Sulle orme di Madre Teresa

Nel giorno del centenario della nascita della suora albanese, stralci tratti dal libro di Valentino Salvoldi, "Al servizio della vita" per l'editrice Città Nuova. Una serie di riflessioni sui vari aspetti della vita di Madre Teresa, che nel loro messaggio, assumono un valore universale.
Madre Teresa

«Io ascolto sempre la mia coscienza e le obbedisco anche quando sono in minoranza, cioè quando a decidere sono solo con la mia coscienza». È Gandhi ad esprimersi in questo modo categorico. 

 

Nella scelta radicale di dedicarsi totalmente al servizio della vita e nel suo essere profetessa denunciando ogni forma di ingiustizia, incontra tantissime difficoltà da parte di tutte le istituzioni. All’inizio anche da parte della Chiesa. Nulla la ferma. Le basta la pur tenue voce della coscienza che la sprona a fare il bene, sempre, e a non esitare nel formulare il suo codice morale, che farà scrivere sul muro di Shishu Bhavan, la casa dei bambini di Calcutta:

 

«L’uomo è irragionevole, illogico, egocentrico:

non importa. Amalo.

Se fai il bene, ti attribuiscono secondi fini egoistici:

non importa. Fa’ il bene.

Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici:

non importa. Realizzali.

Il bene che farai verrà dimenticato domani:

non importa. Sii franco e onesto.

Quello che per anni hai costruito, può essere distrutto in un attimo:

non importa. Costruisci.

Se aiuti la gente, se ne risentirà:

non importa. Aiutala.

Dà al mondo il meglio di te e ti prenderanno a calci:

non importa. Da’ il meglio di te».

 (…)

 

Ganxhe, che durante la sua professione religiosa prenderà il nome di Teresa, nasce nella notte tra il 26 e 27 agosto 1910 ed è battezzata all’alba del suo primo giorno di vita, in quanto si teme stia per morire. La malattia l’accompagna sempre e ovunque. Ha problemi respiratori. Dice di respirare bene, a pieni polmoni, solo a Letnica nel Kosovo, nella sua casa di villeggiatura, accanto al santuario eretto in onore alla Madonna, là dove matura la vocazione a consacrarsi interamente a Dio, nel servizio ai poveri.

 

A otto anni perde il padre, impegnato in politica, e probabilmente avvelenato, a causa dell’accusa lanciata contro il governo di Belgrado: «Dopo cinquecento anni di dittatura turca degli ottomani, siamo ora caduti in una nuova schiavitù». (…) A diciotto anni è divisa dalla mamma e dalla sorella. E non le vedrà più! (…)

 

Dopo il periodo trascorso nella congregazione delle Suore di Loreto, il suo schierarsi dalla parte dei poveri è visto dal governo indiano come una sfida. Cominciano le minacce: è ritenuta una spia inglese, meriterebbe quindi di essere uccisa.

 

«Giustizia e pace si baceranno» (Sal 85, 11). A questo scopo apre ovunque case di accoglienza di quanti la società scarta o lascia morire nella più grande indigenza e solitudine. «Case della vita». «Case per la vita». E fonda le Missionarie della carità per dare un senso al nascere, al vivere e al morire. Un senso e una dignità. Si inginocchia davanti a ogni morente, lo abbraccia, lo tiene per mano, lo conduce fino alle soglie dell’eternità: «Ha vissuto come le bestie, ha diritto di morire come figlio di Dio».

  

Per mettersi sulle orme di Madre Teresa al servizio della vita, è indispensabile fare nostre le sue scelte, a cominciare da quella di concedersi molto tempo per formare se stessi. Formare la coscienza alla luce della parola di Dio e del Magistero della Chiesa.

 

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