Slittano i tempi del nuovo ponte

Il nuovo ponte di Genova dovrebbe essere leggero, bello e durevole mille anni. Parola di Renzo Piano

Nell’occasione della cerimonia della firma del contratto per la demolizione e ricostruzione del nuovo viadotto sul Polcevera a Genova, avvenuta nel fine settimana, nella sede del Palazzo di città, il sindaco-commissario, Bucci, ha spiegato che i tempi necessari per la consegna dei lavori sono leggermente slittati rispetto alle prime stime e che la data è stata fissata al 15 aprile 2020.

Sarà questa la data entro la quale il nuovo ponte sarà percorribile e oltre la quale scatterebbero le sanzioni per le imprese costruttrici. «Un progetto importante per tutto il paese», ha detto soddisfatto Bucci, un modo per dimostrare al mondo che «in Italia le cose belle si riescono a fare bene, al prezzo giusto e nei tempi giusti».

Presente anche l’architetto Renzo Piano autore del progetto del ponte che ha precisato che «il mio ruolo sarà quello di supervisore. Vogliamo fare un ponte durevole per mille anni, bello ma alla genovese, anche buono. La semplicità non è parente della banalità. Sarà un ponte cittadino, su una vallata straordinaria».

L’aggiudicazione dei lavori di demolizione rimozione, smaltimento delle macerie del ponte e conferimento in discarica, è affidata a quattro ditte. Il rappresentante dei costruttori, Pietro Salini, ha spiegato che questa «è l’occasione per rilanciare il sistema delle opere pubbliche rispettando i contratti e la legge. Vogliamo un paese moderno. Quest’opera non sarà solo utile, ma anche bella». Con il commissario Bucci c’era anche il governatore della Liguria Toti, e l’Ad di Fincantieri, Bono.

Per Piano «questo sarà un ponte che si vedrà in particolare da sotto, perché ci sarà un parco. Sarà una struttura che passerà con leggerezza, con attenzione, direi con affetto, attraverso la valle, sarà un collegamento che non si impone con la forza sul tessuto urbano. Una zona, ricordiamoci, che sarà soggetta a sua volta a una profonda trasformazione attraverso una serie di concorsi che definiranno il nuovo assetto residenziale e produttivo. Si tratta di una delle zone importanti della città su cui si può ancora pensare a uno sviluppo equilibrato e sostenibile».

E mentre si ragiona sui tempi di consegna dei lavori, si apprende che il nuovo ponte sarà costruito una ventina di metri più verso sud, per evitare interferenze con le condutture sotterranee, che la velocità sarà limitata in alcuni tratti per mantenere adeguati standard di sicurezza e innalzarli rispetto al vecchio ponte, per un verso. E, al contempo, per soddisfare le laboriose norme di settore, che dettano per filo e per segno come costruire le infrastrutture stradali. Queste soluzioni sono state adottate per rispettare le esigenze di tempistica ridotta, per non far lievitare i costi della costruzione.

Ma soprattutto è stato assicurato che per avere il ponte entro il 15 aprile del 2020 si è scelto di avventurarsi il meno possibile nel sottosuolo, evitando di toccare i tubi del gas che attraversano il Polcevera e coincidono con le fondazioni del ponte. Intanto dal 17 gennaio, sopra il troncone ovest del Morandi hanno ripreso a muoversi camion e mezzi meccanici che procedono alla scarifica dell’asfalto e alla rimozione dei new-jersey.

Con l’inizio di questa settimana si procede allo smantellamento del materiale ferroso per poi avviare lo smontaggio pezzo per pezzo del moncone; previsto per giovedì il primo taglio sulla pila, meteo permettendo. Le previsioni meteo danno neve, e questo ritarderebbe le operazioni di avvio vero e proprio delle operazioni di taglio del cemento. Invece sul troncone est, sopra via Porro e su via Fillak, continuano le operazioni di assemblaggio delle torri che metteranno in sicurezza il moncone, per consentire alle aziende di operare sopra il viadotto, ma anche di iniziare con la bonifica delle abitazioni sottostanti e di consentire l’incidente probatorio calendarizzato per il  l’8 febbraio.
 

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