Piero Coda: Il papa “bastona” i cattolici? Ne abbiamo bisogno

Il teologo afferma che «affiggere la lista del prezzario dei sacramenti sulla porta di una parrocchia dà l'impressione di trasformare la redenzione in un fatto di soldi». I sacramenti e le celebrazioni liturgiche andrebbero invece offerte in una logica di gratuità. Dal sito di Radio Vaticana
battesimo

"È una di quelle omelie che mettono in rilievo la missione di Francesco come Papa 'riformatore'. Un Pontefice che non ha paura di mettere in rilievo le fragilità, i punti deboli, le incongruenze della vita ecclesiale per invitare ad una conversione permanente".

Così, don Piero Coda, ordinario di Teologia sistematica e preside dell’Istituto Universitario Sophia a Loppiano, commenta l'omelia pronunciata dal Vescovo di Roma, nella Cappella della Casa Santa Marta, venerdì 21 novembre. In quell'occasione, il Papa ha affermato che le Chiese non devono mai essere affariste, perché la redenzione è gratuita, e ha messo in guardia dall'affiggere listini prezzi per i sacramenti nelle parrocchie.

"Il cuore del vangelo – prosegue il teologo – è proprio l'annuncio della gratuità di Dio, della fiducia in Lui e del fatto che non possiamo servire due padroni. La salvezza è annuncio di misericordia, perdono e accoglienza. Dio è il primo a farlo, quando gli uomini e le donne di Chiesa non vivono questa realtà questo diventa l'ostacolo più terribile all'incontro, attraverso la Chiesa, con il Dio annunciato da Gesù".

"Affiggere la lista del prezzario dei sacramenti sulla porta di una parrocchia – prosegue don Piero Coda – dà proprio l'impressione di trasformare la redenzione in un fatto di soldi. I sacramenti e le celebrazioni liturgiche vanno offerte in una logica di gratuità. Bisogna perciò far crescere il senso di responsabilità dei fedeli perché capiscano che la partecipazione alla vita della comunità cristiana non è legata all'erogazione di servizi. Ma è una partecipazione che implica la condivisione delle esigenze di tutti, compreso quelle dei preti. Bisogna tornare alla visione ecclesiologica delle prime comunità cristiane in cui tutti partecipavano secondo le proprie possibilità all'esercizio della comunione fra tutti".

Il teologo risponde anche ad alcune critiche rivolte al Papa, accusato da taluni di 'bastonare sempre i cattolici'. "Se il Papa, che è un grande uomo di Dio, ci dice queste cose vuol dire che ne abbiamo bisogno. Forse non ci rendiamo sufficientemente conto del momento che viviamo come Chiesa e come umanità", sottolinea don Piero Coda. "Oggi c'è bisogno di una Chesa 'purificata'. E se il Signore ci ha mandato questo Papa che dice queste cose, in ascolto della voce dello Spirito, vuol dire che ne abbiamo bisogno".   

Per leggere o ascoltare l'intervista di Fabio Colagrande su Radio Vaticana clicca qui.

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