Si respira aria nuova

Grande risonanza mediatica per l'intervento del card. Bagnasco sulla questione morale in politica
bagnasco
Una prolusione attesissima quella del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, che ieri ha aperto a Roma il Consiglio permanente dei vescovi italiani. Un intervento importante che ha scosso le coscienze perché ha sollevato una questione da molti avvertita come vitale per il nostro Paese: la questione morale. Insomma, è come se le parole del card. Bagnasco abbiano dato voce a quella di tanti italiani. Ecco perché i giornali hanno aperto già da ieri pomeriggio le edizioni on line con le parole dell’arcivescovo.

 

La prolusione è davvero degna di essere letta in tutta la sua integralità (clicca qui). Bagnasco ha espresso tutta la stima e l’incoraggiamento a quanti con “dedizione e limpida rettitudine” operano nella gestione della cosa pubblica, come pure dell’economia. Ma ha anche e soprattutto dato voce all’amarezza di vedere un Paese che arranca, in cui si ha l’impressione – ha detto – che «il regolamento dei conti personali sia prevalente rispetto ai compiti istituzionali». Ha parlato del «deterioramento del costume e del linguaggio pubblico, della reciproca e sistematica denigrazione». E per la prima volta ha fatto esplicitamente riferimento ai racconti che, «se comprovati, a livelli diversi rilevano stili di vita difficilmente compatibili con la dignità delle persone e il decoro delle istituzioni e della vita pubblica». E’ a questo punto che il cardinale affermato: «chiunque sceglie la militanza politica, deve essere consapevole della misura e della sobrietà, della disciplina e dell’onore che comporta». «I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie – ha incalzato il presidente della Cei – sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. Ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune. Tanto più ciò è destinato ad accadere in una società mediatizzata, in cui lo svelamento del torbido, oltre a essere compito di vigilanza, diventa contagioso ed è motore di mercato».

 

La questione morale. L’aveva sollevata anche Benedetto XVI in un telegramma al presidente Napolitano inviato come di consueto dall’aereo che pochi giorni fa lo stava portando in Germania. Al nostro Paese il Papa aveva augurato «un sempre più intenso rinnovamento etico per il bene della diletta Italia». La risposta di Napolitano non si è fatta attendere. "Santità – si legge nel messaggio – nel nobile auspicio di un sempre più intenso rinnovamento etico del nostro paese che Ella ha inteso esprimermi riconosco quell’affetto per l’Italia che ha sempre caratterizzato il Suo magistero. Ne sono profondamente toccato».

 

Sembra dunque che il cardinale abbia voluto con la sua prolusione incamminarsi sullo stesso solco tracciato dal Papa solo qualche giorno fa. «La questione morale, quando intacca la politica – ha detto ieri -, ha innegabili incidenze culturali ed educative… Ecco perché si tratta non solo di fare in maniera diversa, ma di pensare diversamente: c’è da purificare l’aria, perché le nuove generazioni – crescendo – non restino avvelenate». Le reazioni del mondo cattolico sono state unanime. A pochi minuti dalla prolusione, sono arrivati i primi comunicati del Forum delle Famiglie, dell’Agesc, dell’Aiart. «Come Azione Cattolica – scrive Franco Miano presidente nazionale dell’Ac -, più volte abbiamo voluto dire che il Paese o crescerà insieme o non crescerà; il futuro della nostra nazione, e anche della politica, è proprio qui, in questa ricerca di un cammino comune che sappia tenere uniti Nord e Sud del Paese, che sappia costruire solidarietà, capacità di crescita nella condivisione». Una mobilitazione spontanea e sentita che fa sperare in un’aria nuova in Italia.

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