Sophia rilancia la proposta formativa

“Conoscere per trasformare la società”. Tre corsi di laurea di secondo livello, oltre ai dottorati, al Sophia global studies e al Centro Evangelii Gaudium
Istituto universitario Sophia

Sognato e progettato da Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, l’Istituto Universitario Sophia ha presentato lo scorso 31 marzo, in occasione dell’Open Day, le novità del prossimo anno accademico 2017-2018, ufficialmente il decimo di attività per la neonata pontificia università di Loppiano.

Luogo particolarmente significativo quello scelto per la presentazione, nel cuore della città di Firenze: l’antica Sala teatina del Centro Internazionale Studenti “Giorgio La Pira” aprì 39 anni fa i battenti per accogliere e ospitare studenti da ogni angolo del globo grazie all’intuizione dell’arcivescovo Benelli, al quale seguì l’entusiasta risposta della stessa Chiara Lubich, tradottasi nel supporto di amici focolarini venuti da Loppiano per avviare le attività del centro, il quale prese vita costituendo un polmone di integrazione e formazione per tutta la comunità fiorentina.

«Siamo oggi di fronte ad una proposta che diventa sostanzialmente più riconoscibile, ma nella continuità dell’esperienza che abbiamo realizzato in questi anni – ha affermato nel suo intervento di apertura il preside di Sophia, Piero Coda –. Ci accorgiamo oggi che l’idea di costituire un’università per la ‘sapienza’, (da cui il nome stesso dell’istituto, in greco antico, ndr), di lavorare per una cultura dell’unità e cioè per una cultura capace responsabilmente e realisticamente di mettere insieme i diversi pezzi dell’esistenza personale, della vita in società e della famiglia umana, è stata una scelta azzeccata anche se estremamente perigliosa, difficile, rischiosa».

La mistica del noi
Ha poi aggiunto: «Dico questo perché, secondo quanto vediamo attualmente nel mondo, e papa Francesco è colui che in maniera più lucida lo sottolinea, è necessario adoperarsi per costruire la ‘mistica del noi’, ossia quella ‘cultura dell’incontro’ contraria ad erigere muri in tutti i sensi, ma improntata a gettare ponti tra le varie realtà, le diverse dimensioni dell’umano, per contribuire ad una società giusta e assumere con forza, lungimiranza, immaginazione e capacità di visione le sfide enormi che attraversano il nostro tempo. Mi riferisco al fenomeno migratorio che trasformerà nel giro di qualche decennio il volto della convivenza umana, nonché alle diverse questioni riguardanti la salvaguardia del creato, la custodia delle tradizioni, la giustizia a livello economico, una politica capace di costruire pace e integrazione».

Insieme al preside erano presenti, moderati in una tavola rotonda da Antonella Gaetani, giornalista di Rainews24, Stefano Zamagni (economista), Paolo Frizzi (Sophia Global Studies – IUS), Donata Borgonovo Re (Diritto Enti Locali, Università Trento), Daniela Notarfonso (Ass. Scienza&Vita, medico bioeticista), Vanessa Breidy (Fond. Adyan, Libano).

L’offerta formativa
A quasi 10 anni dagli inizi, Sophia si presenta con quotati percorsi di dottorati e ben tre corsi di laurea di secondo livello: scienze economiche e politiche, ontologia trinitaria (secondo una visione teologica dell’essere basata sulla relazione), più un terzo generale in cultura dell’unità cui possono accedere studenti con dei percorsi non coerenti con i primi due.

«Conoscere per operare è la piattaforma di lancio che ci consente di dare il nostro contributo nel mondo» ha affermato Daniela Notarfonso ponendo l’accento sulla necessità di formare nuove classi dirigenti capaci di agire in una continua dimensione comunitaria, cui Sophia si presta aprendo la sua nuova proposta.

In attesa di lanciare la sua proposta accademica in America latina per il 2018, a 10 anni dalla sua nascita Sophia ha formato oltre 400 studenti di 30 nazionalità diverse, vagliando112 titoli di laurea magistrale e 11 di dottorato, vedendo quasi il 90% dei propri studenti trovare un lavoro qualificato entro 12 mesi dalla conclusione del percorso accademico.

A sostenere la crescita dell’Istituto, il Sophia global studies e il Centro Evangelii Gaudium, cui si è affiancato il crescente rapporto con il Patriarcato ecumenico di Costantinopoli

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