Riaprire “La Pecora Elettrica”

La libreria distrutta per la seconda volta da un attentato incendiario nella notte fra il 5 e il 6 novembre. È un centro di aggregazione nato in un quartiere storico alla periferia della capitale. Riparte una nuova raccolta fondi per permettere una nuova riapertura.

Una bella poesia di Marazico rilancia i sentimenti con i quali alcuni giovani di Centocelle, un quartiere storico alla periferia della capitale, hanno messo in piedi, due anni fa, la libreria “La Pecora Elettrica”, distrutta per la seconda volta da un attentato incendiario nella notte fra il 5 e il 6 novembre.

«Se n’artra vorta ho ripijato foco nun è pe’ ‘n incidente, né pe’ ‘ngioco. È che ce sta ‘na mano criminale che me desta e me vo’ fa’ der male». Qui dove vivo io a Centocelle, ce stanno cose brutte e cose belle. Le cose brutte fanno assai rumore, l’impunità le fa’ senti’ potenti. Le cose belle vivono d’amore, so’ miti, silenziose e so’ pazienti. Ce vora’ tempo. Forse qualche mese. E nun escludo pure altre sorprese. Ma anche se so’ pecora sappiate, che co’ ‘ste cose nun me spaventate. Me riempirò de libri e de cultura: è quello che a voialtri fa paura».

La libreria “La Pecora Elettrica” è un centro di aggregazione nato in un’area non risparmiata da degrado sociale e urbano né da episodi di criminalità. «Qui alle 20 c’è il coprifuoco», spiegano alcuni residenti che promuovono cultura con un impegno particolare sui temi dei diritti e dell’antifascismo.  Un luogo scomodo, evidentemente, se nel giro di sette mesi qualcuno è riuscito a distruggerlo per ben due volte. La prima il 25 aprile scorso, per l’esplosione di un ordigno, i cui responsabili restano ad oggi sconosciuti. La seconda alla vigilia della riapertura, resa possibile dal coraggio dei suoi titolari e dal sostegno dell’intero quartiere che coinvolse singoli cittadini e decine di realtà territoriali in una iniziativa di crowdfunding.

Ma la determinazione di ieri cede il passo al dolore e alla fatica rinnovati di oggi. «Sono sconvolta e sinceramente non penso di avere più la forza di ricominciare» – dice una dei ragazzi titolari che chiedono risposte dalle istituzioni e su Facebook aggiungono: «L’affetto che ci state nuovamente dimostrando ci riempie di gioia. Purtroppo, però, abbiamo ancora bisogno di tempo per pensare ed elaborare quanto è accaduto».

Sul fatto il mondo della politica non ha tardato ad esprimersi, né sono mancati attestati e gesti di solidarietà. Nelle prime ore del mattino il ministro della Cultura Dario Franceschini si è recato sul posto e ha definito l’attentato «un atto incredibile, intollerabile (…) di una gravità assoluta che richiede che le istituzioni siano vicine, vicino il comune per le sue competenze, vicino lo Stato».

E se dal Campidoglio il sindaco Virginia Raggi parla di “inquietante ennesimo rogo”, esprime vicinanza ai proprietari e annuncia l’impegno dell’amministrazione per aumentare i livelli di sicurezza della zona ripristinando l’illuminazione, sul fronte delle indagini gli inquirenti sono al lavoro su due piste: quella di matrice politica – visto l’impegno della libreria sui temi antifascisti e la data del primo attentato, Festa della Liberazione –  e quella che chiama in causa un giro di spaccio che sarebbe radicato nel quartiere e “disturbato” da tempo da attività commerciali come quella della “Pecora Elettrica” che restano aperte fino a tarda sera e richiamo clienti numerosi e giovani in particolare. A suffragare questa seconda ipotesi potrebbe essere il fatto che nell’ottobre scorso una pizzeria vicina alla libreria è stata anch’essa distrutta da un incendio di natura dolosa.

Ieri mattina intanto in Procura si è tenuto un vertice fra gli inquirenti a cui hanno partecipato il procuratore facente funzioni Michele Prestipino, l’aggiunto Nunzia D’Elia e il pm Sergio Colaiocco, insieme ai militari del Nucleo investigativo di via In Selci e della compagnia Casilina. Seguirà un secondo incontro il 15 novembre con la possibile presenza del Ministro dell’Interno Lamorgese. Nel frattempo dettagli utili alle indagini potrebbero venire dai filmati registrati dalle telecamere presenti nel quartiere, che potrebbero aver colto il volto e l’identità degli attentatori.

Nell’attesa di far luce sulla vicenda la gente del quartiere chiede che il Comune di Roma metta a disposizione dei locali per consentire la riapertura della libreria, e si moltiplicano iniziative concrete di solidarietà. Dopo il corteo a sostegno della libreria che si è tenuto la notte seguente il rogo per le vie di Centocelle, una nuova raccolta fondi è partita sul web per iniziativa di alcuni cittadini. Qui il link per contribuire. Con un passa parola sui social è stato poi organizzato un un raduno per la lettura di storie e poesie «per un racconto diverso della città e per riaccendere le luci su questa periferia».

 

 

 

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