Quali scenari possibili dopo le elezioni?

Riportiamo l'intervista di Radio Vaticana ad Antonio Maria Baggio
Elezioni - spoglio
Il voto italiano consegna un Paese frammentato e a rischio di ingovernabilità. Proprio su questo punto Benedetta Capelli ha intervistato Antonio Maria Baggio docente di Filosofia Politica presso l’Istituto Universitario Sophia di Loppiano:RealAudioMP3

R. – Si delineano ancora dei blocchi ben precisi: centrodestra e centrosinistra. Non è riuscito l’inserimento di un centro forte proposto dal prof. Monti che avrebbe potuto cambiare la situazione. Monti sostanzialmente proponeva: “Andiamo al di là della vecchia concezione di destra e di sinistra, ci sono delle riforme da fare, allora mettiamoci a farle insieme”. Questa cosa non è stata recepita ed è evidente che gli italiani preferiscono lavorare all’interno delle collocazioni abituali di destra e di sinistra. Ha preso però corpo un grande “fantasma”, che è diventato reale: il Movimento 5 Stelle, che è l’elenco di tutte le cose che non funzionano nella politica e nella società. È chiaramente contrario agli altri partiti e rappresenta una sfida estremamente forte.

D. – Quali sono secondo lei ora gli scenari possibili: un governo di coalizione Pd, Pdl allargato al prof. Monti?

R. – Non credo che cercare la formuletta per tirare avanti sia una cosa facile. Una soluzione seria – ma non è l’unica – potrebbe essere quella di mettersi d’accordo per fare riforme essenziali: la riforma elettorale, la riforma della politica sulla trasparenza e l’onestà, e poi provvedimenti per il rilancio dell’economia; continuando ad attuare alcune delle riforme importanti avviate da Monti.

D. – Lo abbiamo appena accennato: il “boom” del Movimento 5 Stelle, di Grillo. Innanzitutto, un risultato del genere era quasi inatteso…

R. – Prendere sul serio ciò che il Movimento 5 Stelle dice è una cosa essenziale e significa prendere sul serio ¼ degli italiani che potevano astenersi, ma che invece vogliono ancora fare politica. Credo che qui possa venire anche dalla rete sociale dei cattolici un grande aiuto alla riflessione, per riformulare l’idea di destra e l’idea di sinistra.

D. – Il voto dei cattolici dove si è collocato, allora?

R. – E’ andato dappertutto. Io qui non parlerei e non ho parlato di voto, ma di pensiero sociale dei cattolici, della capacità che essi hanno di rappresentare la società. Quindi, non penso ad un conglomerato di cattolici che si esprima in un partito, ma ad una visione che i cattolici possono dare all’interno dei partiti dove sono, che a questo punto può veramente anche fare la differenza. Credo che sono i movimenti cattolici quelli che devono muoversi da soli, dare ai laici che ne fanno parte la possibilità di fare delle scelte personali, responsabili e di entrare in politica con dei progetti.

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