelate errate le aspettative più pessimistiche sulla conclusione del'accordo sulla ristrutturazione del debito pubblico con Eurozona e Fondo monetario internazionale.

Questa “multi-legge” prevede, tra altro:

a) un nuovo aumento delle tasse a carico di alberghi, benzina, biglietti sui mezzi pubblici, sigarette, vino e birra, e certamente un aumento dell’Iva che nel caso delle isole aumenta dell’8 per cento;

 

b) un Fondo in cui si trasferiscono beni da privatizzare, cioè 70 mila immobili dello Stato. Questa misura ha provocato grandi tensioni nel Parlamento, non solo perché include un po’ di tutto (marine, porti, aeroporti e azioni di molte imprese sotto controllo statale…), tranne siti archeologici, ma perché nel Consiglio d’amministrazione del Fondo ci saranno tre membri scelti dalla troika e due dal governo greco, che tuttavia dovranno essere approvati dalla stessa troika. Inoltre, la durata del Fondo sarà di 99 anni!

 

c) la liberalizzazione della vendita dei prestiti dei cittadini a fondi d’investimento;

 

d) il meccanismo del taglio di bilancio automatico, nel caso in cui il governo non riuscisse a raggiungere gli obiettivi concordati. Anche in questo caso, la reazione non è dovuta al concetto e alla necessità del meccanismo, ma al fatto che il taglio sarà automatico, orizzontale e introdotto con decreto presidenziale e non con legge, il che è contro la Costituzione greca, e introduce gravi questioni di funzionamento della democrazia.

 

Altre previsioni che portano i greci sull'orlo della disperazione sono il congelamento dei salari dei dipendenti pubblici in regime speciale (giudici, personale militare e di polizia) per due anni, il taglio ulteriore delle pensioni basse e l’aumento delle tasse sulle entrate dei greci.

 

La riduzione drammatica delle entrate e l’aumento delle tasse sulle entrate e sulla proprietà costituiscono un mix che riduce ulteriormente la qualità di vita dei cittadini e li porta in uno stato di semi-disperazione. Tutto ciò associato con l’aumento delle tasse sulle entrate di imprenditori, liberi professionisti e agricoltori, che verranno tassati come se fossero dipendenti, crea grandi tensioni sociali, provoca la migrazione di tanti laureati e il ricollocamento di tanti imprenditori. In questo contesto ci si chiede come ci potrà essere sviluppo e come sarà sostenuto un tale programma perchè lo spettro che si paventa è quello di dover affrontare una recessione di lunga durata.

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