Pasqua, la risposta che cercavamo

In Gesù incontriamo l’infinito amore di Dio che ci offre la vita, perfetta ed eterna. Per il giorno della Resurrezione, una meditazione del cardinale Ennio Antonelli tratta da  Ha fatto risplendere la vita, riflessioni sulla Pasqua diCittà Nuova
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«Alleluja. Alleluia. Alleluia.

Celebrate il Signore, perché è buono; perché eterna è la sua misericordia. La destra del Signore si è alzata, la destra del Signore ha fatto meraviglie. Non morirò, resterò in vita e annunzierò le opere del Signore» (cf. Sal 118).

«Non morirò, resterò in vita»: è questa la luce di Pasqua che dal sepolcro glorioso di Gesù si diffonde su tutte le tombe degli uomini.

Il desideriodi vita e di felicità è il più radicato e il più forte in ogni uomo. Il nostro essere è tutto un anelito verso la vitae  la sua pienezza. Ma dove cercare la risposta a questo desiderio originario, costitutivo?

È illusorio cercarla, come molti purtroppo fanno, nell’attivismo frenetico, nel massimo guadagno, nel consumismo esasperato, nella rincorsa alle emozioni e alle sensazioni fugaci, nell’ossessione del sesso, nell’evasione della droga, nell’esteriorità e nel chiasso.

Anzi, questo dinamismo e questa eccitazione continui non fanno altro che offrire la verifica di quanto il desiderio dell’uomo trascenda le sue concrete attuazioni, sempre parziali, precarie ed effimere.

La sproporzione con l’andare degli anni viene avvertita più intensamente; crescono l’insoddisfazione, la noia, il vuoto, la stanchezza di vivere.

«L’uomo – come qualcuno ha detto – è una strana creatura che passa i suoi primi anni a illudersi e i suoi ultimi anni a registrare le illusioni».

Per ogni uomo il problema più serio e drammatico è quello a cui molti non pensano mai: il problema della salvezza. Anche se uno dovesse vivere a lungo, il problema rimane con tutta la sua urgenza. Una persona, con la quale mi congratulavo per i suoi novant’anni, mi rispondeva: «Quando sono passati, i molti anni sono come i pochi, non ci sono più».

Solo nella Pasqua di Cristo troviamo la risposta alla nostra profonda aspirazione e inquietudine.

Pasqua significa passaggio:

passaggio dalle tenebre alla luce,

passaggio dal nulla all’essere con la creazione,

passaggio di Israele dalla schiavitù alla libertà,

passaggio dall’antica alla nuova alleanza,

passaggio di Cristo dalla morte alla vita gloriosa,

passaggio dei cristiani nel battesimo alla comunione con Cristo per diventare con lui figli di Dio,

passaggio dell’umanità intera dal potere del peccato e della morte alla speranza della vita eterna.

Solo nel Signore Gesù, crocifisso e risorto, è la risposta che da sempre stiamo cercando. In lui incontriamo l’infinito amore di Dio che ci offre la vita, perfetta ed eterna. La sua presenza è la sola che può riempire il vuoto della nostra esistenza.

Gesù Cristo nostro Salvatore, dia a tutti noi uno sguardo di fede perché possiamo vedere che la vita è più forte della morte e l’amore più grande del peccato, dei conflitti e delle sofferenze; perché possiamo vivere in unità con Dio e tra noi. Come diceva un santo vescovo che ho conosciuto:

«Io auguro a noi occhi di Pasqua

Capaci di guardare nella morte fino alla vita,

nella colpa fino al perdono,

nella divisione fino all’unità,

nella piaga fino allo splendore,

nell’uomo fino a Dio,

in Dio fino all’uomo,

nell’io fino al tu» (Klaus Hemmerle)

 

da Ha fatto risplendere la vita, riflessioni sulla Pasqua di Ennio Antonelli (Città Nuova). Per acquistare il volume clicca qui.

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