Quale economia per un futuro possibile?

Si sono svolti a fine settembre, a Trento e Firenze, due grandi Festival di economia dedicati alle scelte sul futuro dell’Italia. La Carta di Firenze e l’appello di Giuseppe Conte :«L’economia civile salverà il Paese»
Futura economia Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse 26-09-2020

Per immagine il futuro occorre avere una visione chiara dell’economia. Da Trento a Firenze l’ultimo fine settimana di settembre del 2020 ha visto una concentrazione di appuntamenti importanti per avere un’idea di cosa bolle in pentola in Italia in prossimità del trimestre decisivo di fine anno per quanto concerne le scelte del bilancio pubblico e La presentazione dettagliata del piano di attuazione delle risorse del Recovery plan.

Boeri Foto Fabio Cimaglia / LaPresse
Boeri Foto Fabio Cimaglia / LaPresse

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte è stato presente, via video, al Festival dell’economia di Trento, evento già in pista da anni grazie alla Provincia autonona trentina e a una serie di grandi investitori come Intesa San Paolo, in un dibattito serrato con Tito Boeri, economista della Bocconi ed ex presidente dell’Inps, che non ha mai nascosto le critiche verso gli esecutivi Conte 1 e 2.

Presentato come “un laboratorio di idee al servizio della politica”, la manifestazione ha registrato, tra i numerosi appuntamenti, la presenza di grandi nomi come i Nobel Deaton e Duflo per finire con il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, che ha ribadito la tesi sulla necessità, per l’Italia, di chiedere i fondi europei del Mes per gli interventi strutturali in sanità. Argomento altamente divisivo per la maggioranza governativa accreditata, secondo i commenti prevalenti, di maggiore stabilità dopo l’esito del referendum costituzionale e l’esito delle elezioni regionali.

Per capire il dibattito e le divisioni in economia bisogna procedere a ritroso di qualche decennio e, opportunamente, il festival trentino ha promosso un momento dedicato a Margaret Thatcher, «una figura politica straordinariamente influente e incisiva, che ha segnato gli ultimi 40 anni, estremamente decisa nel difendere le sue idee e la visione neoliberista nelle scelte di politica economica».

Si può affrontare la transizione ecologica e sociale, resa indifferibile dalla pandemia, restando dentro questa visione del mondo?

Mattarella al Festival dell'Economia civile , Foto fnec
Mattarella al Festival dell’Economia civile , Foto Fnec

Una risposta è arrivata nell’intervento che Conte ha fatto, sempre via video, a Firenze, definendo senza mezzi termini «il capitalismo neoliberista inadeguato di fronte alle crisi». Nello straordinario Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio si è svolta, infatti, la seconda edizione del Festival nazionale dell’economia civile diretto dell’economista Leonardo Becchetti, a Firenze. L’evento, ricco di interventi e storie, è stato definito dal docente di Roma Tor Vergata un laboratorio con tanto di «simulazione da parte dei presenti su come partecipare al Recovery fund».

Come già nell’edizione del 2019, il presidente del consiglio ha espresso una forte consonanza con l’ambiente dell’evento fiorentino, inaugurato il 25 settembre con la presenza fisica del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che vede come parte attiva buona parte dei protagonisti delle Settimane sociale dei cattolici italiani. Ne sono promotori Federcasse (Federazione Nazionale delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali), Confcooperative, la rete di Next e la Sec, scuola di economia civile, nata, come dice la presentazione, da un’idea dell’economista Luigino Bruni. Di rilievo la copertura mediatica con i partner Avvenire e Vita , il rapporto con il Corriere della Sera, non solo il dorso Buone notizie, e il Tg1 della Rai.

Ai partecipanti del Salone dei Cinquecento Conte ha ribadito la necessità di non poter ripartire senza un nuovo umanesimo: «si va verso una nuova fase di mercato comunitario, in cui l’economia deve andare di pari passo con la giustizia sociale». Questo modello italiano sarà al centro di un grande evento internazionale annunciato nel 2021 a Firenze d’accordo con il sindaco Nardella che alla fine del Festival ha consegnato simbolicamente le chiavi della città ai promotori della manifestazione e a Stefano Zamagni, attuale presidente della Pontificia accademia delle scienze sociali e il più autorevole tra gli esponenti della riscoperta dell’Economia civile in Italia.

Oltre alla consueta citazione di Giorgio La Pira, che il luogo stesso ispira, il presidente del consiglio ha fatto esplicito riferimento al Codice di Camaldoli e ad un pensatore poco conosciuto, Sergio Paronetto, ispiratore di quel testo che portò il contributo dei cattolici nella Costituente dopo il crollo del fascismo. «In quel codice – ha ribadito Conte – si valorizza la centralità dell’uomo nei rapporti economici e sociali, si riconosce un equilibrio funzionale tra proprietà pubblica e privata, sottolineando anche l’aspetto sociale anche nella proprietà privata e la responsabilità dell’impresa rispetto ai lavoratori e al tessuto sociale».

Concetti chiave che, come al solito, devono essere declinati nel concreto, non tra 10 anni, ma in questi mesi.

Il tempo incalza. Conte sarà all’assemblea di Confindustria il 29 settembre, incontrerà il segretario di Stato Usa, Pompeo, il giorno dopo, per recarsi, infine, al Consiglio europeo straordinario del primo e 2 ottobre 2020 che affronterà la grave crisi in corso nel Mediterraneo tra Grecia e Turchia, i rapporti con la Cina e le questioni urgenti di mercato unico, politica industriale e trasformazione digitale.

Sarà importante verificare l’incidenza che nella politica e nella società italiana avranno le idee chiave contenute nel “La Carta di Firenze” per l’economia civile sottoscritta da un primo gruppo di 100 esponenti di diverse realtà che chiedono “un cambio di rotta” dopo il Covid 19. Dal giudice costituzionale Giuliano Amato a tanti docenti universitari, dal presidente della Compagnia di San Paolo, Francesco Profumo ai rappresentati della finanza etica, della cooperazione e volontariato nonché di Legambiente.

Grande rilievo ha avuto la presenza nel Festival del Ministro della Famiglia, Elena Bonetti, del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa e il sottosegretario al Lavoro Steni Di Piazza.

Gli interventi del festival di Firenze, come quello di Trento, sono accessibili sui rispettivi siti web. Per avere una idea dei contenuti della Carta di Firenze si rimanda al testo integrale, allegato a questo articolo.

Siamo davanti ad un bivio decisivo della nostra storia, con il rischio di mancare un’occasione irripetibile come avverte lo stesso Giuseppe Conte.

Sul dibattito relativo alRecovery fund vedi anche l’intervista a Enrico Giovannini  e quella a Carlo Stagnaro.

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