Il trionfo delle regine della neve

L’Italia sportiva, in uno dei momenti più difficili dal dopoguerra, riesce a piazzare un clamoroso tris di successi con Federica Brignone, Michela Moioli e Dorothea Wierer

Gli auguri del Capo dello Stato hanno suggellato un’impresa che rimarrà negli annali dello sport invernale azzurro. Le precedenti 72 ore, infatti, hanno permesso all’Italia di vincere la Coppa del Mondo in tre discipline: biathlon, sci alpino e snowboardcross. Un trittico di trionfi suggellato dalle parole del Presidente della Repubblica: “La prego – ha detto Sergio Mattarella in un colloquio telefonico col presidente del Coni Giovanni Malagò – di rivolgere i miei più vivi complimenti a Federica Brignone, Michela Moioli e Dorothea Wierer, unitamente ai tecnici, alle società e alla Federazione. Ho molto apprezzato la loro partecipazione emotiva con le affettuose dediche che hanno voluto inviare all’Italia e alla gente che sta soffrendo. Presto vorrò avere il piacere di poterle incontrare al Quirinale, ovviamente non appena la situazione generale lo consentirà”.

Michela Moioli
Michela Moioli

La prima in ordine cronologico a salire sul tetto del mondo è stata la bergamasca Michela Moioli. In un momento terribile per la sua terra, la campionessa olimpica di PyeongChang ha portato a casa la sua terza Coppa, vincendo anche l’ultima gara di Veysonnaz e mettendo il sigillo su una carriera già leggendaria. Un successo fortemente voluto da dedicare al nonno Antonio, ricoverato a causa del Coronavirus.  Non c’è stata festa, ovviamente, al suo rientro ad Alzano, piccolo centro in provincia di Bergamo. Il sindaco però ha accolto l’atleta con tutti gli onori del caso: “Siamo certi che con lui – ha scritto la pagina Facebook del comune – c’era tutta Alzano, quella Alzano orgogliosa dei valori della nostra terra, che Michela rappresenta appieno. A quei valori oggi facciamo riferimento come comunità, per uscire dall’incubo e alzarci più forti di prima. Michela orgoglio alzanese!”.

Federica Brignone  (AP Photo/Alessandro Trovati)
Federica Brignone (AP Photo/Alessandro Trovati)

A scrivere il proprio nome nella storia dello sci alpino è stata invece Federica Brignone: la prima italiana a vincere la Coppa del Mondo assoluta. Un risultato che neanche l’immensa Deborah Compagnoni era riuscita a raggiungere: elemento che rende l’idea delle proporzioni dell’impresa compiuta dalla ventinovenne milanese. Un successo giunto in situazioni particolari, con l’annullamento delle gare di Cortina e Are per l’emergenza Coronavirus e il grave lutto della rivale Mikaela Shiffrin, fuori causa per un mese a causa della perdita del padre. Un’affermazione che, però, non può assolutamente essere sminuita da questi fattori: la Brignone, infatti, ha concluso la stagione con cinque vittorie e ben undici podi, portando a casa anche le coppe di specialità in gigante e combinata. “Ho una consapevolezza diversa – ha dichiarato l’atleta alla Gazzetta dello Sport – voglio ringraziare tutte le persone che hanno creduto in me. Da soli non si vince nulla: il mio è un successo condiviso”.

Dorothea Wierer  (AP Photo/Matthias Schrader)
Dorothea Wierer (AP Photo/Matthias Schrader)

A completare il fantastico trittico azzurro, poi, ci ha pensato la biatleta Dorothea Wierer, vincitrice qualche settimana fa di due ori e quattro medaglie ai mondiali casalinghi di Rasun-Anterselva. Il trionfo in Coppa del Mondo è arrivato all’ultimo respiro, in volata sulla norvegese Tiril Eckhoff. Tutto si è concretizzato nell’ultima gara della stagione, con la decisiva prova ad inseguimento di 10 km disputata a porte chiuse a Kontiolahti (Finlandia). All’atleta delle Fiamme Gialle è bastato l’undicesimo posto finale per potare a casa la sua seconda coppa consecutiva: la classifica generale, infatti, ha visto l’azzurra arrivare a +7 sulla rivale, tradita dagli errori all’ultimo poligono. “Mi godo questo successo – ha detto la Wierer a Sky Sport 24 – anche se non è facile gareggiare in questo momento: non so bene come sia la situazione a casa, ho cercato di dare il massimo per riuscire a vincere. Dedico questo trofeo all’Italia: soltanto restando insieme ce la faremo“.

 

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