Ripensare la sanità, un dialogo aperto

Alla ricerca di soluzioni condivise e concrete alle problematiche del settore della Sanità investita dalla crisi della pandemia. Un percorso promosso da Mppu Italia
Sanità Foto Claudio Furlan - LaPresse 19 Marzo 2020 Brescia

Mentre stava per esaurirsi il percorso del governo Conte 2 e l’avvio del tentativo dell’esecutivo guidato da Mario Draghi, lo scorso 30 gennaio il Movimento Politico per l’Unità, gruppo di lavoro sulla politica del Movimento dei Focolari, ha organizzato un convegno online sulle prospettive di medio periodo della sanità italiana dal titolo “Ripensare la sanità: le proposte della politica”.

Una scelta insolita quella di parlare di contenuti in piena crisi di governo, ma è stato inviato un invito a partiti di maggioranza ed opposizione specificando che si voleva fare una cosa diversa, senza entrare nel dibattito, pur legittimo, sulla crisi e neanche sulle polemiche contingenti, consegna dei vaccini, cambi di colore delle regioni e cose simili. Non si cercava l’audience ma i contenuti.

Anche perché il risalto mediatico che quotidianamente viene dato ai litigi, la personalizzazione degli scontri, non rende giustizia al lavoro che realmente viene fatto nei partiti, nelle commissioni, in aula ed alle tante persone che fanno politica come servizio ai cittadini, anche con sacrifici familiari e personali e accentua la distanza tra i cittadini e i “palazzi” della politica.

La gente, è stato detto nell’introduzione all’incontro, desidera momenti di unità, che non significa, precisiamo, tifare governi di unità nazionale. Momenti di unità su singoli specifici punti nel rispetto dei ruoli di maggioranza e opposizione e nell’interesse del Paese, come è avvenuto ad esempio per l’assegno unico per i figli votato all’unanimità in Parlamento. Sono proprio questi momenti, che mostrano il superamento dell’interesse partitico per il bene comune, a riavvicinare i cittadini al palazzo.

Con sorpresa degli organizzatori, anche sulla sanità i punti prioritari di intervento comuni alle diverse forze politiche sono stati molti. Non si è entrati nei dettagli ma è evidente che c’è spazio per lavorare su temi che possano nei prossimi mesi trovare in Parlamento un consenso più ampio della sola maggioranza di governo, quale che sia.

Il potenziamento dell’ assistenza domiciliare e una migliore organizzazione dei servizi sul territorio, integrati con la rete ospedaliera, sono stati evidenziati da tutti come aree prioritarie di intervento, lavorando sull’accreditamento delle reti di servizio territoriali.

Il tutto di pari passo con una vera attenzione alle fragilità ed alle esigenze di socializzazione della persona, vedendo la persona umana nella sua interezza, ad esempio con adeguata valorizzazione del lavoro del “caregiver” familiare , chi si prende cura a casa di anziani e disabili, su cui già sono state presentate proposte di legge in Parlamento.

Si è convenuto di riservare particolare attenzione alle esperienze di co-housing, delle case della salute e delle case di comunità,  valorizzando il lavoro dei medici di medicina generale e intervenendo nelle zone montane e rurali dove questa figura è spesso difficile da trovare.

L’on. Giorgio Trizzino, del Movimento 5 Stelle, ha evidenziato una sua mozione per il potenziamento delle cure palliative che andrà in discussione nei prossimi giorni in Parlamento

Si è parlato a più voci dell’esigenza di una maggiore flessibilità nella pianificazione degli accessi alla professione medica e infermieristica, superando il regime del numero chiuso universitario e di una pianificazione dei materiali e del personale che tenga conto delle differenze tra aree urbane ed aree rurali e di situazioni di carenza di organico (si è portato l’esempio di una asl dove l’elevato numero di permessi per la legge 104 sulla cura ai familiari ha sguarnito il personale a disposizione).

Il tutto, come ha ricordato Maurizio Lupi di Noi con l’Italia, nell’equilibrio tra esigenze sanitarie e libertà economiche e con una grande attenzione a spendere in modo razionale le risorse, dando obiettivi e verificando l’efficacia.

Tutti hanno concordato sul ruolo fondamentale che giocheranno la digitalizzazione e la ricerca, con strumenti come la telemedicina e il fascicolo sanitario elettronico integrato tra Stato e regioni.

La dr.ssa Emanuela Baio, consulente della Regione Lombardia sulla Sanità, ha sottolineato l’esigenza di convincere i decisori economici a fare investimenti in sanità e in ricerca, anche sottoscrivendo un appello se necessario da parte della società civile.

Si è infine convenuto su una efficace collaborazione tra pubblico e privato, in particolare privato sociale che, ha ricordato l’on. Maria Chiara Gadda di Italia Viva, deve avere un ruolo non ancillare rispetto al pubblico ma di co-progettazione e co-gestione.

Il dr. Lino Di Mattia della dirigenza sanitaria del presidio ospedaliero S.Elia di Caltanissetta, la dr.ssa Martina Iardella responsabile di struttura della Fondazione don Gnocchi per il Polo Riabilitativo del Levante Ligure  e la dr.ssa Simona Liguori consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia che sta seguendo un progetto di rete geriatrica hanno portato esperienze e sollecitazioni dal campo apprezzate dai relatori.

L’on . Sandra Zampa, sottosegretario alla Salute in carica, ha chiuso con un auspicio per la creazione di una Agenzia Europea per la Salute che ci aiuti ad affrontare, assieme agli altri Paesi dell’Unione, proprio i temi importanti esposti da tutti con un meccanismo reale di solidarietà.

C’è molto materiale su cui lavorare in prossimi appuntamenti più mirati, sempre con lo scopo di agevolare il dialogo per la ricerca del bene comune, provando ad arricchirsi con le differenze.

L’incontro è visibile sul canale Youtube di Mppu Italia

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