Una buona notizia per l’umanità intera

Intervista a Carlo Santoro, autore de Il gioioso annuncio dell'amore di Dio, Novena di Natale (Città Nuova, 2012). Un percorso di riflessione sul Natale, luogo di annuncio della “buona notizia”: Gesù, abitando in mezzo a noi, illumina la nostra esistenza
gioioso annuncio dell'amore di Dio

La Novena da Lei curata per il Natale, in piena sintonia con l’Anno della Fede in corso, pone l’accento sul farci strumento di annuncio dell’amore di Dio. Quale secondo Lei la via privilegiata per questo annuncio?
«È fondamentale per una persona sentirsi amata, tante lacerazioni interiori oggi nascono per  mancanza di amore, l’uomo è fatto per essere in relazione. Dio nel corso della Storia della Salvezza ha cercato, con la sua Parola, di farci arrivare questa dichiarazione d’amore, fino a farcela vedere in Gesù, Parola fatta carne. Chi l’accoglie sperimenta una riunificazione interiore che immediatamente diventa contagiosa, ci si sente amati e perciò si comincia ad amare. Avviene così che “evangelizzati” da questo annuncio di salvezza e di gioia si diventa “evangelizzanti”, cioè capaci di rivestire della novità e della freschezza del Vangelo tutta la vita, il lavoro, la famiglia, l’amicizia e tutto questo non passa inosservato».

Natale, tempo di speranza. In un momento di crisi drammatica come quello che stiamo vivendo, la parola speranza è ancora attuale? Possiamo ancora sperare e in cosa? 
«La speranza non è un’emozione primaria come la gioia o il dolore, ma ha bisogno di una composizione di esperienze per poter nascere. Dopo aver accolto Dio che mi ha conquistato al suo amore ho visto che in me qualcosa è cambiato, il mio deserto è tornato a germogliare, ciò che sembrava sterile è diventato fecondo e io, che mi credevo morto, mi sono riscoperto vivo e capace di dare la vita. Da questa costatazione nasce la virtù della Speranza che è certezza! Se questo è accaduto in me può e deve portare gli stessi frutti anche attorno a me, nella famiglia, nella società, nel mondo. È possibile che nasca una nuova economia perché il Seme della Parola è sceso anche in persone che vivono per questo. Può fiorire un nuovo modo di essere società perché già tanti hanno cominciato ad esistere “per gli altri” e non per servirsi degli altri. Può sbocciare qualcosa di nuovo in ogni ambito della vita dell’uomo perché Dio, entrando da Signore nell’intimo dei singoli e dei gruppi, tira fuori il meglio, e il meglio deve ancora venire. Questo possiamo sperare! Dalla fede nell’amore nasce la speranza, come dice l’autore della Lettera agli Ebrei: “La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono” (11,1)».

Essere comunità per dare Dio al mondo: è l’invito che più volte risuona nella sua Novena. In relazione a questo invito, c’è un ricordo particolarmente significativo nella sua esperienza di parroco?
«Ci sono tanti piccoli episodi che mi hanno convinto che una comunità vitalizzata dal Vangelo è una marcia in più nell’annuncio di Dio al mondo. Da un po’ di anni, con la comunità, ogni lunedì leggiamo, commentiamo e preghiamo insieme sui testi biblici della domenica successiva. Terminato l’incontro della Parola comincia la vita, ci sforziamo di mettere in pratica quello che abbiamo imparato e, quando mi arrivano in tempo i frutti che il “seme della Parola” ha prodotto nella vita di qualcuno, racconto qualche esperienza nell’omelia domenicale. Mi sembra che, così facendo, anche la predicazione non sia soltanto “mia”: mi faccio amplificatore dello studio, della preghiera ma anche della vita della comunità raccontando gli effetti che quella Parola ha già prodotto in qualcuno. 

Ricordo che una volta, terminata la Messa, sono stato raggiunto in sacrestia da una famiglia che mi ha detto: “Padre, veniamo da Torino, siamo qui di passaggio per turismo, siamo capitati in questa parrocchia per caso ma siamo proprio contenti, si sente un clima diverso qui, le parole che lei diceva sembravano cadere non nel vuoto ma in un grembo accogliente che le amplificava. Si sentiva parlare Gesù”. Sì, Gesù che ha promesso di essere presente lì dove due o più sono uniti nel suo nome (Mt 18,20) si era manifestato ed aveva fatto ardere il cuore nel petto mentre si spiegavano le Scritture (Lc 24,32)».

Carlo Santoro, Il gioioso annuncio dell'amore di Dio, Novena di Natale (Città Nuova, 2012), pp. 40, € 2,80. Per acquistare il libro clicca qui.

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