Una comunicazione di qualità

La confidenza fra gli sposi si estende alla dimensione spirituale?
Articolo
Quando fra i due sposi viene a stabilirsi una comunicazione di qualità, la confidenza si estende anche alla dimensione spirituale. Si arriva così a manifestare reciprocamente quelle piccole-grandi intuizioni interiori, quelle brevi o intense luci che a volte si accendono sui valori profondi della vita, dell’umanità di cui siamo parte. E saranno doni che l’uno farà all’altro per una edificazione reciproca, per un aiuto nel cammino di persone, ciascuna con una propria soggettività.

 

Nella comunione d’anima si sperimenta una conoscenza dell’altro sempre più profonda, fino a percepirlo nel suo vero essere. La confidenza spirituale fra coniugi non è immediata e neppure facile, perché condizionata dalla conoscenza ormai consolidata del carattere dell’altro o perché si avverte un certo pudore a esternare i sentimenti più reconditi.
Ma non bisogna arrendersi. Si può cominciare dal farsi dono degli stati d’animo provati nell’aver visto o vissuto momenti di sofferenza o di stupore, fino a comunicare via via quanto si è interiormente compreso nella sincera ricerca del vero bene. Importante è farlo come un dono, senza pretendere che l’altro risponda allo stesso tono. L’altro però non resta insensibile a questo tipo di amore e prima o poi la comunione diventa reciproca.

In questa profonda comunione, le decisioni sono veramente condivise. Anzi è proprio nei momenti delle scelte che, con sorpresa, si fa l’esperienza dell’unità di pensiero, sia quando ci si ritrova unanimi nella medesima idea, sia quando si avverte che la nostra proposta non soddisfa appieno l’altro per cui capiamo di dover ciascuno ‘perderla’. Ed allora non di rado si fa strada in entrambi una terza idea che appaga le aspettative di ambedue, un’idea frutto dell’amore presente fra noi.

 

(testo tratto dal blog "In famiglia…" di Anna e Alberto Friso)

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