Piccola Katie, grande Katie…

Ha solo ventitré anni, Katie Melua. È nata infatti nel 1984 a Kutaisi in Georgia, quando ancora la sua terra faceva parte dell’Unione sovietica. Ma aveva solo nove anni quando il padre, cardiologo, trasferì la famiglia prima a Belfast, e poi nel Surrey britannico. La sua passione per la musica non tardò a rivelarsi. A quindici anni vinse il suo primo concorso canoro e successivamente si diplomò a pieni voti alla prestigiosa Brit School of Performing Arts. Amante del jazz, del blues, e dei grandi della canzone d’autore, Katie scrive canzoni da quando aveva appena sedici anni: di lì a poco il produttore Mike Batt s’accorse del suo straordinario talento e le procurò il primo contratto. Il resto è storia recentissima: dopo il debutto del 2003, Call off the search, che la rivelò al grande pubblico come la nuova enfant prodige del pop d’autore britannico, nel 2005 arrivò il primo botto con Piece by Piece: plausi della critica, e valanghe di copie vendute in tutto il mondo; a tutt’oggi la fanciulla – che nel frattempo ha ottenuto la cittadinanza inglese – di dischi ne ha venduti oltre sette milioni: una cifra impressionante, soprattutto di questi tempi. Katie non è una ragazza qualunque. Parla tre lingue alla perfezione, sta studiando per diventare pilota d’aereo, ha già lavorato come attrice con Quentin Tarantino, e qualche mese fa s’è tolta lo sfizio d’entrare nel Guinness suonando con la sua band in un sottomarino, a 300 metri di profondità, sotto i ghiacci del mare del Nord. Con queste premesse non era difficile prevedere un’ancor più fragorosa conferma per questo Pictures (Edel), la sua terza avventura in sala d’incisione. E così è stato: l’album s’è arrampicato in fretta in testa alle classifiche di mezzo mondo, Italia compresa. Oltre alla personalità, al talento e all’indubbio fascino, Katie ha dalla sua una naturale capacità di coniugare l’immediatezza della scrittura pop con l’essenzialità antiretorica delle grandi cantautrici anglo-statunitensi. I richiami al folk-rock e al jazz danno eleganza e spessore al sound dribblando le banalità del tipico muzak da playlist: ma senza togliere alle sue composizioni quell’appeal radiofonico in grado di ammaliare anche il grande pubblico. È vero, le sue canzoni s’assomigliano molto fra loro, ma Pictures è comunque uno di quei dischi di cui è difficile fare a meno, specie per chi alla musica chiede un gradevole ansiolitico ai tormenti quotidiani o un supporto alle proprie riflessioni. L’album si apre con un omaggio a Mary Pickford (l’attrice del muto che con Chaplin fondò la casa cinematografica United Artist), e si chiude nel segno della cover di In my secret life di Leonard Cohen. Non è un caso, perché Katie è anche questo: una giovane donna, conscia del proprio carisma, ma anche del fatto che in questo mestiere il successo vero si preserva facendo proprie le lezioni dei grandi e non i diktat dei mercati; e si nutre con l’interiorità, molto più che con gli applausi. CD Novità Stacey Kent Breakfast on the morning tram (Blue Note – Emi) Una gran bella voce e uno stile a mezza via tra jazz, bossanova e pop. Rispetto alla Melua ha un approccio decisamente più colto e raffinato. Tra le cover presenti spiccano una delicata versione di What a wonderful world e un paio di classici di Serge Gainsburg. Ron In concerto (Sony-Bmg) Cd più dvd registrati dal vivo con un’orchestra da camera. Tredici nuove, eleganti versioni dei suoi classici, più l’inedita Canzone dell’acqua. I fans l’adoreranno, qualcuno lo troverà forse un po’ noioso o pretestuoso. La verità sta probabilmente nel mezzo.

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