Suor Ljiljana, in Croazia accanto alle vittime del terremoto

Nel solco della XXV Giornata mondiale della vita consacrata che si è tenuta lo scorso 2 febbraio, portiamo la testimonianza di vicinanza e aiuto delle suore Orsoline alla popolazione croata recentemente colpita dal terremoto di Banovina
Un palazzo di Petrinja, Croazia, danneggiato dopo il terremoto di dicembre 2020. (AP Photo)

«È passato un mese dal terremoto di Banovina, nella mia patria. La città di Petrinja, dove ho trascorso la mia giovinezza e dove ho finito la scuola secondaria, è completamente distrutta. La mia famiglia vive ancora in questa zona. Quando ho preso contatto con loro dopo il primo terremoto, la cosa più importante era che fossero ancora vivi». Sono le parole di suor Ljiljana, religiosa delle Orsoline dell’Unione Romana, Istituto impegnato in Croazia nel campo della formazione e dell’istruzione. Le Orsoline sono arrivate in Croazia, a Varaždin, nel 1703 e hanno aperto convitti e scuole diurne gratuite. L’Unione Romana delle Orsoline è stata fondata nel 1900 e la comunità di Varaždin si è unita a loro nel 1927. Nel 1933 le suore hanno aperto una comunità a Zagabria e oggi hanno anche una comunità a Slavonski Brod.

Dopo la seconda guerra mondiale le suore hanno perso le scuole e per alcuni anni hanno lavorato la terra per provvedere alle loro comunità. Poi, attente alle necessità dei tempi, hanno iniziato ad occuparsi della catechesi nelle parrocchie e oggi hanno aperto anche un asilo nido, continuando a svolgere la loro missione accanto alle famiglie.

Nel recente terremoto la loro casa a Zagabria è stata gravemente danneggiata. «La distruzione delle cose materiali non è così grande come la paura e l’incertezza che entra nella mente – racconta suor Ljiljana -. Per molte notti faceva troppo freddo per dormire in macchina». Il momento è stato difficile, soprattutto per i bambini. «Quando le restrizioni alla circolazione tra le città (a causa della crisi Covid) sono state rimosse, sono andata a visitarli. Era molto importante andare da loro, ascoltarli e incoraggiarli. La nostra comunità ha inviato soldi e caramelle per i bambini. Per questo sono stati grati e hanno provato un po’ di pace e calore. Le persone sono spaventate e stanche perché non sanno mai quando arriverà il prossimo terremoto». Negli ultimi 30 giorni, infatti, si sono registrate ben 48 scosse di terremoto e in alcuni luoghi ne sono state avvertite molte di più.

Lo Stato è intervenuto immediatamente, accanto alle persone e ai loro bisogni. La solidarietà non è mancata: i volontari, i pompieri, la Croce Rossa, la Caritas croata e diverse organizzazioni civili.

Anche papa Francesco ha dimostrato la sua vicinanza alle vittime del terremoto: «Esprimo la mia vicinanza ai feriti e a chi è stato colpito dal sisma e prego in particolare per quanti hanno perso la vita e per i loro familiari. Auspico che le Autorità del Paese, aiutate dalla Comunità internazionale, possano presto alleviare le sofferenze della cara popolazione», ha detto al termine dell’udienza generale del 30 dicembre 2020.

Anche le religiose, nella preghiera quotidiana del rosario, intercedono sempre per le persone colpite dal terremoto e portano aiuti materiali: due suore collaborano all’organizzazione della distribuzione dei beni di prima necessità provenienti da tutte le parti del Paese e anche dall’estero e cercano di alleviare le sofferenze delle persone ascoltandole e restando accanto a loro. Ci sono state donazioni alla Caritas della diocesi di Sisak e direttamente a diverse famiglie; sono arrivate coperte, sacchi a pelo e materiali per ogni necessità. L’asilo delle suore a Varaždin ha raccolto aiuti per un asilo a Petrinja.

Nel solco dell’insegnamento della loro fondatrice, sant’Angela Merici, le suore Orsoline ogni giorno sono vicine alle famiglie e ai bambini, cercando di confortarli e rafforzarli nella fede e nella speranza perché, oltre l’aiuto materiale, «le persone hanno bisogno di parole d’incoraggiamento e di preghiera», conclude suor Ljiljana.

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