Per Berlusconi un mese decisivo

Avviati i lavori della Giunta del Senato per decidere sulla decadenza. Bivio fra arresti domiciliari e affidamento ai servizi sociali. Udienza della Corte d'Appello di Milano per la rideterminazione della pena accessoria. E i legali dell'ex premier presentano ricorso alla Corte di Strasburgo in vista di una eventuale revisione del processo
Dario Stefano (al centro)

9 settembre. Hanno avuto inizio i lavori della Giunta per le immunità e le elezioni del Senato. Sul tavolo la questione della decadenza da senatore Silvio Berlusconi dopo la sentenza della Cassazione sul caso Mediaset, che lo vede condannato a 4 anni di reclusione (di cui tre condonati per effetto dell’indulto).

Il relatore Andrea Augello, del Pdl, ha avanzato tre questioni pregiudiziali: il ricorso alla Corte costituzionale, il ricorso alla Corte di giustizia dell’Unione europea, la valutazione nel merito della legittimità della legge Severino. Per il senatore, in particolare, ci sarebbero i presupposti perché la Giunta chieda un parere alla Corte Ue per verificare se la legge Severino violi i princìpi comunitari. Dopo oltre 5 ore la seduta è stata aggiornata al giorno successivo.

10 settembre. La Giunta per le immunità del Senato torna a riunirsi a partire dalle ore 20. Il relatore Augello potrà integrare i contenuti espressi nell’intervento del giorno precedente. Seguirà una discussione (20 minuti a disposizione per ciascun componente della Giunta). Al termine si dovrebbe procedere al voto sulle pregiudiziali: o con un voto unico su tutte e tre o con un voto singolo su ciascuna di esse.

Se le pregiudiziali dovessero essere accolte, la giunta procederà a calendarizzare il seguito procedurale. Ove invece venissero bocciate decadrà il relatore e il presidente della giunta Dario Stefàno dovrà nominare un nuovo relatore.

Il ricorso alla Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo. È stato presentato dai legali dell’ex premier e notificato anche alla Giunta per le immunità del Senato. Trentatre pagine, dal titolo Silvio Berlusconi contro l’Italia.

Nell’eventualità di accoglimento da parte dell’Europa (ipotesi che, comunque, non prevede tempi brevi), Berlusconi potrebbe anche chiedere la revisione del processo. La Giunta del Senato, comunque, non fa una grinza e proseguirà nei suoi lavori.

16 ottobre. È la scadenza entro la quale Berlusconi dovrà scegliere se scontare la pena detentiva di un anno agli arresti domiciliari oppure con l’affidamento ai servizi sociali.

19 ottobre. È la data fissata dalla III Corte di Appello di Milano per l’udienza, nell’ambito del processo Mediaset, per la rideterminazione della durata della pena accessoria a Berlusconi (interdizione dai pubblici uffici), riducendo quella inflitta nei processi di primo e secondo grado (cinque anni), così come richiesto nell’ambito della sentenza della Cassazione, e fissandola da un minimo di un anno a un massimo di tre anni.

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