Un figlio è un tesoro

Le forti (e scomode) parole di papa Francesco su colonizzazione ideologica, neo-malthusianesimo e paternità responsabile. Lo schiaffo alle ideologie. La superficialità di certe letture interessate solo alla contraccezione. L’importanza dell’associazionismo familiare nel commento di Marina Zornada di Famiglie Nuove.
figlio

Era inevitabile: durante il viaggio di ritorno dalle Filippine, conversando con i giornalisti nel suo linguaggio diretto e popolare, papa Francesco afferma che per essere buoni cattolici non è necessario fare come i conigli, e subito si scatenano commenti (e ironie). “Finalmente la Chiesa ammette la contraccezione?” si chiedono, speranzosi, alcuni giornalisti laici. Niente di tutto questo, ma ben più di questo. Vediamo allora le parole del papa, che don Paolo Gentili (direttore dell’ufficio Cei per la famiglia) ha letto come un vero e proprio «schiaffo a tutte le ideologie» oggi di moda.

Colonizzazione ideologica

Parlando del tentativo di imporre a scuola libri dove si insegna la teoria gender, il papa afferma: «Colonizzano il popolo con un’idea che cambia o vuol cambiare una mentalità o una struttura. Ma non è una novità questa. Lo stesso hanno fatto le dittature del secolo scorso. Sono entrate con la loro dottrina. Pensate ai “balilla” o alla “gioventù hitleriana”. Ogni popolo ha la sua cultura. Ma quando vengono condizioni imposte dagli imperi colonizzatori, cercano di far perdere ai popoli la loro identità e creare uniformità».

Controllo delle nascite

«L’apertura alla vita è condizione del sacramento del matrimonio. Un uomo non può dare il sacramento alla donna e la donna non può darlo all’uomo se non sono d’accordo su questo punto, di essere aperti alla vita. Il rifiuto di Paolo VI [del controllo delle nascite] non era rivolto ai problemi personali, sui quali dirà ai confessori di essere misericordiosi e capire le situazioni. Lui guardava al neo-malthusianesimo universale [pratiche anticoncezionali di massa], che cercava un controllo dell’umanità da parte delle potenze. Questo non significa che il cristiano deve fare i figli in serie».

Quanti figli?

«Io credo che il numero di tre per famiglia, secondo quello che dicono i tecnici, è importante per mantenere la popolazione. Tre per coppia. Quando si scende sotto questo livello accade l’altro estremo, come ad esempio in Italia, dove ho sentito dire che nel 2024 non ci saranno i soldi per pagare i pensionati. La parola chiave è paternità responsabile. Alcuni credono che per essere buoni cattolici dobbiamo essere come conigli. No. Paternità responsabile. Per questo nella Chiesa ci sono i gruppi matrimoniali, gli esperti, i pastori, e si cerca. Conosco tante e tante soluzioni lecite che hanno aiutato. Ma per la gente più povera un figlio è un tesoro. È vero, si dev’essere anche qui prudenti. Ma per loro un figlio è un tesoro. Dio sa come aiutarli. Forse alcuni non sono prudenti in questo, è vero. Paternità responsabile. Ma bisogna anche guardare la generosità di quel papà e di quella mamma che vedono in ogni figlio un tesoro».

Dialogo e associazionismo familiare

Marina Zornada, del Movimento Famiglie Nuove, commentando le parole del papa sottolinea: «la novità è che papa Francesco parla alla gente con le parole della gente e ciò che colpisce i giornalisti è una frase che in bocca ad altri non avrebbe lo stesso risalto. È scivolata via invece una frase che ha toccato nel profondo molti di noi genitori comuni: per le famiglie più povere un figlio è un tesoro e Dio sa come aiutarle.

«Papa Francesco ha voluto richiamare da un lato la generosa apertura alla vita, la sola che potrà garantire il futuro delle società occidentali, non certo esclusa quella italiana il cui invecchiamento crescente è ormai sotto gli occhi di tutti. Dall’altro lato, avendo negli occhi e nel cuore la povertà e l’abbandono dei bambini delle società povere appena visitate, non poteva non sottolineare la paternità responsabile.

«Questa idea di paternità responsabile è presente nella Chiesa già da quando è uscita la contestatissima Humane Vitae di papa Paolo VI, ripresa poi nella Familiaris Consortio di Giovanni Paolo II, ma l’opinione pubblica, forse per l’onda del femminismo che permeava la cultura dell’epoca, ne ha messo in luce solo alcuni aspetti, trascurando invece quello che ha sottolineato oggi papa Francesco: l’importanza del dialogo e dell’associazionismo familiare.

«Da sempre la strada maestra per le famiglie, nell’affrontare i problemi di qualsiasi natura, comprende dialogo e rete di famiglie. Dialogo anzitutto nella coppia ma anche con altre famiglie, con esperti e sacerdoti sensibili e preparati: mettersi in rete, vedere che i tuoi problemi sono simili a quelli che devono affrontare quotidianamente altri, rafforza e dà coraggio per un cammino arduo ma affascinante. Il cammino di chi sa che la famiglia è un bene sociale primario in tutte le società».

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