«Resistete e conservatevi intatti per i momenti favorevoli»

Incontro tra l'ex premier greco Tsipras e papa Francesco. Al centro del colloquio, tra le altre cose, le iniziative per la pace e la tutela della natura.

Nei giorni scorsi papa Francesco ha ricevuto in udienza privata l’ex premier greco Alexis Tsipras con il quale si è intrattenuto per quasi un’ora. Si tratta del quarto incontro tra i due: momenti nati dalla profonda attenzione riservata da Bergoglio, fin dal primo avvenuto nel 2014, alla situazione drammatica patita dal popolo greco schiacciato dalla crisi economica.

Il secondo incontro è avvenuto a Lesbo nell’aprile del 2016 in occasione dello speciale viaggio voluto da papa Francesco per andare insieme al patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo e all’arcivescovo ortodosso di Atene e di tutta la Grecia Ieronymos, a mettere i propri occhi negli sguardi dei profughi accolti nell’isola greca. Sulla via del ritorno il pontefice ebbe un colloquio con Tsipras, allora capo del governo di Atene. Analogo momento di scambio avvenne a Roma in occasione dell’incontro di papa Francesco con i capi di Stato e di governo europei riuniti nel marzo 2017 nella capitale italiana per ricordare i 60 anni dei trattati europei.

In this photo released by Greek Prime Minister's office on Saturday, Apr. 16, 2016, Greece's Prime Minister Alexis Tsipras, right, meets visiting Pope Francis after his arrival on the island of Lesbos. Pope Francis traveled to Greece on Saturday for a brief but provocative visit to meet with refugees at a detention center as the European Union implements a controversial plan to deport them back to Turkey. (Andrea Bonetti/Greek Prime Minister's Office via AP)
Papa Francesco e Tsipras

Proprio la crisi in Europa e le conseguenze che le politiche di recessione e austerità hanno sulle persone, insieme alla guerra globale e alla necessità di adottare iniziative di pace, ma anche all’immigrazione e al bisogno di avere in primo piano gli esseri umani e non la speculazione, sono stati i temi toccati fin dal loro primo incontro, al termine del quale lo stesso Tsipras rivelò a caldo: «Sono rimasto sorpreso nel constatare che su questi temi abbiamo posizioni così vicine».

In effetti, senza entrare nella complessa e non univoca analisi su quelle che sono state le scelte e le azioni che Tsipras e il suo partito Syriza sono riusciti a portare a compimento nel corso dei quasi cinque anni in cui l’ex premier si è cimentato nel governo della sua Grecia, non si può non notare che nel corso degli anni papa Francesco ha voluto esprimere la propria attenzione verso le vicende del popolo greco e degli sforzi prodotti dallo statista greco per sanare le ferite e anche per la politica ispirata all’accoglienza e all’integrazione con la quale si è distinto in Europa. Le azioni di solidarietà e gli impegni di cui fu protagonista la Grecia nel 2015 in occasione della grande ondata migratoria che fece approdare in un paese di 11 milioni di abitanti un milione di profughi e l’intenzione di affrontare la crisi dei rifugiati e degli immigrati con umanità, avevano colpito il pontefice tanto che fargli menzionare, parlando di questi temi, la frase di Tsipras che, a suo dire “merita il Nobel” cioè che «i diritti umani sono più importanti di qualsiasi accordo».

Ma veniamo a questo ultimo incontro, a due mesi dalle elezioni che hanno visto il partito di Tsipras arrivare secondo e perdere il governo del Paese. I collaboratori dell’ex premier greco hanno raccontato che papa Francesco, dopo aver ricordato la storia del versetto dell’Eneide: “Durate, et vosmet rebus servate secundis”, “Resistete e conservatevi intatti per i momenti favorevoli”, ha preso carta e penna e ha voluto scriverla dicendo al suo interlocutore: «Tienila per ricordarti di me. Queste parole corrispondono a quello che tu vivi adesso».

Alexis Tsipras ha ringraziato il pontefice per i suoi sforzi volti a sensibilizzare l’opinione pubblica europea ed internazionale sulla necessità di affrontare la crisi dei rifugiati e degli immigrati con solidarietà e umanità, per il sostegno dimostrato con la sua visita a Lesbos in circostanze molto difficili e per le parole di forte sostegno rivolte al popolo greco.

Sono stati toccati i temi dell’aumento dei conflitti regionali, delle enormi disuguaglianze globali e della povertà. Il papa si è congratulato con Alexis Tsipras per il miglioramento della situazione economica in Grecia e, soprattutto, per aver affrontato le conseguenze della crisi cercando di introdurre misure di giustizia sociale.

Papa Francesco ha sottolineato che, nel corso del suo recente viaggio a Skopje aveva riconosciuto il coraggio dei leader della Grecia e della Macedonia del Nord di firmare l’Accordo di Prespa, evidenziando la portata di un accordo atteso da oltre 30 anni per  la pace e la stabilità nella regione e che un tale risultato valeva ogni costo politico.

Nel corso del colloquio è stato possibile affrontare anche il fondamentale tema dei cambiamenti climatici e il papa ha fatto riferimento alle sue iniziative con il patriarca della Chiesa ortodossa Bartolomeo portate avanti su questo terreno comune, come su altri.

Tsipras da parte sua ha rappresentato l’affinità dei valori della sinistra con i principi posti a base del cristianesimo e ha ringraziato in modo particolare il papa per il carattere sociale dei suoi messaggi, per la protezione dei deboli e per la giustizia sociale.

Cosa viene da pensare osservando un tale incontro? Forse che il riconoscimento del valore dell’altro e l’importanza di trattare ognuno come si vorrebbe essere trattati hanno ancora una valenza non retorica e sono valori che possono ispirare un aperto confronto anche tra appartenenti a mondi diversi.

Le sfide del dialogo, nel rispetto e nella reciproca conoscenza delle proprie distinzioni di ruoli e convinzioni,   interpellano i singoli come le organizzazioni nella convinzione che costruire ponti può rappresentare una soluzione ed una risposta più appagante della difesa dei propri confini.

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