A Roma la Festa del cinema

Con Soul della Disney si inaugura la 15esima edizione della Festa del cinema di Roma.

15 edizioni non sono poche. Nonostante la pandemia, Antonio Monda il direttore, ha rischiato, come hanno fatto – e con successo – a Venezia. Ma Roma è eterna, si dirà, e perciò la festa si fa. Una festa molto romanocentrica, non c’è che dire. In primo luogo per le location: si va dall’Auditorium alla Nuvola, dalla Casa del Cinema al museo Maxxi, da Palazzo Merulana al cinema Savoy, e così via. Naturale per un progetto che ha l’ambizione di coinvolgere tutta la città del cinema.

Ma come fare con la pandemia? Mascherine, supercontrolli pure al red carpet e visioni in streaming. Certo, il programma fra film incontri, restauri, premi alla carriera è ricco e quindi diventa indispensabile il “ fai-da-te.”  Non mancano ad esempio gli eventi speciali: si va dalla serie storica Romulus di Matteo Rovere ad Ostia criminale La mafia a Roma di Stefano Pistolini, dal super reclamizzato Mi chiamo Francesco Totti sul campione presentato da Pierfrancesco Favino  – ormai sulla cresta dell’onda e onnipresente –, dal film di chiusura Cosa sarà di Francesco Bruni al documentario di Gabriele Salvatores Fuori era primavera Viaggio nell’Italia del lockdown a quello su papa Francesco di Evgeny Afineevsky.

Nella selezione ufficiale spiccano ben 28 lavori non solo italiani, per fortuna, il che significa che Monda ha ben lavorato. Ma vedremo. Frattanto qualcosa si è visto. Per la sezione, sempre la più originale della Festa, Alice in città, ecco Sul più bello di Alice Filippi. La ragazzina bruttina (una straordinaria Ludovica Francesconi) e malata sogna il principe azzurro, ma è difficile. Lei però non molla e conquista il più bello, Arturo (Giuseppe Maggio), ricco e sportivo. Ma dovrà dirgli il suo segreto. Un po’ patinato e prevedibile,un po’ romantico e con qualche vezzo solito, il film comunque decolla e una volta tanto non è troppo spensierato per far contenti gli adolescenti.

L’apertura con Soul del Premio Oscar Peter Docter, film d’animazione, non delude. Forse nella sua visionarietà – il pianista di colore caduto in un tombino si ritrova in un mondo-non-mondo -, apre ad una speranza nella vita attuale così  complessa. La Festa continua.

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