Premio Chiara Lubich per le scuole, classe oristanese vince sezione multimediale

Gli alunni hanno lavorato insieme e si sono confrontati sul tema della diversità, partendo dal tema storico del Muro di Berlino, e hanno compreso come dalla differenze possa nascere un dialogo fruttuoso
Chiara Lubich

La terza B Biomedico del liceo scientifico “Mariano IV d’Arborea” di Oristano, ha vinto il primo premio del concorso nazionale per le scuole “Una città non basta. Chiara Lubich Cittadina del Mondo”, nella categoria “Elaborato multimediale”

A guidare i ragazzi in questo progetto il docente di religione, Stefano Pilia. «Abbiamo aderito all’iniziativa – dice il professor Pilia – per riflettere assieme, generazioni diverse, su una figura di donna del Novecento che ha lasciato il segno. La ricorrenza del centenario è stata l’occasione di presentare, durante l’ora di religione, la fiugra di Chiara Lubich“. Come educatore, ho sentito quanto fosse importante non “forzare” la scelta, per questo ho lasciato agli studenti una settimana per riflettere e valutare nella massima libertà»

La proposta è piaciuta e dopo una riflessione comune, anche con chi non si avvaleva dell’ora di religione, i ragazzi si sono messi all’opera, approfondendo, insieme al loro professore, chi era e cosa ha fatto Lubich.

«Abbiamo lavorato assieme – specifica Pilia riflettendo sia sulla figura spirituale di Chiara sia sullo sviluppo del Movimento dei Focolari. Poi c’è stato un lavoro di sintesi sulla storia del Muro di Berlino, perché il tema scelto era legato alla fondatrice del Movimento e la storica caduta del Muro: ho aiutato i ragazzi fornendo loro una sintesi dei fatti e sull’esperienza fatta dai focolari «Oltre Cortina». In questo lavoro i ragazzi hanno colto un orizzonte di fraternità e di accoglienza dell’altro, e la possibilità che l’unità possa nascere dalle differenze, che il dialogo possa essere fruttuoso. Si tratta di aspetti che i ragazzi hanno colto e trasferito nel video realizzato, dal titolo «Una sfida che non si è mai fermata».

Il progetto è stato avviato lo scorso anno, poi il lockdown ha posto un freno alla realizzazione del prodotto multimediale e infine la ripresa dopo l’estate ha permesso la conclusione del lavoro. «Quella che era una difficoltà – conclude il professor Pilia – alla fine si è rivelata una risorsa: la didattica a distanza non ha inficiato la conclusione del progetto, giunto all’epilogo del premio».

Una soddisfazione doppia proprio perché è stato realizzato in condizioni oggettivamente difficili, che però non hanno scoraggiato i ragazzi.

Oltre alla terza B Biomedico e al professor Pilia il premio è vanto anche dell’intero liceo scientifico oristanese. Gli studenti visibilmente felici per quanto realizzato manifestano soddisfazione. «Per me – dice Elena – è stato importante realizzare questo lavoro perché ritengo sia necessario mettere in evidenza figure come quella di Chiara, che hanno fatto del dialogo e dello scambio di opinioni diverse la ragione di vita: chiunque, al di là che creda o meno in Dio, può e deve esprimere la propria idea. Chiara aveva una grande capacità di entrare in dialogo con tutti, ed è un aspetto che mi ha particolarmente colpito».

Per Alessio, che ha curato il montaggio del prodotto multimediale, è importante conoscere persone come Chiara. «Anche per noi giovani – dice – la sua figura è un riferimento. Il dialogo con più culture, con chi ha posizioni diverse è possibile, così come Chiara Lubich ha testimoniato con la sua vita. Ciascuno di noi può seguire questa strada: una scelta di vita da attuare in ogni contesto».

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