Un dialogo che si fa testimonianza

Al Palladium il 50° dell'Editrice Città Nuova. Alla scoperta delle radici di un'esperienza editoriale che prova a tradurre in cultura il carisma di Chiara Lubich.
50 anni città nuova editrice

«La profezia, il carisma, la luce si sono tradotti nella vita di un popolo e hanno originato una cultura che negli anni si è fatta dialogo». Così ha esordito il teologo Piero Coda aprendo la tavola rotonda per il 50° della casa editrice Città Nuova, al Palladium di Roma. Tra gli interventi quello del senatore Sergio Zavoli che ha ricordato il suo incontro con Chiara Lubich, fondatrice del movimento dei focolari e ispiratrice dell’attività del gruppo. « Ripensando a quel momento mi viene in mente la luce, la luce che crea. Gli incontri ti cambiano, non ti lasciano mai indenne dal cambiamento, ti fanno scoprire in fondo che il mio viaggio e quello dell’altro sono uguali e non percorrono strade divaricate»

Angela Ales Bello, docente di filosofia alla Pontificia Università Lateranense e curatrice della collana Idee per l’editrice ha invece messo in evidenza il contributo del femminile nella Chiesa e nella società. «Le istanze di cambiamento del compito e dell’identità della donna rivendicate dal femminismo, hanno radici nel vangelo, nel cristianesimo che della dignità della persona ha sempre fatto un valore fondante».

Di seguito le testimonianze di chi, incontrandosi con il carisma dell’unità di Chiara Lubich, è rimasto affascinato da questo dialogo che include e non esclude mai, ma sa farsi accoglienza e ascolto. Il Gran Rabbino di Ginevra Marc Raphael Guedj ha ricordato che «ogni carisma passa attraverso la singolarità della persona» ed ha invitato a non rendere le parole di Chiara «un dogma, ma una vita che passa attraverso le persone e si caratterizza di quelle peculiarità che ci rendono unici». Accanto a lui il pastore Jens Kruse, della chiesa luterana, e Osama al-Saghir dell’Ucoii, che hanno voluto evidenziare la peculiarità del dialogo come possibilità per abbattere i confini mentali e i pregiudizi, oltre a favorire la conoscenza più vera.

In serata lo spettacolo della compagnia Arsmovendi ha messo in scena con coreografie e con una recitazione avvolgente alcuni stralci dei primi testi pubblicati dalla casa editrice, che riportavano meditazioni della Lubich ed esperienze di chi nella quotidianità prova ad essere «uomo e donna di dialogo».

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