Un Paese in festa per il suo re

La Thailandia ha festeggiato il sovrano Bhumibol Adulyadej: 84 anni spesi bene, a servizio del suo popolo
Bhumibol Adulyadej

Il 5 dicembre era festa in Thailandia, per l’amatissimo Re Bhumibol Adulyadej. Questa volta niente di sfarzoso ed opulento come gli scorsi anni: dopo le note inondazioni che hanno causato distruzioni, morti e miserie per milioni di Thai, il re ha chiesto ed ottenuto dal governo una festa modesta, di fronte al Wat Phrakaew, nel grande prato davanti all’antico e stupendo palazzo reale (se non ci siete stati, beh, ve lo consiglio davvero!) appositamente rimesso a nuovo, bello come mai lo è stato. In confronto agli anni passati, le celebrazioni di quest’anno sembravano a prima vista ben poca cosa: ma a valorizzarla è stata una mostra con centinaia di piccoli padiglioni, che mostravano alcuni dei 3000 progetti che il re ha iniziato e portato avanti per la sua gente in questi 65 anni di regno: il più lungo al mondo. E potremmo dire che sono stati ben vissuti e riusciti. Attorno al grande palco al centro della piazza, questi padiglioni ben preparati hanno illustrato, per esempio, l’idea del re di un’economia autosufficente e sostenibile, che non ricerchi il guadagno sfrenato, ad ogni costo…al costo della natura e della vera felicita’ della gente. Ditte ed enti sono intervenuti, soprattutto quelli che hanno abbracciato e promosso, nelle politiche aziendali, questa filosofia. Presenti anche stand con i progetti d’irrigazione, agricoltura…di tutto, direi, quanto ha fatto in 65 anni di regno.

 

Centinaia le persone intervenute, fino a tarda notte; tantissime famiglie, desiderose di far conoscere ai loro figli il lavoro instancabile del “Padre della nazione”, come viene chiamato e stimato il re. Una gran bella festa, sentita, partecipata, bagnata dalle lacrime di tanta gente, grandi e piccoli, che “sentono” nel profondo del loro cuore che c’è qualcuno che pensa e vive per loro: re Bhumibol Adulyadej. È difficile spiegare quanto sia sinceramente amato questo sovrano a noi europei, figli delle rivoluzioni che hanno decapitato re e regine – o, nelle migliore delle ipotesi, cacciati via. Re Bhumibol Adulyadej vive per i sudditi come se fossero suoi figli, senza imporsi, senza alzare la voce.

 

Come ha riportato il quotidiano Bangkok Post, nel suo discorso alla nazione, il re ha rivolto un richiamo all’unità al di la della differenze politiche, per il bene del Paese e di tutti. «Al momento la gente soffre, pertanto la cooperazione è necessaria per risolvere velocemente questi problemi. (…) I progetti presentati [dal re stesso, n.d.r.] sono solo proposte, non ordini; possono essere attuati se sono per il bene comune ed economicamente sostenibili». Questo anche se tutti sanno che, come esperto in materia d’irrigazione, quanto da lui proposto sarebbe una soluzione praticabile per mettere al sicuro la capitale e le provincie limitrofe da future disastrose inondazioni.

Una festa all’insegna della sobrietà e della compostezza, con pochissimi fuochi d’artificio. Il re ha voluto ed ottenuto che si devolvesse il più possible alle persone ancora in difficoltà per l’alluvione, che al momento colpisce alcune zone vicino alla capitale. L’amore, lo sappiamo è cosi: non alza la voce, non s’impone, è modesto, sobrio e sa vivere per gli altri. Proprio come re Bhumibol Adulyadej.

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