Sciopero per il clima, io c’ero

Un fiume di giovani ha sfilato il 27 settembre, in moltissime città italiane per difendere l’ambiente. Il racconto della manifestazione a Roma di un nostro giovane collaboratore

Da Roma: Luigi Muraca

Il movimento guidato da Greta Thumberg, attivista svedese di 16 anni, in Italia raccoglie sempre più consenso, soprattutto nelle scuole superiori.

Dal mio liceo in provincia di Roma siamo partiti in 100, e sin dall’inizio della giornata è stato chiaro che la partecipazione al corteo sarebbe stata imponente: il treno regionale che avrebbe dovuto portare noi e le altre scuole del nostro territorio a Roma era strapieno di ragazzi che andavano a manifestare, come hanno notato loro malgrado i pendolari che, non sapendo della manifestazione, hanno preso il treno insieme a noi. Quando poi abbiamo visto quanta gente c’era in strada a Roma, abbiamo capito che la manifestazione sarebbe stata una di quelle che torni a casa e la rivedi al telegiornale, perché sei riuscito a farti sentire.

Sono ottimista per il futuro. Grazie a Greta, una ragazza che è più piccola di me, ma che ha avuto il coraggio e la capacità di svegliare tutti noi e spingerci a fare qualcosa, la situazione potrebbe davvero cambiare.

Purtroppo, ora che il movimento è diventato così grande, dalla gente che non lo conosce o che non è interessata al tema dell’ambiente stanno cominciando a venire fuori le prime forme di hating verso di lei, e anche verso di noi che protestiamo, e cosa peggiore, comincia a serpeggiare il rischio di polarizzazione politica sul tema, che rischia di diventare un’altra disputa fra sinistra e destra.

È importante invece che tutti i giovani a prescindere dalle ideologie si uniscano sotto la bandiera della difesa dell’ambiente, perché da questo dipende il nostro futuro.

 

Da Torino: Irene Hosmer Zambelli

C’è chi sorride, chi ci guarda perplesso, chi alza gli occhi al cielo, chi resta indifferente. Questi sono gli sguardi di molti passeggeri dei vari mezzi pubblici di Torino, dove la massa di ragazzi che sta per manifestare invade pullman e metropolitana per raggiungere il luogo dell’incontro. L’appuntamento è alle 9.30, ma la piazza a quell’ora è già strapiena e si fa fatica a muoversi. Il corteo sfila per le vie del centro come un lento enorme serpente le cui scaglie sono migliaia di cartelli che noi studenti alziamo in alto. Oggi non siamo soltanto noi del liceo, tra uno striscione e l’altro si vedono gruppi di ragazzini delle medie e addirittura qualche gruppetto di bambini delle elementari con le loro maestre, segno che per il futuro bisogna battersi ad ogni età. A fine giornata siamo tutti stanchi, le braccia che hanno tenuto i cartelloni fanno male e dopo la lunga camminata anche le gambe sono un po’ indolenzite. Ma i numeri confermano che ne è valsa la pena: 100.000 persone che chiedono in coro un futuro sicuro per loro e per il proprio pianeta, 100.000 persone che credono in una soluzione. 100.000 persone che vogliono cambiamenti.

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